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Marco Giallini è il mix perfetto tra un moderno Marchese del Grillo e un Ebenezer Scrooge de Il Canto di Natale. Presentato in anteprima alla 17 edizione della Festa del Cinema di Roma il film diretto da Edoardo Falcone e prodotto da Lucky Red con Rai Cinema sarà al cinema dal prossimo 17 novembre.

https://www.youtube.com/watch?v=MGz_5bZ_6XQ
LA TRAMA

I fantasmi del principe

Il Principe di Roma è ambientato a Roma nel 1829 e racconta la storia di Bartolomeo (Marco Giallini), un uomo d’affari benestante che ambisce a diventare un nobile. La cosa che desidera più di tutte, infatti, è un titolo nobiliare, ma ottenerlo non è così facile. È così che il nostro Bartolomeo cerca di racimolare abbastanza denaro per stipulare un accordo clandestino con il principe Accoramboni: se gli darà la cifra richiesta, il nobile concederà all’uomo d’affari la mano di sua figlia, permettendogli così di ottenere il bramato titolo.
Mentre cerca di recuperare tutti i soldi necessari per sancire l’atto, Bartolomeo si mette in viaggio a cavallo, ma non immagina che lungo il percorso s’imbatterà in diversi compagni e che l’itinerario non lo porterà a ricavare il denaro, ma a ottenere ben altro, una nuova consapevolezza di se stesso.

Recensione de Il Principe di Roma
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INFO & CAST
Anno 2022
Durata 92 min
Regia Edoardo Falcone

 

Cast
Marco Giallini
Giulia Bevilacqua
Filippo Timi
Sergio Rubini
Denise Tantucci
Andrea Sartoretti
Giuseppe Battiston

LA RECENSIONE

Il principe di Roma: la ricerca della salvezza tra favola e realtà

Nel film il classico dickensiano viene trasportato quasi di pari passo nella Roma del 1829. Escludendo dei trascurabili cambiamenti legati alla differente cultura, la storia segue lo stesso schema tracciato da Dickens. Possiamo dire che Il Principe di Roma sia un adattamento, una rivisitazione che prende pochi rischi e segue una strada più confortevole. Questo aspetto è anche la forza del film, è il modo con cui fuoriesce il carattere romano e dona uno spirito differente e meno scontato al film. Pensate alla parlate, all’umorismo travolgente, all’umanità dei tanti personaggi: l’intero film è una lettera aperta d’amore alla Città Eterna e ai suoi abitanti, il film è amore puro verso la romanità.

La storia de Il principe di Roma è tanto legata al tema del cambiamento, al ritrovare se stessi attraverso il cambiamento. Sotto sotto nel profondo infatti il personaggio – scontroso, cupo e arrivista – di Bartolomeo è un uomo buono, un uomo a cui la vita ha riservato tanti momenti di sconforto, di ingiustizia e di dolore: momenti che lo hanno indurito al punto tale a farlo diventare un insensibile, un duro che dalla vita cerca solo l’arricchimento personale, e il tanto agognato titolo di nobile. Non accorgendosi che la nobiltà romana sta decadendo.

Il cambiamento avviene quando il protagonista viene messo dinnanzi alle conseguenze presenti e future delle sue azioni. I fantasmi non rappresentano solo la sua coscienza e la voce della sua anima interiore, ma sono anche la voce della storia stessa: è il motivo per cui sono stati scelti dei personaggi realmente esistiti. Personaggi accumunati da uno stesso percorso di vita, quello dell’essere stati delle figure morte per un pregiudizio, per l’ignoranza e per l’indifferenza altrui.

Bartolomeo non vuole diventare uno di loro.

IN CONCLUSIONE

Il Principe di Roma è pura passione per la storia e le tradizioni della città. Tutto racconta questa passione: l'attenzione ai dettagli di abiti e acconciature, la ricchezza del linguaggio dialettale, la ricostruzione iconografica, la scelta dei fantasmi «storici» che fanno parte delle vicende romane di quell'epoca. Ma lo fa con una spensieratezza unica: sarà l'arma perfetta per far breccia nel cuore di tanti spettatori.

Il voto di Cinefily

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