Dopo il clamoroso successo mondiale di Super Mario Bros. – Il film (2023), capace di rilanciare in modo definitivo l’universo cinematografico Nintendo, il ritorno dell’idraulico più celebre dei videogiochi era praticamente inevitabile. Super Mario Galaxy – Il film (2026), diretto ancora da Aaron Horvath e Michael Jelenic, rappresenta però molto più di un semplice sequel: è un tentativo dichiarato di espandere il mondo di Mario verso una dimensione più epica, cinematografica e visivamente audace.
Ispirato direttamente ai videogiochi Super Mario Galaxy e Super Mario Galaxy 2, il film abbandona in parte l’impostazione “classica” del primo capitolo per abbracciare una narrazione più ampia, ambientata nello spazio e costruita su dinamiche cosmiche. Questo cambio di prospettiva non è solo estetico, ma anche tematico: il viaggio diventa più introspettivo, i personaggi affrontano nuove responsabilità e il mondo si apre letteralmente all’infinito.
La colonna sonora torna a essere firmata da Brian Tyler con la collaborazione del leggendario Kōji Kondō, mentre il comparto tecnico di Illumination si spinge verso livelli ancora più elevati. Il risultato è un’opera che punta a stupire costantemente lo spettatore, anche a costo di sacrificare parte della semplicità e immediatezza che avevano reso il primo film così efficace. Noi l'abbiamo visto per voi e vi diciamo cosa ne pensiamo.
LA TRAMA
Mario, Luigi & Co. contro Bowser Jr.
La storia riprende dopo la sconfitta di Bowser, che si trova imprigionato e apparentemente fuori gioco. Tuttavia, il vuoto lasciato dal Re dei Koopa viene colmato dal figlio, Bowser Jr., determinato a dimostrare il proprio valore e a riportare il padre al potere. Il suo piano lo porta a entrare in contatto con misteriose energie cosmiche legate alle Power Stars, dando il via a una minaccia che supera i confini del Regno dei Funghi.
Mario e Luigi vengono così trascinati in un’avventura intergalattica che li conduce tra pianeti lontani e galassie surreali. Durante il viaggio incontrano Rosalina, figura enigmatica e malinconica che custodisce i segreti dell’universo, e si alleano con lei per fermare Bowser Jr. e ristabilire l’equilibrio cosmico.
Parallelamente, Principessa Peach intraprende un percorso personale che la porta a confrontarsi con le proprie origini e con il suo ruolo all’interno di un universo sempre più vasto. L’intreccio si sviluppa attraverso molteplici linee narrative, che convergono in uno scontro finale spettacolare, in cui il destino dell’intero cosmo è in gioco.
INFO & CAST
Durata 98 min
Regia: Aaron Horvath e Michael Jelenic
Cast di doppiatori italiani:
Claudio Santamaria: Mario
Emiliano Coltorti: Luigi
Valentina Favazza: Principessa Peach
Nanni Baldini: Toad
Fabrizio Vidale: Bowser
Luisa D’Aprile: Rosalinda
Manuel Meli: Bowser Jr.
Franco Mannella: Kamek
Raffaele Carpentieri: Fox McCloud
Roberto Stocchi: Re Wart
LA RECENSIONE
Un'espansione visiva straordinaria
Dal punto di vista tecnico e visivo, Super Mario Galaxy – Il film rappresenta un salto qualitativo evidente rispetto al predecessore. L’ambientazione spaziale consente agli animatori di esplorare soluzioni creative estremamente dinamiche: pianeti minuscoli con gravità variabile, galassie coloratissime e scenari che sembrano usciti direttamente da un sogno. Ogni sequenza è costruita per sorprendere, con una cura maniacale per i dettagli e un uso del colore che rende ogni ambiente immediatamente riconoscibile. L’effetto complessivo è quello di un viaggio continuo, quasi vertiginoso, che riesce a trasmettere il senso di meraviglia tipico dei videogiochi originali. Allo stesso tempo, però, questa ricchezza visiva rischia di diventare eccessiva. Il film raramente si ferma a respirare, accumulando scenari e idee a un ritmo serrato che può risultare, a tratti, dispersivo. È uno spettacolo continuo, ma non sempre equilibrato.
Sul piano narrativo, il film tenta di fare un passo avanti rispetto alla semplicità del primo capitolo, introducendo temi più complessi e una struttura più articolata. Tuttavia, questa ambizione si traduce spesso in una sceneggiatura meno coesa. Le diverse linee narrative — Mario e Luigi nello spazio, Peach alle prese con la propria identità, Bowser Jr. come antagonista — faticano a trovare un equilibrio perfetto. Alcuni personaggi risultano meno sviluppati di quanto ci si aspetterebbe, e l’intreccio generale perde in immediatezza. Il film privilegia chiaramente lo spettacolo e il ritmo, sacrificando in parte la profondità emotiva. Ci sono momenti riusciti, soprattutto quelli più intimi legati a Rosalina, ma nel complesso manca quell’impatto narrativo forte che aveva reso il primo film così accessibile a tutti.
I bravissimi doppiatori italiani
L’edizione italiana di Super Mario Galaxy – Il film si distingue per un cast vocale particolarmente solido e coerente, capace di restituire tutta la varietà tonale del film, che passa con naturalezza dalla commedia all’avventura epica fino a momenti più riflessivi. Rispetto al primo capitolo, si percepisce un maggiore affiatamento generale e una direzione del doppiaggio più sicura, che valorizza ogni personaggio senza eccessi caricaturali.
Claudio Santamaria torna a dare voce a Mario, offrendo un’interpretazione energica e coinvolgente, capace di sostenere anche le sequenze più spettacolari senza perdere il lato umano del personaggio. Accanto a lui, Emiliano Coltorti interpreta Luigi con un equilibrio riuscito tra comicità e vulnerabilità, rendendolo meno macchietta e più parte attiva dell’avventura rispetto al passato.
La Principessa Peach trova una voce intensa e autorevole in Valentina Favazza, che riesce a restituire la crescita del personaggio, soprattutto nei momenti più emotivi legati alla sua identità. Più leggero ma altrettanto efficace è il lavoro di Nanni Baldini su Toad, che mantiene il tono vivace e ironico senza risultare eccessivo.
Per quanto riguarda gli antagonisti, Fabrizio Vidale dà a Bowser una presenza vocale imponente e teatrale, perfettamente in linea con il carattere del personaggio, mentre Manuel Meli costruisce un Bowser Jr. credibile e sfaccettato, capace di trasmettere sia determinazione che fragilità. A completare il lato “villain”, Franco Mannella presta la voce a Kamek con grande esperienza, aggiungendo sfumature comiche e minacciose al tempo stesso.
Tra le nuove introduzioni spicca Rosalina, doppiata da Luisa D’Aprile, che riesce a trasmettere la dimensione malinconica e misteriosa del personaggio con una performance delicata ma incisiva. Interessante anche la presenza di Fox McCloud, qui con la voce di Raffaele Carpentieri, segnale evidente dell’apertura verso un universo condiviso più ampio.
Infine, Re Wart è doppiato da Roberto Stocchi, che aggiunge ulteriore caratterizzazione a un personaggio meno centrale ma comunque memorabile.
Nel complesso, il doppiaggio italiano rappresenta uno dei punti di forza del film: tutte le voci risultano ben calibrate, credibili e perfettamente integrate con il tono generale dell’opera, contribuendo in modo significativo all’immersione dello spettatore e confermando l’alto livello qualitativo dell’adattamento italiano nelle grandi produzioni d’animazione.
Le musiche tra tradizione e spettacolo
La colonna sonora di Brian Tyler, arricchita dai temi iconici di Kōji Kondō, mantiene un forte legame con la tradizione musicale della saga.
Le melodie classiche vengono rielaborate in chiave orchestrale, accompagnando le sequenze più spettacolari con grande efficacia. Tuttavia, rispetto al primo film, la componente musicale sembra meno centrale, quasi schiacciata dalla quantità di eventi e stimoli visivi.
Resta comunque un comparto sonoro di altissimo livello, capace di sostenere l’impatto emotivo e spettacolare dell’opera.
IN CONCLUSIONE
Super Mario Galaxy – Il film è un sequel che punta decisamente più in alto rispetto al suo predecessore, ampliando l’universo narrativo e offrendo uno spettacolo visivo di grande impatto. Tuttavia, questa crescita porta con sé anche alcune criticità, soprattutto sul piano della coerenza narrativa e dell’equilibrio tra le varie componenti.
È un film che affascina e diverte, soprattutto per la sua capacità di trasportare lo spettatore in mondi straordinari, ma che allo stesso tempo lascia la sensazione di essere leggermente sovraccarico.
Rimane comunque un capitolo importante per il futuro cinematografico di Mario, capace di intrattenere e di aprire nuove possibilità, pur senza raggiungere completamente l’equilibrio del primo film.
Il voto di Cinefily



