Quel pazzo venerdì, sempre più pazzo è il sequel del cult del 2003, diretto questa volta da Nisha Ganatra. E’ uscito nei nostri cinema il 6 agosto 2025. Il film riporta sullo schermo Jamie Lee Curtis e Lindsay Lohan nei ruoli iconici di Tess e Anna Coleman, madre e figlia alle prese con un nuovo, esilarante scambio di corpi… ma stavolta il caos si moltiplica! Noi eravamo molto curiosi e l’abbiamo visto per voi. Di seguito, trovate la recensione senza spoiler.

LA TRAMA

Tess e Anna di nuovo alla riscossa

La trama segue le vicende di Tess e Anna, molti anni dopo il loro scambio di corpi. Anna, ora adulta, ha una figlia e sta per sposare Eric, il cui figlio adolescente, Harper, diventa parte della loro famiglia. Le due donne si troveranno ad affrontare nuove sfide quando, a causa di un nuovo scambio di corpi, non solo loro due, ma anche le loro figlie, Anna con Harper e Tess con Lily, si ritroveranno nei panni l’una dell’altra.

INFO & CAST
Anno 2025
Durata 111 min
Regia Nisha Ganatra

Cast
Jamie Lee Curtis: Tess Coleman
Lindsay Lohan: Anna Coleman
Julia Butters: Harper Coleman
Sophia Hammons: Lily Reyes
Mark Harmon: Ryan

LA RECENSIONE

Il ritorno di un cult: tra nostalgia e modernità

Lo diciamo subito: a più di 20 anni dal primo Quel pazzo venerdì, il sequel diretto da Nisha Ganatra si presenta come un’operazione nostalgia ben riuscita, capace di parlare sia ai fan storici che alle nuove generazioni. Il film riprende il celebre scambio di corpi, ma lo espande coinvolgendo quattro personaggi: Anna (Lohan), sua madre Tess (Curtis), la figlia Harper (Julia Butters) e la futura sorellastra Lily (Sophia Hammons). Come anticipato, la trama si sviluppa attorno all’imminente matrimonio di Anna con Eric (Manny Jacinto), che destabilizza la giovane Harper e innesca una nuova magia che porterà a un doppio scambio di corpi. Il risultato è una commedia degli equivoci che, pur giocando su meccanismi già noti, riesce a rinnovarsi con freschezza e ritmo.

Lindsay Lohan e Jamie Lee Curtis: maturità e ironia in equilibrio

La Lohan torna nei panni di Anna Coleman con una sorprendente maturità. Non è più l’adolescente ribelle del primo film, ma una madre single alle prese con le sfide della genitorialità e dell’amore. La sua interpretazione è sfaccettata: riesce a mantenere la verve comica che l’ha resa iconica, ma aggiunge una nota di vulnerabilità e responsabilità che rende il personaggio credibile e umano. Quando si ritrova nel corpo della figlia Harper, Lohan si diverte a esplorare il linguaggio e le insicurezze della Gen Z, dimostrando una notevole capacità mimetica. Il suo timing comico è ancora impeccabile, e la chimica con Julia Butters rende le scene di scambio corpo-mente particolarmente riuscite. L’attrice riesce a trasmettere il disagio adolescenziale con una leggerezza che non scade mai nel caricaturale, ma che anzi arricchisce il personaggio di nuove sfumature. Il premio Oscar Jamie Lee Curtis, come sempre, domina la scena con una presenza magnetica. Il suo personaggio, Tess, è ora una nonna multitasking che scrive libri, gestisce un podcast e cerca di mantenere il controllo su una famiglia in continua evoluzione. Quando si ritrova nel corpo della giovane Lily, la Curtis si lancia in una performance esilarante, giocando con l’imbarazzo adolescenziale e le dinamiche scolastiche con una naturalezza disarmante. La sua capacità di adattarsi a ruoli fisicamente e psicologicamente opposti è il cuore pulsante del film. L’attrice riesce a rendere credibile ogni sfumatura del personaggio, passando dalla saggezza adulta alla goffaggine giovanile con una fluidità che solo le grandi attrici possiedono. Il suo talento nel gestire il ritmo comico e la profondità emotiva è una delle ragioni per cui il film funziona così bene.

Il film vive proprio sulla ritrovata sintonia tra le due attrici. I loro scambi sono vivaci, affettuosi e pieni di sottotesti emotivi ci fanno divertire ed emozionare. Il sequel non si limita a replicare le dinamiche del primo film, ma le evolve, mostrando come il rapporto madre-figlia si trasformi nel tempo. L’aggiunta delle nuove generazioni introduce ulteriori livelli di conflitto e comprensione, e le attrici protagoniste riescono a gestire questi intrecci con grande sensibilità. La loro alchimia è il collante che tiene insieme la narrazione, rendendo credibile anche le situazioni più assurde.

Tematiche importanti e universali

Quel pazzo venerdì, sempre più pazzo è un sequel che riesce a rispettare il suo predecessore senza esserne schiavo. La regia di Ganatra è attenta a bilanciare umorismo e sentimento, e il film trova il suo punto di forza proprio nelle performance delle protagoniste. Curtis e Lohan dimostrano di avere ancora molto da dire, e lo fanno con intelligenza, ironia e cuore. Non è solo un ritorno, ma una vera e propria evoluzione, capace di parlare a più generazioni con la stessa intensità. La sceneggiatura di Jordan Weiss si focalizza su tematiche importanti come l’empatia intergenerazionale, intesa come capacità di mettersi nei panni dell’altro, anche letteralmente; l’identità, ovvero chi siamo davvero quando ci spogliamo dei ruoli sociali e familiari che ci definiscono? Lo scambio di corpi costringe i personaggi a confrontarsi con versioni di sé che non riconoscono, ma che li aiutano a crescere; la famiglia allargata con tutte le sue complessità. Il film non idealizza la famiglia, ma ne mostra le difficoltà quotidiane: gelosie, incomprensioni, momenti di crisi. Tuttavia, attraverso il caos dello scambio di corpi, emerge un messaggio di speranza: la famiglia è un luogo di crescita, anche quando sembra impossibile capirsi. Infine, ci sono i temi del tempo che passa e del valore del ricordo. I personaggi sono cambiati, cresciuti, invecchiati e la pellicola celebra il ricordo come strumento di consapevolezza, non di nostalgia sterile. Curtis e Lohan incarnano questa riflessione: le loro performance mostrano come il tempo possa arricchire, non solo consumare.

Il voto di Cinefily

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