Werner Herzog sbarca a Venezia 83 con una delle opere più surreali e inclassificabili della sua recente carriera. Dedicato a David Lynch, Bucking Fastard vede Kate e Rooney Mara nei panni di due sorelle irlandesi che parlano, pensano e si muovono in perfetta sincronia. Una favola stralunata sull'amore non corrisposto e sull'ossessione che affascina profondamente per l'eccentricità delle sue protagoniste, ma che purtroppo finisce per sfilacciarsi perdendosi nei suoi stessi, infiniti labirinti narrativi.

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LA TRAMA

L'amore ossessivo e la fuga nel nulla

Jeanie (Kate Mara) e Joanie (Rooney Mara) non sono gemelle, ma sorelle che vivono in un’inquietante simbiosi psicologica e fisica. La loro quiete (e quella del vicinato) viene interrotta quando finiscono in tribunale: il loro ex amante, il ruspante Gareth Mulroney (un divertente Orlando Bloom con marcato accento irlandese), ha chiesto un ordine restrittivo. Le due, furiose per il suo recente matrimonio con un’altra donna, hanno iniziato a sabotargli la vita tra agguati, incendi e finti gemiti pornografici sotto la finestra. Costrette a lasciare la casa d’infanzia, le sorelle si trasferiscono in città, girovagando tra assistenti sociali esasperati (Domhnall Gleeson) e vicini voyeuristici. La loro odissea le porterà infine sulla remota costa occidentale dove un progetto folle le assorbirà per anni: scavare a mani nude un tunnel attraverso una montagna, convinte di poter raggiungere le Isole Orcadi.

Recensione Bucking Fastard
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INFO & CAST
Anno 2026
Durata 109 min
Regia Werner Herzog

 

Cast

Kate Mara: Jean Holbrooke
Rooney Mara: Joan Holbrooke
Orlando Bloom: Gareth Mulroney
Domhnall Gleeson: Timothy

LA RECENSIONE

La folle simbiosi di Kate e Rooney Mara per Werner Herzog a Venezia 83

L’incipit in tribunale è pura commedia dell’assurdo e le sorelle Mara sono una gioia magnetica per gli occhi: la loro dedizione nel recitare all’unisono, complici abiti che mescolano lo stile delle gemelle Olsen a quello dei frati francescani, è assoluta. Tuttavia, l’illusione di un ritmo narrativo svanisce quasi subito. Herzog gioca con i suoi feticci storici tra cui pazzeschi paesaggi remoti, ma il film risulta drammaticamente vuoto sotto la superficie. La dedica a David Lynch è calzante per l’atmosfera allucinata (la sceneggiatura è liberamente ispirata alla vera storia delle sorelle Chaplin, che Herzog incontrò negli anni ’80), ma dove Lynch avrebbe costruito un incubo stratificato, qui ci troviamo di fronte a una serie di gag surreali che si esauriscono in fretta. Bucking Fastard rinuncia a indagare le connessioni misteriose e profonde del legame fraterno, accontentandosi della sola stranezza.

Recensione Bucking Fastard

Il ritorno (a vuoto) alla Natura di Herzog

Caverne, paesaggi desolati e sfide impossibili contro la natura sono il marchio di fabbrica del regista tedesco (basti pensare a Cave of Forgotten Dreams). Nello scavare ossessivamente la roccia, le protagoniste incarnano l’ennesima metafora herzoghiana di un’umanità ostinata. Questa volta, però, la titanica impresa sembra privata di quell’epica grandiosa a cui il regista ci aveva abituati. La caverna diventa uno specchio di un’opera affascinante visivamente ma narrativamente cieca, un cantiere aperto lasciato a metà.

IN CONCLUSIONE

Kate e Rooney Mara meritano un applauso a scena aperta per la loro performance millimetrica, e Orlando Bloom ruba la scena con i suoi tempi comici perfetti. Purtroppo, la sceneggiatura si sgretola molto prima di arrivare in fondo al tunnel. Un esperimento curioso e a tratti esilarante, ma troppo fragile per lasciare il segno.

Il voto di Cinefily

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