Diretto, scritto e co-prodotto da David Robert Mitchell, celebre per il suo acclamato lavoro nel thriller-horror It Follows, La Fine di Oak Street è un'ambiziosa e travolgente pellicola di fantascienza (e sopravvivenza!) che riporta in auge il fascino intramontabile delle avventure suburbane tipiche del cinema d'avventura anni ‘80 e della celebre era Amblin. Distribuito da Warner Bros. Pictures e sostenuto dalla produzione di J.J. Abrams tramite la Bad Robot, il film sceglie di distanziarsi dai moderni blockbuster preferendo abbracciare una narrazione genuina, tesa e fortemente focalizzata sul fattore umano. Interpretato da un cast di prim'ordine guidato da Anne Hathaway ed Ewan McGregor, il lungometraggio sfrutta una premessa apparentemente bizzarra e fantastica per esplorare le dinamiche relazionali di una famiglia ordinaria costretta a fronteggiare una minaccia primordiale e straordinaria, trasformandosi rapidamente in uno dei titoli più entusiasmanti e discussi di quest’estate? Siete curiosi di sapere cosa ne pensiamo? E allora continuate a leggere!
LA TRAMA
Catapultati tra i dinosauri
La vicenda si apre all’inizio degli anni ‘80 in una tranquilla area suburbana degli Stati Uniti, dove la famiglia Platt vive una normale esistenza, tra alti e bassi. Denise e Greg (Anne Hathaway e Ewan McGregor), stanno attraversando una fase di crisi coniugale, cercando faticosamente di nascondere le proprie tensioni ai due figli adolescenti, Audrey e Brian (Maisy Stella e Christian Convery). La quiete della comunità viene spezzata bruscamente nel corso di una notte segnata da una violenta tempesta e da un misterioso evento cosmico che sradica letteralmente la loro strada dal contesto originario. Al risveglio, i residenti di Oak Street scoprono con orrore che i servizi di base, le comunicazioni e le utenze sono totalmente interrotti, ma la vera scoperta è ben più sconvolgente: il quartiere è stato trasportato attraverso un anomalo varco spaziotemporale direttamente in un’epoca preistorica. Circondati da una fitta vegetazione giurassica, vulcani attivi e minacciose creature estinte che iniziano a vagare liberamente tra i giardini curati e le villette a schiera, i Platt e i loro vicini devono rapidamente accantonare i dissapori personali e unire le forze.
INFO & CAST
Durata: 99 min
Regia: David Robert Mitchell
Cast:
Anne Hathaway (Denise Platt)
Ewan McGregor (Greg Platt)
Maisy Stella (Audrey Platt)
Christian Convery (Brian Platt)
Jordan Alexa Davis (Jeannette Christiansen)
LA RECENSIONE
Citazioni, originalità e una macchina tecnicamente perfetta
David Robert Mitchell dimostra una padronanza eccezionale della macchina registica, orchestrando un congegno visivo che omaggia apertamente i classici del cinema d’intrattenimento spielbergiano senza mai scadere nella mera copia nostalgica. Come evidenziato da numerose recensioni apparse su piattaforme come IGN e Next Best Picture, la scelta di ambientare la storia nel 1980 non è un semplice vezzo estetico, ma un elemento fondamentale per definire l’innocenza e la consistenza tangibile di un’epoca priva di telefoni cellulari e social media, dove la tecnologia moderna non poteva venire in soccorso dei protagonisti. La fotografia curata da Michael Gioulakis sfrutta movimenti di macchina fluidi, inquadrature dinamiche e una gestione della luce profondamente evocativa, capace di passare dai toni caldi e rassicuranti del sobborgo americano alle tonalità cupe, umide e minacciose della giungla primordiale. A completare l’impatto immersivo contribuisce la colonna sonora firmata da Michael Giacchino, il quale richiama le orchestrazioni maestose e ricche di ottoni e sezioni di archi serrate tipiche delle grandi partiture di John Williams, amplificando il senso di meraviglia e il batticuore nei momenti di maggiore tensione. La regia adotta inoltre una strategia di suspense ammirevole, centellinando le apparizioni delle creature e preferendo la costruzione di un crescendo emotivo basato sull’attesa, sui suoni ambientali distorti e sulla forza dei dettagli quotidiani messi a repentaglio da una natura implacabile.
Le scelte di design
Sul fronte puramente tecnico, la produzione si distingue per una cura meticolosa e per scelte di design coraggiose che ridefiniscono gli standard dei moderni film a tema preistorico. Come sottolineato da diversi critici specializzati, i dinosauri non vengono riproposti secondo i canoni classici a cui il pubblico è abituato dai tempi dei vecchi capitoli di Jurassic Park, bensì vengono modernizzati in linea con le più recenti scoperte paleontologiche, presentando piumaggi dettagliati, caratteristiche fisiche uniche e una resa visiva che sfrutta al massimo il budget di 80 milioni di dollari. Le sequenze d’azione sono montate con precisione chirurgica da John Axelrad, il quale alterna momenti di pura claustrofobia casalinga a fughe rocambolesche all’aperto caratterizzate da una violenza improvvisa e realistica, perfettamente in linea con la brutalità della catena alimentare primordiale. Il sound design e la scenografia curata da Maya Shimoguchi creano un contrasto stridente ma molto efficace tra l’architettura suburbana ordinata e ordinaria delle case americane e l’ambiente selvaggio e minaccioso che le circonda, elevando l’esperienza cinematografica soprattutto se vista in IMAX.
Il cast ben assortito
Uno dei punti di forza assoluti del film risiede nella bravura e nella solidità del cast. Anne Hathaway (ma quanti film ha girato quest’anno?!?) offre una prova definita dalla critica come "feroce", intensa e stratificata nel ruolo di Denise, una madre divisa tra il logoramento del matrimonio e la feroce determinazione nel proteggere la propria famiglia con ogni mezzo necessario, sfoderando una tempra fisica e psicologica notevole che rompe gli schemi tradizionali dei ruoli femminili nei film degli anni ‘80. Al suo fianco, Ewan McGregor interpreta Greg con una miscela riuscita di vulnerabilità e calore umano, incarnando la figura di un padre imperfetto ma profondamente devoto, la cui dedizione familiare viene celebrata come il vero motore emotivo dell'opera. I giovani Maisy Stella e Christian Convery arricchiscono il quadro offrendo dinamiche adolescenziali credibili, segnate da paure legittime, ribellioni e una progressiva maturazione dettata dalla gravità degli eventi. La sceneggiatura riesce a bilanciare con efficacia i momenti di pura adrenalina con i silenzi e i confronti domestici, ricordando al pubblico che la vera forza di un gruppo risiede nella coesione affettiva e nella capacità di superare le fratture interiori quando il mondo esterno diventa insostenibile. Noi diamo 4 stelle ma aspettiamo anche i vostri commenti.
Il voto di Cinefily



