A cinque anni dall’uscita di Si vive una volta sola e dopo 4 stagioni di Vita da Carlo, l’amatissimo Carlo Verdone finalmente, ci regala un altro lungometraggio (il 28esimo) che farà la felicità dei suoi fan. Scuola di seduzione – prodotta da Luigi e Aurelio De Laurentiis - è la sua nuova commedia, più stratificata rispetto al passato, meno legata alla pura caricatura e più orientata a un’osservazione quasi sociologica dei rapporti umani. Il tema dell’amore, da sempre centrale nel suo cinema, viene qui riletto alla luce delle trasformazioni contemporanee e dei social: relazioni rapide, comunicazione mediata da schermi, difficoltà crescente nel costruire legami duraturi. In questo senso, il film si propone come uno specchio del presente, cercando di intercettare le insicurezze di una società sempre più disorientata.
Stavolta, il mattatore lascia più spazio ai suoi attori e il cast, infatti, contribuisce in modo significativo alla buona riuscita del progetto: la candidata all’Oscar Karla Sofía Gascón, Lino Guanciale, Vittoria Puccini, Euridice Axen, Romano Reggiani e Beatrice Arnera guidano un ensemble ampio e variegato, pensato per rappresentare diverse età, esperienze e approcci ai sentimenti. La loro presenza rafforza l’idea di un racconto corale, in cui nessuno è davvero protagonista assoluto, ma tutti contribuiscono a delineare un quadro complesso e sfaccettato delle relazioni contemporanee. Noi abbiamo avuto l’opportunità di vedere la pellicola in anteprima e adesso, come al solito, vi diciamo cosa ne pensiamo, senza spoiler.
LA TRAMA
Sei personaggi in cerca d’amore
Il film segue le vicende di sei personaggi, molto diversi tra loro per età, background e aspettative, ma accomunati da una profonda difficoltà nel gestire la propria vita sentimentale. Ognuno di loro porta con sé un fallimento, una delusione o un blocco emotivo che lo rende incapace di costruire o mantenere una relazione autentica. Il punto di incontro tra queste esistenze fragili è una sorta di corso di seduzione guidato da una misteriosa love coach, Ortensia (Karla Sofía Gascón). Questo spazio, che inizialmente sembra offrire soluzioni pratiche e quasi “tecniche” per migliorare le proprie capacità relazionali, si trasforma progressivamente in un luogo di confronto molto più profondo, dove emergono paure, insicurezze e contraddizioni personali. La promessa di imparare a sedurre diventa così un pretesto per mettere a nudo le debolezze dei partecipanti.
C’è chi tenta di recuperare un rapporto ormai compromesso, chi si ostina a inseguire un’idea idealizzata dell’amore e chi, invece, ha smesso completamente di credere nella possibilità di un legame autentico. L’evoluzione narrativa non procede tanto per eventi clamorosi, quanto per piccoli scarti emotivi, momenti di consapevolezza e improvvisi fallimenti, che restituiscono una sensazione di realismo e quotidianità. E c’è anche chi ritroverà qualcuno di veramente importante.
INFO & CAST
Durata 96 min
Regia Carlo Verdone
Cast
Karla Sofia Gascon: Ortensia
Carlo Verdone: Clemente
Lino Guanciale: Bruno
Vittoria Puccini: Giuliana
Beatrice Arnera: Adele
Euridice Axen: Gaia
Romano Reggiani: Emanuele
LA RECENSIONE
Una commedia corale tra tradizione e modernità
L’abbiamo aspettato a lungo e finalmente è tornato. Carlo Verdone ci regala una storia di ampio respiro, corale, che richiama alcune esperienze precedenti della sua stessa filmografia ma che assume un significato più esplicitamente contemporaneo. Non esiste un unico punto di vista dominante e lo spettatore è invitato a spostarsi continuamente da una storia all’altra, cogliendo analogie e differenze tra i vari percorsi emotivi. Ortensia cerca di aiutare Bruno (Lino Guanciale), un professore 50enne che vive ancora con la mamma chioccia; Giuliana (Vittoria Puccini), una bellissima donna ma invisibile, ormai, agli occhi di suo marito; Adele (Beatrice Arnera), una influencer che vuole “smascherare” Ortensia, definendola un fuffaguru; Gaia (Euridice Axen), una libraia omosessuale che crede di portare sfiga a tutti quelli che la circondano e anche a sé stessa; Emanuele (Romano Reggiani), un bellissimo e ricchissimo ragazzo con un “problemino” che è “gigante” forse solo per lui e Clemente (Verdone), un percussionista pensionato che nasconde un segreto ormai da troppo tempo.
Questa scelta narrativa – attuata dallo stesso Verdone, autore della sceneggiatura con Pasquale Plastino e Luca Mastrogiovanni – consente al film di abbracciare una pluralità di situazioni e di riflettere su come l’amore venga vissuto in modo diverso a seconda dell’età, del vissuto personale e del contesto sociale. Dal punto di vista tematico, Verdone cerca di aggiornare la tradizione della commedia italiana inserendo elementi legati alla contemporaneità, come l’influenza delle tecnologie digitali (esilarante la scena degli occhiali con telecamera!) e dei social media nelle relazioni. Questo aggiornamento è uno degli elementi più evidenti e anche più ambiziosi del progetto e il regista tenta di raccontare un mondo in cui la seduzione passa anche attraverso algoritmi, chat e identità virtuali, modificando profondamente le dinamiche interpersonali.
Una scuola per aprirsi al mondo e alle emozioni
Lo stesso Verdone ha dichiarato che Scuola di seduzione è una commedia moderna, che rispecchia il nostro mondo squilibrato e privo di ogni certezza. Il boom dei social media e dell’intelligenza artificiale ci ha portato verso l’ignoranza sentimentale ed è qui che nasce l’idea della “scuola” (ispirata da un articolo scritto sul celebre The Guardian che parlava proprio del fenomeno di questi luoghi molto diffusi in Inghilterra) dove l’amore non viene mai idealizzato ma, anzi, è mostrato come un territorio complesso, pieno di ambiguità, fraintendimenti e paure. La “scuola” diventa quindi una metafora potente: il tentativo, forse illusorio, di trovare regole e certezze in un ambito — quello dei sentimenti — che per sua natura sfugge a qualsiasi codificazione. Dimenticate, quindi, tutti i film sulla stessa scia, tipo Hitch – Lui si che capisce le donne, con Will Smith o Crazy, Stupid, Love, con Ryan Gosling, perché Ortensia non intende cambiare i suoi “assistiti”, ma solo dargli la chiave per aprirsi al mondo e alle emozioni, proprio come ha fatto lei, anche attraversando fasi molto dolorose.
Cos’è l’amore?
Scuola di seduzione è un progetto ambizioso che fa molto molto ridere – vedi la scena degli occhiali, quella della cena bendata, quelle a bordo della nave da crociera MSC Grandiosa e quella esilarante relativa alla “rivelazione” di Emanuele – ma che dimostra, ancora una volta, la capacità di Verdone di osservare i comportamenti umani con attenzione e sensibilità, pur confrontandosi con un contesto profondamente cambiato rispetto ai suoi lavori più iconici. E’ una commedia che alterna momenti di leggerezza a passaggi più riflessivi, capace di intrattenere ma anche di stimolare una certa introspezione. Più che offrire risposte, il film pone domande su cosa significhi davvero amare oggi, su quanto sia possibile “imparare” i sentimenti e su quanto, invece, sia necessario accettarne l’imprevedibilità. Ed è proprio in questa tensione irrisolta che trova la sua identità più autentica e dove il “malincomico” Verdone ritrova la sua espressione massima, offrendoci uno dei suoi classici e amatissimi finali pieni di poesia, sentimento, malinconia e comicità.
Scuola di seduzione sarà su Paramount+ a partire dal prossimo 1° aprile ma, attenzione, Carlo Verdone ha già annunciato di essere al lavoro al suo prossimo film che, però, sarà distribuito nelle sale.
Il voto di Cinefily



