L'annuncio di un nuovo film in live action basato su Street Fighter, lo storico e iconico franchise di picchiaduro firmato Capcom, ha risvegliato nei fan ricordi contrastanti e una naturale dose di scetticismo. Dopo il cult kitsch del 1994 con Jean-Claude Van Damme e il deludente Street Fighter - La leggenda del 2009 incentrato su Chun-Li, il brand necessitava disperatamente di una trasposizione capace di catturare la vera essenza delle sue radici arcade senza cadere nella trappola del ridicolo o del piattume. Affidare la regia a Kitao Sakurai — autore noto per il suo stile dinamico, viscerale e dissacrante — ha rappresentato una scommessa audace ma quanto mai necessaria per azzerare il passato e tentare una via del tutto inedita. Ripartendo da zero e collocando la narrazione nell'epoca d'oro delle sale giochi, questo reboot si propone non solo come un omaggio nostalgico a un'era irripetibile, ma anche come un'opera visivamente impattante, capace di tradurre il dinamismo e la frenesia dei combattimenti virtuali nel linguaggio del cinema moderno. Noi l'abbiamo visto per voi e vi diciamo cosa ne pensiamo.

LA TRAMA

I migliori lottatori per il torneo più grande del mondo

Nel 1993, i lottatori di arti marziali ed ex amici inseparabili Ryu e Ken vengono convinti a tornare sul ring dalla misteriosa Chun-Li per partecipare allo spietato torneo di arti marziali noto come World Warrior Tournament. Dietro la competizione battle royale si nasconde tuttavia una misteriosa e letale cospirazione che costringerà i lottatori ad unire le proprie forze contro un male superiore e a fronteggiare, una volta per tutte, i demoni del rispettivo passato. 

Street Fighter
INFO & CAST
Anno: 2026
Durata: 119 min
Regia: Kitao Sakurai

Cast:
Andrew Koji: Ryu 
Noah Centineo: Ken Masters 
Callina Liang: Chun-Li 
Roman Reigns: Akuma 
David Dastmalchian: M. Bison 
Cody Rhodes: Guile 
Mel Jarnson: Cammy White 
Vidyut Jammwal: Dhalsim 
Hirooki Goto: E. Honda 
Orville Peck: Vega 
50 Cent: Balrog 
Jason Momoa: Blanka 
Olivier Richters: Zangief 
Andrew Schulz: Dan Hibiki 
Alexander Volkanovski: Joe 
Rayna Vallandingham: Juli 
Eric André: Don Sauvage 

LA RECENSIONE

Sinfonia visiva e ritmica: l'estetica 16-bit tra estro tecnico e adrenalina pura

Il comparto tecnico di questo reboot si attesta su livelli straordinari grazie a un lavoro di squadra coordinato con lucidità visiva dal regista Kitao Sakurai. La fotografia curata da Ken Seng cattura con brillantezza l’estetica grezza ma iper-satura dei primi anni ’90, alternando contrasti al neon a inquadrature ampie che restituiscono ogni dettaglio dei ring e dei combattimenti. Il montaggio serrato e fluido di Luke Lynch evita la frammentazione caotica tipica dei moderni action movie. Lynch concede ampio respiro alle coreografie, mantenendo una continuità spaziale rigorosa che permette allo spettatore di avvertire l’impatto reale di ogni pugno e calcio. Gli effetti visivi necessari a riprodurre le tecniche iconiche del gioco si fondono in modo armonioso con lo scontro fisico vero e proprio. A coronare questa travolgente esperienza interviene l’esplosiva colonna sonora composta da Leo Birenberg e Zach Robinson, duo celebre per le sonorità di Cobra Kai e Twisted Metal.

Street Fighter

L'anima sotto la cintura: le ottime prove di Andrew Koji, Noah Centineo e Callina Liang

Al di là della componente d’azione e dei ritmi serrati, il film trova una propria inaspettata maturità narrativa nell’approfondimento del legame che unisce i suoi protagonisti, supportato da un cast in gran forma. Andrew Koji interpreta un Ryu disciplinato e tormentato, la cui padronanza delle arti marziali traspare in ogni singolo movimento sul set. Al suo fianco, Noah Centineo sorprende nel ruolo di Ken Masters, riuscendo a bilanciare la spavalderia e l’esuberanza del personaggio con una vena di fragilità interiore, mostrando una chimica perfetta e immediata nei duetti con Koji. La contrapposizione tra i due rappresenta il fulcro della pellicola, portando sullo schermo due visioni opposte ma complementari del combattimento. Callina Liang offre un’interpretazione carismatica e determinata nei panni di Chun-Li, unendo eleganza atletica nei suoi iconici calci a una recitazione incisiva che la rende il perno strategico e morale del gruppo. Il torneo diventa così un percorso catartico attraverso cui ogni guerriero affronta i propri demoni interiori. 

Un reboot coraggioso con le icone del ring

L'universo dei comprimari e dei villain trova linfa vitale in un casting sfaccettato e azzeccatissimo. David Dastmalchian incarna uno spietato e inquietante M. Bison, restituendo un villain freddo e calcolatore impreziosito da un'aura di costante minaccia teatrale. Nel vasto roster di lottatori risaltano le performance fisiche di Cody Rhodes nei panni del rigido e marziale Guile e di Joe "Roman Reigns" Anoa'i in quelli dell'imponente e devastante Akuma. Jason Momoa porta sullo schermo una versione selvaggia e viscerale di Blanka, mentre la partecipazione comica di Eric André nel ruolo dell'eccentrico presentatore Don Sauvage aggiunge quel tocco di ironia surreale tipico del cinema di Sakurai. In conclusione, Kitao Sakurai firma un'opera viscerale e visivamente divertente e “brillante” che riesce nell'impresa di affrancarsi dall'eredità dei suoi predecessori, dimostrando che è possibile trasporre la magia e l'energia di un picchiaduro storico sul grande schermo mantenendo un'identità cinematografica forte, solida e proiettata verso il futuro. Certo, non vi aspettate un filmone da 5 stelle perché si tratta di un’operazione “giocattolosa” e fumettosa e come tale va trattata. Noi, tra un pò di popcorn e una coca zero ci siamo molto divertiti.

Il voto di Cinefily

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