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Dopo una lunga attesa è arrivato al cinema “Animali Fantastici – I Segreti di Silente”(“Fantastic Beasts: The Secret of Dumbledore”), terzo capitolo della pentalogia spin off/prequel di “Harry Potter” ispirato al romanzo di J.K. Rowling, diretto da David Yates. Il film segue “Animali fantastici e dove trovarli”(2016) e “Animali Fantastici – I crimini di Grindelwald”(2018), che insieme sono riusciti ad incassare circa 1.468.000.000 dollari globalmente, quindi le aspettative sono davvero altissime.

LA TRAMA

Torna la magia con il terzo capitolo della saga di Animali Fantastici

Il professor Silente (Jude Law) è consapevole che il potente mago oscuro Gellert Grindelwald (Mads Mikkelsen) si sta muovendo per prendere il controllo del mondo magico. Sa che non può fermarlo da solo, così affida al magizoologo Newt Scamander (Eddie Redmayne) il compito di guidare una squadra di coraggiosi maghi, streghe e persino un intrepido panettiere Babbano in una missione pericolosa. Nell’avventura incontreranno animali vecchi e nuove e si scontreranno con i seguaci di Grindelwald. Ma con la posta in gioco così alta, per quanto tempo Silente potrà rimanere in disparte?

Recensione di Animali Fantastici – I segreti di Silente
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Info
Anno 2022
Durata 142 min
Regia David Yates

 

Cast

Eddie Redmayne: Newt Scamander
Jude Law: Albus Silente
Ezra Miller: Credence Barebone / Aurelius Silente
Dan Fogler: Jacob Kowalski

LA RECENSIONE

La virata verso una dimensione più semplice e meno didascalica

Bisogna subito dire che se nel primo capitolo di questo franchise l’atmosfera era più “fiabesca”, sognante e sospesa nel tempo – rappresentata anche da un protagonista, Newt Scamander, col quale era facile immedesimarsi e schierarsi – nel secondo le cose nettamente diverse. I toni erano più cupi e seri, mentre nella terza la narrazione si fa più semplice e meno intricata, con sprazzi umoristici che fanno bene al plot, donandogli un respiro obiettivamente diverso. Certo, è impossibile non percepire i rimandi al nazismo o a qualsiasi altra forma di sopraffazione e creazione di un “Nuovo ordine” nel comportamento di Grindelwald verso i Babbani. Il regista David Yates e gli sceneggiatori J.K. Rowling e Steve Kloves (gradito ritorno a 10 anni di distanza da Harry Potter), però, sono molto attenti a non farne il leit motiv principale o ad appesantirlo con dialoghi aulici e pericolosamente “didascalici”, lasciando ampio spazio alle immagini più che alle parole.

Recensione di Animali Fantastici – I segreti di Silente

Silente, Grindelwald e il patto di sangue che fa da pilastro all’intero film

L’attenzione è totalmente spostata da Scamander ad Albus Silente (Jude Law), futuro Preside di Hogwarts, e sul suo scontro con Grindelwald, ma il loro rapporto affonda le radici nel passato e gli sceneggiatori sono molto bravi a risalire al loro “patto” di sangue (molto importante e ben ripreso nel film), mantenendosi sempre coerenti col racconto fantastico, allontanandosi dalla dimensione troppo dark del secondo film, dipanando le ombre e riagganciandosi alla linearità del primo capitolo.

Jude Law è magnetico, esilarante e molto credibile nel ruolo di Silente, che viene abbastanza delineato, raccontandone anche le diatribe familiari, mentre Mikkelsen raccoglie l’eredità pesante di Johnny Depp (invitato dalla Warner Bros. a dimettersi dopo la querelle con Amber Heard) ma riesce a dare al suo Grindelwald una dimensione più profonda, arguta, fredda e “angosciante” che è pienamente azzeccata e decisamente gradevole. Purtroppo, i personaggi secondari come Queenie (Alison Sudol), Tina (Katherine Waterson), Jacob (Dan Fogler), Credence (Ezra Miller) e lo stesso Newt Scamander restano sullo sfondo, fanno da “satelliti”, non sono per nulla approfonditi e alcuni fanno addirittura una “comparsata” a fine film. Un vero peccato.

IN CONCLUSIONE

Steve Kloves e l’impronta “Potteriana”

Come dicevamo all’inizio, J.K. Rowling ha voluto di nuovo al suo fianco Steve Kloves per riportare sul grande schermo la ricchezza d’immagini, la magia, le avventure fantastiche piene di azione, sentimenti, mostri, stregonerie, incantesimi nei suoi film, proprio come accadeva in Harry Potter e nel primo episodio di questa pentalogia che si stava avviando verso uno “strano” e inspiegabile precipizio. E allora ecco schierare l’armata “tecnica” composta da George Richmond alla fotografia, Il grande James Newton Howard alle musiche e i fenomenali Stuart Craig (3 Oscar) alle sontuose scenografie e Coleen Atwood (4 Oscar) ai costumi. Riportando il treno sui giusti binari, Yates ha ravvivato l’interesse e l’attesa per il quarto e il quinto capitolo, anche se voci di corridoio dicono che la Warner Bros. non abbia dato ancora la sua green light alla produzione, preferendo aspettare l’accoglienza del terzo capitolo da parte del pubblico. Chi vivrà, vedrà.

Il voto di Cinefily

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