E’ una delle attrici italiane più famose all’estero e, il 22 ottobre, compie 60 anni. Valeria Golino ha girato più di 90 film, ha vinto tantissimi premi e oggi conferma di essere ancora nel pieno della sua attività creativa.

Il 22 ottobre, Valeria Golino festeggia i suoi 60 anni, attraversando questa soglia con la grazia inquieta e magnetica che ha sempre contraddistinto la sua carriera. Non è solo un compleanno, ma un’occasione per celebrare una delle figure più versatili e affascinanti del panorama cinematografico italiano e internazionale. Attrice, regista, produttrice e sceneggiatrice, con più di 90 pellicole in curriculum, la Golino ha vinto tantissimi premia (tra David, Nastri d’argento e 2 Coppe Volpi) e ha saputo reinventarsi continuamente, mantenendo intatta la sua autenticità e il suo carisma. In un mondo spesso dominato da clamori e apparenze, lei ha scelto la via della profondità, della ricerca, dell’arte. E oggi, mentre presenta il suo nuovo film Breve storia d’amore alla Festa del Cinema di Roma e si prepara all’uscita di La Gioia, conferma di essere ancora nel pieno della sua attività creativa.

Gli esordi e la consacrazione internazionale

Valeria Golino nasce a Napoli nel 1965, ma cresce tra Atene e l’Italia, in un contesto multiculturale che le dona una sensibilità fuori dal comune. Il suo debutto avviene negli anni ’80 con Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada (1983) per la regia di Lina Wertmüller e la sua carriera prosegue con Piccoli fuochi (1985), di Peter Del Monte, anche se è con Storia d’amore (1986), di Francesco Maselli che conquista la Coppa Volpi a Venezia, segnando l’inizio di un percorso luminosissimo. La sua bellezza mediterranea e il talento naturale la portano presto a Hollywood, dove recita in film come Rain Man – L’uomo della pioggia (1988), accanto a Tom Cruise e Dustin Hoffman, e Hot Shots! (1991), dove mostra anche un’inedita vena comica. Altri successi di quegli anni sono Via da Las Vegas (1995), di Mike Figgis; Four Rooms, di Quentin Tarantino, Robert Rodriguez, Allison Anders e Alexandre Rockwell e Fuga da Los Angeles (1996), diretto da John Carpenter.

Il ritorno in Italia e la maturità artistica

Dopo il successo internazionale, la Golino torna in Italia per dedicarsi a ruoli più intensi e autoriali. Lavora con registi come Ferzan Özpetek in Harem Suare (1999); Emanuele Crialese in Respiro (2002), e Antonello Grimaldi in Caos calmo (2008). Altre pellicole degne di nota sono: La fabbrica dei tedeschi (2008), di Mimmo Calopresti; L’uomo nero (2009), diretto da Sergio Rubini; La Kryptonite nella borsa (2011), di Iva Cotroneo; Il capitale umano (2013), di Paolo Virzì e Il ragazzo invisibile (2014), di Gabriele Salvatores.

La sua interpretazione in Miele (2013), film che segna anche il suo debutto alla regia, viene acclamata al Festival di Cannes e conferma la sua capacità di affrontare temi complessi con delicatezza e profondità. Ci regalerà, poi, altre perle come Il nome del figlio (2015), di Francesca Archibugi; La vita possibile (2016), di Ivano De Matteo; I villeggianti (2018), di Valeria Bruni Tedeschi; 5 è il numero perfetto (2019), di Igort e Fortuna, diretto da Nicolangelo Gelormini. Euforia (2018), il suo secondo film da regista, è un altro tassello importante della sua evoluzione artistica, dove esplora le dinamiche familiari e la fragilità umana. Nel 2024, invece, esce la miniserie tv L’arte della gioia, andata in onda su Sky nel febbraio 2025.

Una carriera che non smette di sorprendere

Nel 2025, Valeria Golino è protagonista di Fuori, di Mario Martone; Elisa, di Leonardo Costanzo e de La Gioia, diretto da Nicolangelo Gelormini, un film intenso e poetico ispirato a un fatto di cronaca, presentato alle Giornate degli Autori di Venezia. Accanto a lei, Saul Nanni e Jasmine Trinca danno vita a una tragedia che vibra di desiderio e annientamento. Questo progetto segna un nuovo capitolo nella sua carriera, confermando la sua capacità di scegliere ruoli che sfidano le convenzioni e toccano corde profonde. Parallelamente, continua il suo lavoro dietro la macchina da presa e come produttrice, contribuendo a dare spazio a nuove voci e storie nel cinema italiano

Un’icona fuori dagli schemi

Valeria Golino non è mai stata una diva nel senso tradizionale del termine. Ha sempre preferito la sostanza allo scintillio, la verità alla posa. Il suo stile, la sua voce roca, il suo sguardo intenso la rendono unica, riconoscibile, amata. In un’intervista recente, ha dichiarato: “Cambia pelle, passa il tempo. Eppure resto sempre io.”. E in effetti, a 60 anni, Valeria Golino è ancora quella ragazza ribelle e curiosa che ha conquistato il mondo, ma con una consapevolezza nuova, una maturità che arricchisce ogni suo gesto, ogni sua scelta. Oggi, l’attrice non guarda indietro con nostalgia, ma avanti con entusiasmo. Il suo percorso è un esempio di come si possa vivere l’arte con passione, intelligenza e libertà.

Ti è piaciuto l'articolo? Lascia un commento!