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Il regista e sceneggiatore americano James Gray (Civiltà perduta) si presenta ai nastri di partenza della 75esima edizione del Festival di Cannes con il suo ottavo film, il suo racconto più intimo e personale di sempre. Se l’infanzia di Kenneth Branagh è stata trasposta nel recente Belfast, Sorrentino ci ha raccontato le genesi del suo amore per il cinema in “È stata la mano di Dio“, ora è il turno di Gray ad offrirci il suo sguardo amorevole e nostalgico al passato con “Armageddon Time”.

LA TRAMA

Un ritratto di vita familiare capace di affrontare anche i temi più ardui

Una scuola pubblica del Queens nella New York degli anni ’80, è il luogo simbolo della crescita del giovane Paul Graff, ragazzino in cui James Grey rievoca i fantasmi e le paure del proprio passato. Paul vive nel quartiere con la sua famiglia, una tipica famiglia appartenente alla classe operaia di origini ebraiche, con loro vive il suo amato nonno (Anthony Hopkins), il gentile e saggio patriarca della sua famiglia.

Un giovane artista in erba, ma un sognatore ad occhi aperti con la testa tra le nuvole: ecco chi è Paul. Il ragazzino è alle prese con gran parte delle questioni (irrilevanti) con cui la maggior parte dei bambini di prima media beatamente lotta: fratelli fastidiosi, genitori esigenti e i loro interessi collettivi (sport, musica, o arte). Durante l’inizio dell’anno scolastico, Paul stringe una forte amicizia con quello che può esser considerato il clown della classe, Johnny, un brillante ragazzo di colore ripetente, ma apparentemente troppo intelligente e annoiato per comprare ciò che gli insegnanti stanno vendendo.

La recensione di Armageddon Time, film di James Gray

Mentre il legame tra i due cresce, un incidente scolastico spaventa i genitori di Paul, già preoccupati per il sistema scolastico pubblico sovraffollato. La famiglia spedisce così il ragazzino in una scuola privata d’élite di cui Fred Trump, Sr. è uno dei principali donatori (anche se a malapena possono permetterselo). Straniato nella sua nuova scuola di preparazione, nelle sue aule completamente bianche, nei suoi pregiudizi sottili, Paul si ritrova presto a un punto di svolta mentre affronta la possibilità di perdere coloro che ama di più, tra cui il suo migliore amico Johnny.

Nel suo cuore, Armageddon Time è un ritratto intimo di vita familiare, ma affronta anche i temi più grandi con intelligenza lucida. Gran parte dei guai di Johnny deriva dal razzismo, sia a livello individuale che istituzionale. Ha dovuto ripetere un anno a scuola, anche se chiaramente non è un idiota. Quando i due ragazzi si mettono nei guai con la polizia, è Johnny stesso, in modo straziante, a sopportare il peso maggiore della punizione.

Info
Anno 2022
Durata 114 min
Regia James Gray

 

Cast

Michael Banks Repeta: Paul Graff
Jaylin Webb: Johnny
Anne Hathaway: Esther Graff
Anthony Hopkins: Aaron Graff
Jeremy Strong: Irving Graff

LA RECENSIONE

Anthony Hopkins è il nonno che tutti vorremmo avere

Armageddon è l’esplosione finale, la distruzione totale, la fine di ogni cosa. Ma nella mente di un giovane adulto l’Armageddon rappresenta ogni piccola scelta, ogni nuova azione: tutto è un salto nel vuoto, un pauroso e terribile momento di avventura verso l’ignoto. Così Armageddon Time rappresenta i conflitti e i turbamenti che Paul deve affrontare ogni giorno a scuola, in famiglia, in amicizia: ogni momento diventa un possibile attimo di esplosione.

Nel complesso il dramma essenziale di Gray è un’opera lucida ed emotivamente intelligente di grande empatia. “Armageddon Time” è pieno di addii: per i saggi nonni che amavamo, per gli amici che si sono persi nel tempo e l’innocenza di una giovinezza che non è mai del tutto serena quando deve fare i conti con le dure verità della sopravvivenza in una società del cane mangia cane piena di pregiudizi, paure e istinti egoistici verso l’auto-conservazione.

cast armageddon time

Un cast di altissimo livello che esalta una storia dai pochi colpi di scena

Sebbene le sue intuizioni sui temi razziali, di classe e disuguaglianza sociale sembrino piuttosto ovvie, la recitazione di alto livello di tutto il cast eleva quasi ogni scena. Tutto il cast offre un lavoro esemplare, incluso il grande Anthony Hopkins nei panni di nonno affettuoso, ma anche di bussola morale del film. Jeremy Strong, interpreta il padre di Paul come se fosse una parodia di un Gray più anziano senza cadere nel ridicolo. Anne Hathaway è una mamma dolce e amorevole, ma che sa portare avanti anche obiettivi di emancipazione personale, cosa di rilievo per gli anni ’80. Anche i due ragazzi Repeta e Webb donano una performance di tutto rispetto, a tratti riescono anche a spezzarti il cuore – entrambi i ragazzi hanno sicuramente una carriera super promettente davanti a loro.

IN CONCLUSIONE

Guardando indietro con nostalgia al passato con un misto di affetto per coloro che abbiamo perso, un malinconico desiderio verso la tenera età dell'innocenza e il rimpianto per le nostre trasgressioni, il dramma interiore di Gray è un'opera lucida, emotivamente intelligente e di grande empatia.

Il voto di Cinefily

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