Siamo ufficialmente all’interno della stagione dei Live Action Disney!

Dopo il successo de La bella e la bestia e Il libro della giungla, Walt Disney avanza nel rinnovare e riproporre i suoi classici. Questo è il momento del remake e della recensione di Dumbo, film diretto da Tim Burton con Colin Farrell, Eva Green, e della coppia Danny DeVito e Michael Keaton (di nuovo insieme a più di 20 anni da “Batman il Ritorno”). Oltre alla commuovente storia del famoso elefantino volante, si attendono per il 2019 anche Aladdin e il Re Leone nel progetto live-action dei più importanti film di Disney.

Il film, remake del Dumbo del 1941 racconta la storia di Holt (Colin Farrell), un tempo star del circo che, dopo aver combattuto in guerra, rientra a casa fortemente cambiato. Il proprietario del circo, Max Medici (Danny DeVito) lo recluta per prendersi cura di Little Jumbo, cucciolo di elefante con due orecchie giganti che lo rendono lo zimbello dello staff del circo. Da quì, Dumbo (dall’inglese dumb: stupido). Improvvisamente i figli di Holt scoprono che Dumbo riesce a volare grazie alla magia di una piuma. E verrà consacrato come star dall’imprenditore senza scrupoli V.A. Vandevere e l’acrobata Colette Marchant.

Burton sin dai primi film (Edward Mani di forbice in primis) ha creato un proprio mondo riconoscibile, fatto di immagini dark, personaggi freak, e inquietudine costante: sono diventati un trademark per il regista americano. Un trademark da cui difficile scostarsi ed innovare. I segnali di questa ripetitività ci sono oramai da anni, nonostante di volta in volta la forza ed il genio del regista riescano ad emergere (Sweeney Todd, o La Sposa Cadavere ad esempio).

Purtroppo per lui, e per noi che vorremmo godere del suo talento, le sue riletture di classici film non arrivano mai a centrare il bersaglio. Risultano incomplete, quasi ridondanti, lo è stato nel caso di Alice in Wonderland, così come per il Pianeta delle Scimmie.

Con Dumbo, aimè, Burton ci delude di nuovo. Nonostante le premesse siano tutte in favore del regista.

Info
Anno 2019
Durata 112 min
Regia Tim Burton

Cast
Colin Farrell: Holt Farrier
Michael Keaton: V. A. Vandevere
Danny DeVito: Max Medici
Eva Green: Colette Marchant
Alan Arkin: J. Griffin Remington

Ci sarebbero infatti tutti gli elementi per un film burtoniano che invece non decolla mai, a differenza del elefantino

La favola dell’elefantino dalle grandi orecchie aveva quegli elementi dark di malvagità e inquietudine tipici dei lavori burtoniani: quei personaggi diversi, freak, in cerca di riscatto capaci di superare ogni difficoltà e farci sognare in tanti film. Tuttavia sin dalle prime scene capiamo che il film non c’è, non funziona. La magia data dai disegni animati dell’elefantino viene sostituita da attori in carne ed ossa che relegano in secondo piano Dumbo, e tutta la magia che ruota attorno alle sue orecchie. La storia diventa incentrata sui due bambini che vivono col padre (Farrell), tornato senza un braccio dalla prima guerra mondiale, e che adottano l’elefantino volante cercando grazie a lui di risollevare le sorti del circo in cui lavorano. Dumbo stesso viene separato dalla mamma e vorrebbe cercarla ad ogni costo, ma le sue avventure sembrano quasi un corollario alla scena principale data dagli esseri umani.

La sceneggiatura si riempie col passare dei minuti di svolte pretestuose e non congrue, l’elefante comincia a volare dopo nemmeno un quarto d’ora.  Ripete il numero più e più volte, quasi fino alla noia. Ogni scena è allungata (il film originale durava poco più di un’ora) ha un ritmo lento, strecciato: segno di un film che intende rivolgersi solo a un pubblico di bambini? Grazie ai grandi e fantastici effetti speciali? La magia di un film non può basarsi solo sugli effetti speciali. È la storia che conta!

Curiosità

Un interessante elemento di curiosità nel film è quello di un macabro parco dei divertimenti che sembra una visione horror di Disneyland. Dreamland, la quale viene data alle fiamme, e in cui si volge l’intera parte finale del film. Curiosità accompagnata dall’altrettanto inquietante figura di V. A. Vandevere: una sorta di versione oscura e tetra di Walt Disney.

La domanda sorge spontanea: se ne saranno accorti alla Disney?

dreamland

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