Nolan è un regista coinvolgente ma altamente labirintico e intricato. Entrare e capire il suo mondo è un’impresa complessa ma non del tutto impossibile. Ecco il motivo per cui ti aiuto in un viaggio paradossale nel mondo di Tenet.

Tenet: guida al film

Siamo a fine agosto 2020, la coppia Warner-Nolan compie una scelta coraggiosissima: portare nelle sale in un contesto pandemico un film da un budget di oltre 200 milioni. I ricavi? Nessuna previsione è attendibile, sta di fatto che sta riscontrando un ottimo successo.

Tenet è un film che farà la airots – da leggere al contrario 🙂 – sta lasciando spettatori e critici completamente attoniti, increduli. Ieri sera dopo la visione del film sono uscito al cinema e mi son chiesto “Ma che cosa ho appena visto?”. Un film che ti lascia così non può che esser definitivo come un capolavoro, questo è il cinema, questa è la sua magia.

Info
Anno 2020
Durata 150 min
Regia Christopher Nolan

 

Cast

John David Washington: il Protagonista
Robert Pattinson: Neil
Elizabeth Debicki: Kat Sator
Dimple Kapadia: Priya Singh
Michael Caine: Sir Michael Crosby
Kenneth Branagh: Andrei Sator

Sono stato totalmente disorientato da una sceneggiatura stratificata e labirintica.

In apparenza Tenet può sembrare la classica spy story: un Protagonista (John David Washington) di nome e di fatto, ex-agente CIA, è reclutato da un’organizzazione chiamata Tenet, deve impedire i piani di un folle oligarca russo (interpretato da un grande Kenneth Branagh), deciso a collezionare e utilizzare pericolosi reattori nucleari. Lo farà tramite l’aiuto di un informatore, Neil (Robert Pattinson), e la moglie frustrata del suo nemico, Kat (Elizabeth Debicki). L’apparenza inganna, e ovviamente la trama è molto più complessa di queste brevi righe.

La trama è infatti condita da una distorsione temporale in grado di render possibile il viaggiare nel tempo, precisamente solo all’indietro. Questo, come in molti film di Nolan, fa sì che la storia stessa si contorga su sé stessa, creando sovrapposizioni di flussi temporali. Sovrapposizioni estremamente studiate e calcolate maniacalmente così da metter ogni cosa al posto giusto. Ecco alcuni riferimenti per orientarsi nell’mondo narrativo di Tenet, ovviamente, attento allo SPOILER, ti consiglio di legger l’articolo solo dopo aver visto il film.

Buona lettura!

Che cosa significa Tenet?

Nel corso del film, capiamo come Tenet sia un’organizzazione segreta (i cui componenti si identificano mediante la stessa parola e un intricato gesto con le mani) che opera per impedire una minaccia di distruzione proveniente dal futuro. In inglese la parola tenet identifica il “principio su cui si basa una teoria o un sistema di pensiero”. Ma è anche una delle parole che compare nel quadrato del Sator, un’iscrizione in una qualche forma strana di latino ricorrente nel Medioevo in numerosi luoghi e documenti. La frase esatta riportata è “Sator Arepo Tenet Opera Rotas”. Noti qualcosa di particolare? Già la frase è un palindromo, può esser letta in ugual modo sia da destra che da sinistra. Inoltre, altra curiosità, se disposte su un quadrato le cinque parole  di cinque lettere formano ad incastro la parola TENET.

Questa chiave di lettura è fondamentale per comprendere il film di Nolan: tutto può esser letto in un senso e nell’altro.

L’inversione nel tempo

L’inversione è uno dei temi centrali di tutto il film che il Protagonista deve affrontare: inversione di oggetti ma anche di persone.

Su tutti gli oggetti più correlati all’inversione sono i proiettili, la cui entropia (momento scientifico: in meccanica statistica, una grandezza che viene interpretata come una misura del disordine presente in un sistema fisico qualsiasi)è stata invertita così che il loro flusso temporale fosse inverso a quello canonico. In poche parole i proiettili, anziché esser sparati, tornano nella pistola da cui sono usciti in passato.

Questo processo di inversione avviene grazie all’utilizzo di una fissione nucleare e consente così una sorta di viaggio nel tempo a ritroso. Chi o cosa torna indietro deve farlo in senso contrario all’ordinario: navigare controcorrente mentre il mondo prosegue nella sua direzione naturale verso il futuro.

La mossa a tenaglia

Questo senso di controcorrente è un elemento chiave in diverse scene del film – pensa a Oslo, Tallin, Russia… ti viene in mente qualcosa? – che avvengono mentre sono incrociati elementi che proseguono verso il futuro e altri che sono invertiti al passato. La cosiddetta “mossa a tenaglia” è una tattica militare con cui assieme ad una squadra principale che attacca il nemico frontalmente ce ne sono altre che lo attaccano lateralmente e alle spalle: questo è quanto avviene in Tenet, ma in chiave temporale. Dunque, ricapitolando, la mossa a tenaglia nel film prevede che un gruppo di persone prosegua verso l’obiettivo secondo la canonica linearità temporale, e che una seconda squadra si inverta, viaggiando nel passato, e anticipi gli avvenimenti. Per distinguere le squadre, Nolan, dissemina il film di dettagli fondamentali per una corretta comprensione. Chi viaggia linearmente è connotato da una luce o comunque da elementi di rosso, mentre chi è invertito è legato al blu.

Un’altra interessante curiosità (soprattutto per visioni successive alla prima) è legata ai fori di proiettile: quando ne noti uno, significa che ci si trova in un contesto di probabile inversione. Mentre ti consiglio di far attenzione ad un laccetto rosso attaccato a uno zaino: ti consentirà sin dall’inizio del film di comprendere molte cose e molte azioni di un personaggio specifico (lo so sono odioso, ma non voglio rivelarti il 100% del film :)).

L’Algoritmo

Come in ogni film di spionaggio che si rispetti, anche in Tenet il Protagonista deve impedire a Sator di innescare la fine del mondo con dispositivi atomici. Questo in quanto – IPER MEGA SPOILER ALERT – lo stesso Sator da giovane è stato reclutato da figure provenienti dal futuro affinché raccogliesse tutti i nove dispositivi che, una volta uniti, formerebbero il cosiddetto Algoritmo: un marchingegno creato nel futuro in grado di capovolgere il corso del tempo dell’intero pianeta Terra, ormai prossimo ad un disastro ambientale (quasi come ora…). Tuttavia la scienziata che lo ha creato– consapevole dei pericoli dell’arma– lo divide e dissemina i nove pezzi.

Sator devolve tutta la sua vita alla causa, fino alla conquista dell’ultimo pezzo, resogli inavvertitamente dal Protagonista. Sator è anche malato terminale, la sua condizione lo porta all’estremo gesto di portare con se il mondo intero attivando l’Algoritmo (nel corso del film noterai che al polso porta un cosiddetto “dead man swatch”, un sistema automatico per cui appena il suo battito si ferma attiva immediatamente l’esplosione della bomba.

L’affascinante paradosso del nonno

Il piano di Sator e delle persone del futuro ha come obiettivo la distruzione totale. Qui, però, entriamo in uno stupendo paradosso: il paradosso del nonno. Si tratta di un assunto usato per provare l’impossibilità dei viaggi nel tempo in quanto se un nipote viaggia indietro nel passato e uccide il proprio nonno prima che incontri sua nonna e concepisca una progenie, rende dunque impossibile l’esistenza del nipote stesso. Questo stesso paradosso vale per il progetto della gente del futuro: come faranno a vivere se vengono sterminati tutti i propri ascendenti? La risposta data nel film è semplice: la disperazione! Le persone del futuro sono così disperate che non hanno altra scelta se non quella di tornar indietro.

Nella fine il principio

Il finale è semplicemente pazzesco. Tutte le considerazioni che abbiamo trattato sopra confluiscono nella complessa battaglia finale.

Per evitare la detonazione dell’algoritmo la squadra rossa (in cui è presente il Protagonista) si reca in una sconosciuta città nucleare sovietica ma, per raggiungere l’obiettivo è aiutata da una squadra blu (in cui c’è ovviamente il fidato Neil, che si inverte per viaggiare nel tempo un’ora prima e poter garantire intelligence alla controparte rossa).

 

Le due squadre operano a distanza di 50 minuti, con soli 10 minuti di sovrapposizione in cui gli uni procedono in avanti e gli altri indietro.

Neil riesce a compiere una seconda inversione, e diviene decisivo per il salvataggio del Protagonista e del pianeta intero. In queste ultime scene ci viene svelato il mistero fondamentale del film: Neil deve morire affinché l’operazione abbia esito positivo, non c’è altra soluzione in quanto tutta la storia di questo personaggio è una sorta di enorme mossa a tenaglia. Ad organizzarla non è nient’altro che lo stesso Protagonista, che comprende solo a fine film che quella non è la conclusione del suo percorso, bensì ne rappresenta l’inizio. Fonderà lui in futuro Tenet e organizzerà tutto in modo tale che il sé stesso del passato agisca come ha fatto fin ora (rivelando allo stesso Neil come deve agire per aiutarlo).

“Ciò che è stato, è stato“, è la frase che viene ripetuta nel film a più battute. Tenet non è il classico film di viaggi nel tempo in cui l’obiettivo è quello di cambiare il passato o il futuro. Bensì fondamentale è l’azione dell’agire (avanti o indietro) affinché tutto accada esattamente come deve avvenire secondo il piano del destino… o, se preferisci, della realtà.

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