Eh si, alcuni film ci restano impressi non solo per la trama o gli attori, ma per quelle case meravigliose che ci fanno sospirare davanti allo schermo. Rifugi rustici, ville ultramoderne, appartamenti d’autore, le case cinematografiche hanno un’anima e non sono solo sfondo, ma co-protagoniste silenziose. Parlano di chi ci abita, cambiano l’atmosfera, guidano la narrazione. Se anche tu sogni a occhi aperti ogni volta che vedi una stanza perfetta sullo schermo…beh, sei in ottima compagnia. Ecco, allora, undici ambientazioni da sogno (o da incubo…?) che valgono da sole la visione.
11 film da (ri)guardare solo per la meravigliosa casa del protagonista
1 – Call Me by Your Name (2017), di Luca Guadagnino
Dove si trova: Nord Italia, villa settecentesca. Un’estate infinita tra saloni pieni di libri, pianoforti dimenticati, frutta fresca sui tavoli e finestre aperte sulla campagna lombarda. La casa dei Perlman è un’ode all’intellettualismo decadente. La splendida villa dove è ambientato il film si trova davvero in Lombardia, vicino a Crema. È una residenza privata, ma dopo il successo del film è diventata meta di pellegrinaggio per i fan. La produzione ha arredato gli interni con oggetti d’epoca presi in prestito da antiquari locali.
Estetica: rustico-artistica con tocchi vintage.
2 – Parasite (2019), di Bong Joon-ho
Dove si trova: Seoul, Corea del Sud. Una villa iper moderna progettata per sedurre: scale galleggianti, pareti traslucide, giardino zen. Ma la perfezione architettonica cela tensioni sociali sotto la superficie lucida. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la casa moderna del film non esisteva: è stata costruita appositamente per le riprese in un set all’aperto, progettata da un architetto per sembrare autentica. Ogni dettaglio, dalle scale al giardino, è stato pensato per supportare la narrazione visiva e simbolica del film
Estetica: minimalismo ricco con design strategico.
3. A Single Man (2009), di Tom Ford
Dove si trova: California, anni ’60 La casa reale è la Schaffer Residence di John Lautner: vetro, legno, luce. Uno spazio che riflette l’eleganza dolorosa del protagonista. Ogni scena è un fermo immagine di design. La casa del protagonista è un vero capolavoro dell’architettura modernista, progettata da John Lautner nel 1949. È una delle case più iconiche del movimento mid-century americano e viene spesso usata per servizi fotografici e film.
Estetica: modernismo californiano, classe pura.
4 – Il Signore degli Anelli (2001), di Peter Jackson
Dove si trova: Hobbiton, Nuova Zelanda. Una tana scavata nella collina, piena di tazze, tappeti, libri e fumo di pipa. È impossibile non voler vivere lì, tra tè e mappe antiche. Il villaggio degli hobbit è stato costruito nella campagna neozelandese e, dopo le riprese, è stato lasciato intatto. Oggi è una delle attrazioni turistiche più visitate del paese, con tour guidati e pub a tema.
Estetica: rustico fiabesco, comfort assoluto.
5 – L’amore non va in vacanza (2006), di Nancy Meyers
Dove si trova: Surrey (UK) & Los Angeles (USA) Il cottage innevato è un nido romantico da romanzo; la villa californiana, un sogno di vetro e piscine. Due case per due personalità, ma entrambe da sogno. Il delizioso cottage innevato di Iris (Kate Winslet) è stato costruito interamente come set cinematografico nel Surrey. Tuttavia, la villa californiana di Amanda (Cameron Diaz) è reale e si trova a San Marino, vicino a Pasadena.
Estetica: comfort anglosassone vs lusso californiano.
6 – Lei – Her (2013), di Spike Jonze
Dove si trova: Los Angeles, futuro prossimo. L’appartamento del protagonista fluttua tra nostalgia e tecnologia, con colori pastello, pareti in legno chiaro e finestre infinite. Anche se il film è ambientato a Los Angeles, molte scene sono state girate a Shanghai per ottenere un look futuristico e minimalista. I grattacieli e le passerelle pedonali della città cinese hanno dato al film un’atmosfera unica.
Estetica: tech-emotiva, minimalista e calda.
7 – Il favoloso mondo di Amélie (2001), di Jean-Pierre Jeunet
Dove si trova: Montmartre, Parigi. La casa di Amélie, nel film, è un piccolo appartamento a Montmartre, a Parigi, al numero 56 di Rue des Trois Frères. E’ una casa piena di oggetti vintage, fotografie appese e dettagli curiosi. Ogni angolo racconta una storia, proprio come la protagonista.
Estetica: bohémien retrò, con cuore.
8 – Fight Club (1999), di David Fincher
Dove si trova: città anonima, casa abbandonata. La “tana” di Tyler Durden è una location chiave che simboleggia la sua filosofia di vita e la sua ribellione contro la società consumistica. Si tratta di un edificio fatiscente, decrepito e sporco, che riflette il suo distacco dal mondo ordinario e il suo desiderio di distruggere le convenzioni sociali. Eppure, ha un carisma brutale, quasi ipnotico.
Estetica: post-apocalisse metropolitana.
9 – Grand Budapest Hotel (2014), di Wes Anderson
Dove si trova: paese immaginario in Europa dell’Est. Non una casa, ma un mondo: corridoi rosa confetto, ascensori dorati, tappeti infiniti. Wes Anderson trasforma l’albergo in un universo. L’hotel non esiste davvero: le riprese sono state fatte in un vecchio grande magazzino abbandonato nella cittadina di Görlitz, trasformato in un set straordinario. La città è spesso usata per film storici grazie alla sua architettura intatta. Noi innamorati a prima vista.
Estetica: barocco pastello, simmetria delirante.
10 – Ex Machina (2015), di Alex Garland
Dove si trova: foresta norvegese. Una casa segreta tra vetro, cemento e natura estrema. Isolata, glaciale, bellissima. Ideale per una IA… o per riflettere sull’animo umano. In realtà, la pellicola è stata girata principalmente nello Juvet Landscape Hotel a Valldal, in Norvegia. Questa struttura, progettata con ampie vetrate che si integrano nel paesaggio naturale, ha fornito l’ambientazione per la casa-laboratorio isolata del personaggio Nathan, il miliardario informatico, dove si svolge gran parte della storia. L’hotel, situato in una valle circondata da montagne e cascate, offre un contrasto affascinante tra natura e tecnologia, elementi chiave del film. Il regista Alex Garland ha scelto questo luogo per creare un’atmosfera di isolamento e mistero, che si sposa perfettamente con la trama del film, incentrata sull’interazione tra un essere umano e un’intelligenza artificiale avanzata.
Estetica: brutalismo zen, inquietante e magnetico.
11 – Mamma ho perso l’aereo (1990), di Chris Columbus
Dove si trova: la casa del film cult con protagonista Macaulay Culkin si trova vicino a Chicago e costa oltre 5 milioni di dollari. Costruita in stile georgiano nel 1921 e dotata di una superficie di circa 850 metri quadri, è situata al numero 671 di Lincoln Avenue a Winnetka e non è una villa qualsiasi, anzi, è la più bella del quartiere. Durante la sua “solitudine forzata,” Kevin (Culkin) si ritrova a difenderla dai due goffi ladri, Harry e Marv (Joe Pesci e Daniel Stern), con una serie di trappole ingegnose e divertenti che ce la fanno vedere molto bene.
Estetica: georgiana, elegante e maestosa.



