Naza, il nuovo film dei registi Yuval Abraham e Rachel Szor già premiati agli Oscar per La zona di interesse si aggiunge in extremis al Concorso della 83. La pellicola ha già riacceso il dibattito pubblico globale sulla questione mediorientale ed è attesissima al Lido.
Un altro titolo si aggiunge alla già ricchissima selezione della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Si tratta di Naza, pellicola fortemente attesa che segna il ritorno dietro la macchina da presa dei registi Yuval Abraham e Rachel Szor. Il duo di film-maker torna sulla scena internazionale a brevissima distanza dallo straordinario successo e dal profondo eco mediatico ottenuti con il documentario La zona di interesse, opera premiata con l’Oscar nel 2025 e capace di riaccendere il dibattito pubblico globale sulla questione mediorientale. L’annuncio conferma la vocazione del Festival di Venezia come piattaforma fondamentale per il cinema d’autore impegnato, capace di intercettare le trasformazioni del presente e di dare voce a narrazioni audaci, necessarie e senza filtri.
L’inserimento di Naza all’interno del Concorso, in programma dal 2 al 12 settembre 2026, rappresenta un tassello fondamentale per comprendere la linea artistica ed etica della selezione di quest’anno. La decisione di accogliere in extremis il lavoro di Yuval Abraham e Rachel Szor sottolinea la volontà della mostra di farsi cassa di risonanza per storie di altissimo valore sociale e politico. L’opera si affianca ai grandi nomi del panorama cinematografico mondiale già confermati in gara, ponendosi fin da subito come uno dei momenti centrali e più attesi dell’intero programma della Mostra.
Naza sarà proiettato in Sala Grande (Palazzo del Cinema) il 10 settembre alle ore 17.15, alla presenza dei registi, dei produttori, dei giornalisti di The Guardian e della delegazione ufficiale.
Ma di cosa parla Naza?
“Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il film rivela in dettaglio i sistemi alla base della calcolata uccisione di massa di civili palestinesi da parte di Israele a Gaza“, si legge nella sinossi ufficiale rilasciata dall’organizzazione. Il film abbandona la forma documentaristica pura per calarsi in una dimensione visiva e concettuale quasi claustrofobica, sfruttando l’oscurità della notte e l’architettura dei tetti della città come palcoscenico per esplorare le logiche interne e i meccanismi istituzionali, tecnologici e umani che muovono il conflitto. La regia di Abraham e Szor costruisce una narrazione tesa, rigorosa e priva di retorica, che intende mostrare gli ingranaggi invisibili e le decisioni strategiche che determinano l’impatto della guerra sulla popolazione civile.
Il cast di professionisti e locali
Il cast di Naza unisce interpreti professionisti e figure provenienti dal panorama teatrale e indipendente locale, scelti con l’obiettivo di garantire la massima veridicità ed essenzialità interpretativa. Le performance degli attori sono improntate a un realismo crudo ed essenziale, in grado di restituire con grande efficacia la tensione psicologica e le contraddizioni etiche dei personaggi coinvolti nei processi decisionali. Attraverso dialoghi serrati e sequenze ambientate quasi interamente in spazi notturni e circoscritti, il gruppo di attori dà forma a una complessa rappresentazione umana e politica, rendendo ogni interazione un momento di forte drammaticità e riflessione morale.



