Sono tornati. L’hanno fatto, e non la mandano di certo a dire.

“Amici come prima” fa fare a tutti noi un salto temporale (quasi fossimo in “A Spasso nel tempo”) a 13 anni fa. In 85 minuti ritroviamo una serie di ammiccamenti a 30 anni di serene cretinate di un’Italia comica, spiritosa, a volte triviale, al cinema. Eppure siamo dinnanzi al Cinepanettone meno Panettone che la storica coppia abbia mai portato nelle sale.

Cesare Proietti (alias De Sica), direttore di un lussuoso albergo, viene licenziato in tronco dalla figlia dispotica del proprietario miliardario Massimo Colombo (Boldi). Colombo è un “selfmishmad man” (come dice lui) che ha perso ogni controllo e passa il tempo intrattenendosi tra giri in go-kart e belle donne. La sua compulsione a saltare addosso alle proprie badanti fa sì che loro abbandonino regolarmente il ruolo e dà a Cesare un’illuminazione: fingersi donna e proporsi a Massimo come Lisa, “dama di compagnia”, a fronte di un lauto compenso. Non appena Massimo vede Lisa, sessantenne dai bianchi capelli, perde la testa originando un vortice di battute.

La carta vincente del film è  il consolidato contrasto fra la milanesità dell’uno e la romanità dell’altro. Dentro a questa storia infatti troviamo il sentimento che il pubblico ha riconosciuto per decenni alla storica coppia, ci sono l’attesa per le linguacce uniche di Boldi e le reazioni istantanee di De Sica (due o tre qui da antologia), c’è il richiamo a decine di cinepanettoni, ci sono i botta-e-risposta dal ritmo comico ben rodato-datato. Ma c’è soprattutto qualcosa di più profondo,  una riflessione autobiografica e dolorosa sulla vecchiaia naturale e la paura di essere rottamati.

Boldi - De Sica: di nuovo amici, quasi amanti.

Il Messaggero
Info
Anno 2018
Durata 85 min
Regia Christian De Sica

Cast
Massimo Boldi: Massimo Colombo
Christian De Sica: Cesare Proietti / Lisa Sandrelli
Regina Orioli: Luciana Colombo
Maurizio Casagrande: Marco Gallo
Luis Molteni: portinaio del palazzo
Francesco Facchinetti: sé stesso

Questi sono i tanti aspetti positivi di una commedia piacevole che appartiene più a De Sica, in quanto anche regista e autore del soggetto con il team Brizzi-Martani-Falcone e Alessandro Bardani.

La vera sconfitta della storia è invece data a ruoli femminili. Donne non più viste come oggetto del desiderio ma stronze, assetate di denaro e opportuniste. È sì vero che quello fra Boldi e De Sica è sempre stata una narrazione pronta a mettere in secondo piano mogli e amanti: ma in questo caso consorti e figlie, non posseggono nemmeno un briciolo di umanità, men che meno di grazia.

 

Bentornati Massimo e Christian, ci siete mancati!

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