“I Fantastici Quattro – Gli inizi”(“The Fantastic Four: First Steps”), diretto da Matt Shakman, è il 37° film del Marvel Cinematic Universe, il primo della cosiddetta “Fase Sei” e secondo reboot della serie di film sui Fantastici Quattro. I protagonisti principali sono Pedro Pascal (Reed Richards/Mister Fantastic), Vanessa Kirby (Susan “Sue” Storm/La Donna Invisibile), Joseph Quinn (Johnny Storm/La Torcia Umana), Ebon Moss-Bachrach (Ben Grimm/La Cosa), Ralph Ineson (Galactus) e Julia Garner (Shalla-Bal/Silver Surfer). Gli eroi dovranno vedersela contro Galactus e Silver Surfer e, se solamente il trailer è stato visto da più di 220 milioni di persone in tutto il mondo, vuol dire che le aspettative erano davvero alte. Noi l’abbiamo visto per voi e adesso vi diciamo cosa ne pensiamo, senza spoiler.
LA TRAMA
4 scienziati contro Silver Surfer e Galactus
Nel vibrante mondo retro-futuristico di Terra-828, ispirato agli anni ’60, quattro scienziati — Reed Richards (Mister Fantastic), Sue Storm (Donna Invisibile), Johnny Storm (Torcia Umana) e Ben Grimm (La Cosa) — ottengono straordinari poteri in seguito a un esperimento scientifico. Uniti da un profondo legame familiare, si trovano a fronteggiare una minaccia cosmica: Galactus, un dio spaziale famelico, e il suo enigmatico araldo, Silver Surfer. La loro missione? Difendere la Terra da una distruzione totale, mentre affrontano anche sfide personali che mettono alla prova la loro unità come famiglia e come eroi. E quando il piano di Galactus diventa improvvisamente molto personale, il destino del pianeta è più incerto che mai.
INFO & CAST
Durata 114 min
Regia Matt Shakman
Cast
Pedro Pascal: Reed Richards/Mister Fantastic
Vanessa Kirby: Susan Sue Storm/La Donna Invisibile
Ebon Moss-Bachrach: Ben Grimm/La Cosa
Joseph Quinn: Johnny Storm/ La Torcia Umana
Julia Garner: Shalla Bal/Silver Surfer
LA RECENSIONE
Un'atmosfera retrò con twist moderni e un cast assurdo
I Marvel Studios hanno deciso di ritentare l’impresa: dare ai Fantastici 4 la trasposizione cinematografica che meritano. Dopo numerose iterazioni poco convincenti e tentativi andati a vuoto, la nuova pellicola arriva con la ferma intenzione di riaccendere l’entusiasmo attorno al primo supergruppo della Casa delle Idee. Il risultato? Un film ambizioso, visivamente potente, ma non privo di contraddizioni.
Il cast è la vera punta di diamante dell’intero progetto. Pedro Pascal nei panni di Reed Richards / Mister Fantastic porta una vulnerabilità emotiva che bilancia l’autorità del personaggio. Il suo Reed è un uomo tormentato dalla responsabilità e dalla paternità imminente. Vanessa Kirby interpreta una Sue Storm incinta, forte e complessa, lontana dagli stereotipi. La sua leadership è silenziosa ma incisiva, e la maternità diventa un tema centrale nella narrazione. Joseph Quinn è noto per Stranger Things, dona al personaggio de la Torcia Umana una fragilità nascosta dietro l’arroganza. Il suo Johnny è più consapevole e meno caricaturale rispetto alle versioni precedenti. Ebon Moss-Bachrach riesce a rendere Ben/La Cosa emotivamente coinvolgente, nonostante la CGI. La sua lealtà e il senso di giustizia sono il motore morale del gruppo. Julia Garner è Shalla-Bal / Silver Surfer, discussa versione femminile dell’araldo di Galactus. Elegante e misteriosa, la Garner interpreta il personaggio con una grazia aliena e una profonda malinconia. Le sue scene sono tra le più poetiche del film. Vedere per credere. Ralph Ineson è Galactus, il Divoratore di Mondi. Ineson incarna una minaccia cosmica che va oltre il concetto di “villain”. Il suo Galactus è una forza della natura, più che un antagonista. Bella anche la performance di Paul Walter Hauser nei panni di Harvey Elder/Uomo Talpa, antieroe sotterraneo, ironico e malinconico. Un tempo nemico, ora quasi alleato, porta una nota pulp e retrò al film. Matthew Wood, nella versione originale, presta la voce a H.E.R.B.I.E. Il robot assistente di Reed, eco nostalgica delle serie animate anni ’70. Funziona come supporto tecnico e comico, con un tono a metà tra R2-D2 e Wall-E. Natasha Lyonne, Sarah Niles e Mark Gatiss completano il cast con ruoli secondari ma significativi.
I punti di forza: quando il film brilla davvero
Oltre al cast solido, anche la sceneggiatura di Josh Friedman, Eric Pearson, Jeff Kaplan e Ian Springer è ben scritta, con dialoghi fluidi e ben delineati. Il duo Richards-Grimm è particolarmente efficace. La regia di Shakman è molto ispirata. Il regista utilizza la camera con uno stile fluido, dinamico e attento ai dettagli emotivi. Matt Shakman, già noto per il suo lavoro su WandaVision, ambienta il film su Terra-828, un universo parallelo ispirato alla New York degli anni ’60 per evocare l’ottimismo dell’epoca della corsa allo spazio, con scenografie che ricordano l’Esposizione Universale e film come 2001: Odissea nello spazio. Come in WandaVision, Shakman esplora i legami familiari, alternando momenti domestici a sequenze spettacolari, mantenendo sempre il focus sulle relazioni tra i protagonisti. Il regista ha collaborato con il production designer Kasra Farahani per creare ambientazioni che sembrano reali e stratificate, con tecnologie avanzate integrate in un contesto vintage. Shakman descrive i Fantastici 4 come “idealisti, ottimisti, pionieri più che supereroi” e ha scelto di non riprendere nulla dai precedenti film, ma di tornare alle radici fumettistiche, ispirandosi agli autori storici come Stan Lee, Jack Kirby, John Byrne e Jonathan Hickman.
Gli effetti visivi sono finalmente al servizio della narrazione. La trasformazione di Ben in Cosa è spettacolare ma anche tragica, e le sequenze ambientate nella stazione orbitale sono tra le più suggestive del MCU (no, non vi faremo spoiler, tranquilli). Grande lavoro alla fotografia di Jess Hall e la colonna sonora di Michael Cimmino è memorabile, un mix di synth analogici e orchestrazioni classiche che esaltano il tono epico e malinconico del film.
Debolezze: dove "Gli inizi" inciampa
Eh beh, purtroppo dobbiamo dirvi anche che ci sono dei difettucci che non possiamo non rimarcare. In generale, il ritmo della pellicola appare un tantino disomogeneo. La prima parte è perfettamente bilanciata tra dialoghi e azione, ma la seconda rallenta troppo nel costruire la tensione. Senza fare eccessivi spoiler, ci aspettavamo anche che i villain, fatta eccezione per Silver Surfer, fossero usati in maniera più complessa e profonda, invece, si riducono a una serie di cliché visivi e scontri risolti troppo rapidamente. Staremo a vedere se la situazione evolverà nei prossimi film. E diciamocela tutta, alcune “concessioni” eccessive al fan service potevano essere evitate: camei e riferimenti a futuri personaggi del MCU, seppur divertenti, appesantiscono la struttura narrativa e distraggono dal cuore della storia. Ma attendiamo i vostri commenti in merito. In conclusione, si tratta di un nuovo inizio promettente, ma imperfetto. La pellicola non è la rivoluzione definitiva che ci si aspettava, ma è senz’altro un passo in avanti rispetto alle versioni passate. Si percepisce il desiderio autentico di restituire dignità narrativa ai personaggi, offrendo una storia che parla di famiglia, identità, scienza e ambizione. Le imperfezioni frenano l’entusiasmo, ma nel complesso il film riesce a costruire le basi per un futuro narrativo solido.
Il voto di Cinefily



