Si è spenta all’età di 80 anni Dolly Parton, leggenda assoluta della musica country e dello spettacolo internazionale. L’artista è morta Nashville dopo aver affrontato alcuni problemi di salute, lasciando un’eredità imponente che spazia dalla canzone d’autore al cinema hollywoodiano, fino al grande impegno filantropico.
La grande e inimitabile Dolly Parton si è spenta all’età di 80 anni a Nashville, in Tennessee, lasciando un vuoto incolmabile nel panorama culturale globale. A confermare ufficialmente la notizia è stato il nipote Bryan Seaver attraverso un accorato messaggio diffuso a nome della famiglia, spiegando che la celebre cantautrice è deceduta serenamente. Negli ultimi tempi l’artista aveva affrontato diversi problemi di salute, complicanze che l’avevano costretta a diradare gli impegni dal vivo e a cancellare una prestigiosa residenza a Las Vegas. La sua scomparsa chiude una carriera straordinaria durata oltre sei decenni, durante i quali è riuscita a trasformarsi da umile ragazza delle montagne degli Appalachi a gigante dell’intrattenimento mondiale, vendendo oltre 100 milioni di dischi e conquistando il cuore di generazioni differenti con la sua voce inconfondibile, la sua autoironia e una generosità d’animo fuori dal comune.
Dalle origini nella povertà rurale degli Appalachi al sogno di Nashville
Nata il 19 gennaio 1946 a Pittman Center, in una remota zona rurale del Tennessee, Dolly Rebecca Parton era la quarta di dodici figli. La sua infanzia è stata segnata da una povertà estrema, vissuta in una minuscola casa di legno a una sola stanza sul fiume Little Pigeon. Nonostante le grandi difficoltà economiche della famiglia, la musica rappresentava un rifugio quotidiano e una fonte di speranza. La giovane Dolly dimostrò un talento precoce, suonando la chitarra e cantando prima in chiesa e poi alla radio locale di Knoxville. Il giorno stesso in cui ottenne il diploma di scuola superiore, nel 1964, decise di salire su un autobus diretta a Nashville con la sua chitarra in mano e un bagaglio pieno di canzoni scritte da lei stessa, determinata a far valere la propria voce in una capitale della musica country allora dominata da figure maschili.
Il successo discografico e i grandi classici immortali della musica mondiale
Il primo grande passo verso il successo arrivò alla fine degli anni ’60, quando venne notata dal musicista Porter Wagoner, che la volle al suo fianco nel celebre format televisivo The Porter Wagoner Show (1967-1974). La collaborazione durò anni, ma la personalità eccezionale e la scrittura di Dolly non potevano rimanere rilegate a un ruolo di supporto. Negli anni ’70 l’artista intraprese una sfolgorante carriera solista, sfornando brani che sono entrati di diritto nella storia della musica pop e country. Canzoni come Jolene, Coat of Many Colors e I Will Always Love You espressero appieno la sua profondità narrativa e la sua sensibilità. Quest’ultimo brano, scritto per salutare professionalmente Wagoner, divenne decenni dopo un successo planetario da record nella celebre interpretazione vocale di Whitney Houston per il film Guardia del corpo (1992), confermando la grandezza di Dolly Parton come autrice.
La conquista di Hollywood e i principali ruoli nei film cinematografici
Negli anni ’80 Dolly Parton ha dimostrato di non essere soltanto una stella della musica, conquistando anche il mondo del cinema con un carisma naturale che conquistò immediatamente pubblico e critica. Il suo esordio sul grande schermo avvenne con la commedia cult Dalle 9 alle 5… orario continuato (1980), recitata accanto a Jane Fonda e Lily Tomlin. Oltre a interpretare uno dei ruoli principali, la Parton compose ed eseguì la colonna sonora omonima, che diventò un inno per i diritti delle lavoratrici e ottenne una candidatura agli Oscar. Negli anni successivi ha recitato nel musical Il più bel casino del Texas (1982) e nella commedia Nick lo scatenato (1984). Ha poi consolidato la sua carriera cinematografica con la celebre pellicola Fiori d’acciaio (1989) al fianco di Julia Roberts e Shirley MacLaine. Tra i suoi lavori successivi sul grande schermo compaiono la commedia rom-com Linea diretta – Un’occasione unica (1992), la commedia Frank McKlusky, C.I. (2002) e il musical corale Joyful Noise – Armonie del cuore (2012). Ha inoltre effettuato cammei ed apparizioni speciali in opere come A Beverly Hills… signori si diventa (1993), Miss Follia (2005) e ha prestato la voce nel film d’animazione Gnomeo e Giulietta (2011).
Le apparizioni nelle serie televisive e i ruoli sul piccolo schermo
Il percorso sul piccolo schermo di Dolly Parton è stato ricco e continuativo fin dall’inizio della sua carriera artistica. Oltre a condurre show di grande successo che portavano il suo nome come Dolly! (1976-1977) e Dolly (1987-1988), ha preso parte a numerose serie TV popolari e sitcom amate dal grande pubblico. È apparsa nel ruolo di se stessa o come guest star in serie iconiche come Alza la voce (1990), Babes (1991), Mind of Mencia (2005) e nella serie per ragazzi Hannah Montana (2006-2010), dove ha interpretato la zia Dolly. In tempi più recenti ha recitato nella sitcom Reba (2005), nella commedia Grace and Frankie (2022) ritrovando le storiche colleghe Jane Fonda e Lily Tomlin, ed è stata ideatrice, produttrice e interprete della serie antologica Dolly Parton: Le corde del cuore (2019) per la quale ha trasformato in episodi tv le sue canzoni più famose.
I film per la televisione e i progetti speciali dedicati al Natale
Nel corso dei decenni Dolly Parton si è affermata come una vera regina dei film per la televisione, dedicando molte di queste produzioni a racconti di speranza e alle festività natalizie. Tra i suoi primi e più amati TV movie spiccano Un magico Natale (1986), Wild Texas Wind (1991), L’angelo di Natale (1996) e Blue Valley Songbird (1999). Negli ultimi dieci anni ha intensificato questo tipo di produzioni realizzando progetti acclamati che ripercorrono anche la sua infanzia, come Dolly Parton’s Coat of Many Colors (2015) e il suo seguito Dolly Parton’s Christmas of Many Colors: Circle of Love (2016). Nel medesimo filone natalizio si inseriscono anche i lungometraggi televisivi Christmas at Dollywood (2019) e il film musicale Dolly Parton: Natale in città (2020), opera che le è valsa anche un Emmy Award.
L'impero economico di Dollywood e le straordinarie iniziative filantropiche
Oltre che come artista, Dolly Parton si è distinta come una brillante donna d’affari e una delle filantrope più generose dell’epoca contemporanea. Nel 1986 aprì in Tennessee il parco a tema Dollywood, che si è trasformato negli anni in uno dei poli turistici più visitati degli Stati Uniti, garantendo lavoro e sostenendo l’economia delle sue terre d’origine. Attraverso la sua Dollywood Foundation, Parton ha dato vita nel 1995 alla Imagination Library, una fondazione no-profit che ha donato oltre 150 milioni di libri gratuiti ai bambini in tutto il mondo per promuovere l’alfabetizzazione infantile. Durante l’emergenza sanitaria globale del 2020, ha inoltre donato un milione di dollari al Vanderbilt University Medical Center, contribuendo in maniera fondamentale al finanziamento della ricerca per la creazione del vaccino Moderna contro il COVID-19.
Gli ultimi anni, la perdita dell'amato marito e l'eredità artistica lasciata al mondo
Negli ultimi anni della sua vita, Dolly Parton è rimasta un punto di riferimento culturale trasversale, amata da pubblico di ogni età, orientamento e appartenenza politica per il suo messaggio di tolleranza, inclusione e autenticità. Inserita sia nella Country Music Hall of Fame che nella Rock and Roll Hall of Fame, l’artista ha continuato a scrivere e produrre musica finché la salute glielo ha permesso. Un duro colpo alla sua serenità è stato rappresentato dalla scomparsa del marito Carl Dean, con cui ha condiviso quasi sessant’anni di matrimonio in un legame privatissimo e indissolubile lontano dai riflettori. La sua morte lascia una vasta eredità fatta di canzoni indimenticabili, opere benefiche che continueranno a cambiare la vita di milioni di bambini e un esempio di dignità, talento e umanità destinato a rimanere eterno.



