Aprile 2026 si preannuncia come uno dei mesi più interessanti dell’anno cinematografico, un vero crocevia tra grandi produzioni internazionali, sequel attesissimi e cinema italiano d’autore. Dopo i mesi iniziali dell’anno, spesso dominati dai film candidati ai premi, la primavera segna tradizionalmente un ritorno allo spettacolo puro e alla varietà dei generi: dall’animazione ai biopic, dalla commedia al thriller, fino all’horror più spettacolare. Non a caso, il calendario delle uscite si presenta particolarmente ricco, con decine di titoli distribuiti nelle sale italiane nel corso del mese .

A guidare l’attenzione del pubblico c’è innanzitutto Super Mario Galaxy – Il Film, diretto da Aaron Horvath e Michael Jelenic, sequel dell’enorme successo animato del 2023. Questa nuova avventura porta Mario e Luigi oltre i confini del Regno dei Funghi, proiettandoli nello spazio in una dimensione ancora più epica e spettacolare. L’uscita, fissata per l’inizio del mese, rappresenta uno dei principali eventi cinematografici della primavera 2026 .

Accanto all’intrattenimento più popolare troviamo anche proposte più autoriali e ibride, come È l’ultima battuta?, film diretto e interpretato da Bradley Cooper, che mescola commedia e dramma in una riflessione sui rapporti personali e sulle seconde possibilità. Il film è tra le uscite dei primi giorni di aprile, contribuendo a rendere subito vivace il box office .

Il cinema italiano trova spazio con La Salita, diretto da Massimiliano Gallo, una produzione che si inserisce nella tradizione del racconto realistico e intimista, portando sul grande schermo storie legate al territorio e alla dimensione umana. Anche questo titolo rientra tra le uscite del mese, confermando la presenza di opere nazionali accanto ai blockbuster .

Per gli amanti del brivido, aprile propone una nuova rilettura di un classico dell’horror: Lee Cronin – La Mummia, diretto da Lee Cronin. Il film promette un approccio più oscuro e contemporaneo al mito della Mummia, inserendosi nel filone dei reboot moderni che puntano su atmosfere cupe e tensione psicologica .

Grande attesa anche per Michael, diretto da Antoine Fuqua, biopic dedicato a Michael Jackson. Il film ripercorre l’ascesa del Re del Pop, mostrando sia il talento straordinario sia le contraddizioni della sua vita personale. L’uscita verso la fine del mese lo rende uno dei titoli più discussi e potenzialmente di maggiore richiamo .

A chiudere il mese, uno dei sequel più attesi degli ultimi anni: Il Diavolo Veste Prada 2, diretto da David Frankel. A distanza di quasi vent’anni dal primo film, la storia torna a esplorare il mondo della moda in chiave contemporanea, con un contesto profondamente cambiato dall’era digitale e dai social media. Il ritorno di personaggi iconici rende questa uscita un vero evento per il pubblico

I film in uscita al cinema ad Aprile 2026

Super Mario Galaxy – Il Film, di Aaron Horvath e Michael Jelenic

1 aprile

Super Mario Galaxy – Il Film è prodotto da Illumination in collaborazione con Nintendo, sequel diretto del successo mondiale The Super Mario Bros. Movie (2023). Il film si ispira principalmente ai videogiochi Super Mario Galaxy (2007) e Super Mario Galaxy 2 (2010), ampliando però l’universo narrativo della saga con nuovi personaggi, ambientazioni cosmiche e una struttura più epica e avventurosa. La regia è nuovamente affidata ad Aaron Horvath e Michael Jelenic, mentre la sceneggiatura è firmata da Matthew Fogel. La colonna sonora è composta da Brian Tyler, con richiami alle iconiche musiche di Kōji Kondō.

Il film segna un’evoluzione significativa rispetto al precedente capitolo: l’azione si sposta dalla Terra e dal Regno dei Funghi allo spazio profondo, introducendo galassie, pianeti esotici e nuove creature come i Luma. Questa ambientazione consente una narrazione più spettacolare e fantastica, mantenendo però il tono comico e familiare tipico della saga.

Tra le novità principali spiccano l’introduzione di Rosalina, figura centrale dell’universo cosmico di Mario, e Bowser Jr., nuovo antagonista che affianca il celebre Bowser. Il film amplia anche il cast con nuovi personaggi e possibili crossover con altri franchise Nintendo, suggerendo l’espansione di un vero e proprio “Nintendo Cinematic Universe”.

TRAMA

Dopo le avventure precedenti, Mario, Luigi, la Principessa Peach e Toad si trovano ad affrontare una nuova minaccia: Bowser Jr., deciso a portare avanti i piani di conquista del padre e a restaurare il suo dominio. Quando il pericolo si estende oltre la Terra, i protagonisti vengono catapultati nello spazio profondo, dove scoprono un universo fatto di pianeti bizzarri, creature misteriose e nuove alleanze. Durante il viaggio incontrano Rosalina, custode del cosmo, e il suo osservatorio, minacciato dalla sottrazione delle Power Stars, fondamentali per mantenere l’equilibrio dell’universo. Mario e i suoi amici intraprendono così un’avventura intergalattica per recuperare queste energie, fermare Bowser Jr. e impedire una nuova conquista galattica. Tra sfide, combattimenti e mondi spettacolari, il gruppo dovrà collaborare per salvare non solo Peach, ma l’intero universo.

CAST

I doppiatori della versione originale sono: Chris Pratt (Mario), Charlie Day (Luigi), Anya Taylor-Joy (Principessa Peach), Jack Black (Bowser), Keegan-Michael Key (Toad), Brie Larson (Rosalina), Benny Safdie (Bowser Jr.), Kevin Michael Richardson (Kamek) e Donald Glover (Yoshi).

The Drama – Un segreto è per sempre, di Kristoffer Borgli

1 aprile

The Drama – Un segreto è per sempre è l’atteso film diretto dal regista norvegese Kristoffer Borgli, noto per il suo stile ironico e provocatorio già emerso in opere precedenti. Il film si colloca tra la commedia romantica e il dramma sentimentale, con una forte componente psicologica che analizza le dinamiche di coppia.

Prodotto negli Stati Uniti e distribuito in Italia da I Wonder Pictures, il film ha una durata di circa 105 minuti e vede come protagonisti Robert Pattinson e Zendaya, affiancati da un cast corale di grande rilievo. L’opera si concentra su una relazione apparentemente perfetta messa improvvisamente in crisi da una rivelazione sconvolgente. Borgli costruisce così un racconto intimo e teso, che riflette su temi universali come la fiducia, il passato, l’identità e la reale conoscenza dell’altro all’interno di una relazione amorosa.

Ambientato principalmente tra Cambridge e altri contesti urbani statunitensi, il film utilizza il momento simbolico del matrimonio imminente come detonatore narrativo: ciò che dovrebbe rappresentare unione e stabilità diventa invece occasione di dubbio e disgregazione emotiva.

TRAMA

Emma Harwood (Zendaya) e Charlie Thompson (Robert Pattinson) sono una coppia apparentemente perfetta alla vigilia del loro matrimonio. Charlie è un affermato storico dell’arte e direttore museale, mentre Emma lavora in una libreria ed è convinta di conoscere profondamente il suo futuro marito.

Tuttavia, nei giorni che precedono le nozze, un segreto sconvolgente emerge improvvisamente durante una serata tra amici. Questa rivelazione inaspettata innesca una serie di dubbi e tensioni che mettono in crisi tutto ciò che i due credevano di sapere l’uno dell’altra.

Quella che doveva essere la settimana più felice della loro vita si trasforma così in un periodo carico di sospetti, incomprensioni e confronti emotivi. Mentre il matrimonio si avvicina, Emma e Charlie sono costretti a fare i conti con il passato, con le proprie fragilità e con la reale natura del loro legame, interrogandosi su quanto sia possibile conoscere davvero la persona amata.

CAST

Il cast del film è composto da: Robert Pattinson (Charlie Thompson), Zendaya (Emma Harwood), Alana Haim (Rachel), Mamoudou Athie (Mike), Michael Abbott Jr. (Blake), Zoë Winters (Frances), Hailey Gates (Misha), Jordyn Curet (Young Emma), YaYa Gosselin (Jessica), Peyton Jackson (Adrian) ed Echo Campbell (Sally).

…Che Dio Perdona a Tutti, di Pif

2 aprile

Che Dio perdona a tutti è la nuova pellicola scritta, diretta e interpretata da Pierfrancesco Diliberto, noto semplicemente come Pif. Il film è tratto dal suo omonimo romanzo d’esordio pubblicato nel 2018 e prosegue il percorso autoriale del regista, già caratterizzato da uno stile ironico e satirico capace di mescolare leggerezza e riflessione sociale. Ambientata in Sicilia, la pellicola affronta con tono comico ma intelligente temi profondi come la fede, l’ipocrisia sociale e il rapporto tra religione e vita quotidiana. Il protagonista, Arturo, è un uomo comune che si trova a confrontarsi con un mondo in cui i valori religiosi vengono spesso professati ma raramente praticati davvero. Attraverso situazioni paradossali e grottesche, il film mette in discussione le contraddizioni del cattolicesimo contemporaneo e della società italiana.

La regia di Pif mantiene uno stile semplice e diretto, puntando molto sui dialoghi e sulle situazioni comiche costruite attorno al protagonista. La presenza di personaggi simbolici – come il Papa, che assume un ruolo narrativo rilevante – contribuisce a rendere il racconto una sorta di favola moderna sulla fede e sulla coerenza morale.

TRAMA

Arturo è un uomo di 35 anni, agente immobiliare e felicemente scapolo, che conduce una vita tranquilla fatta di lavoro, calcetto e passione per i dolci. La sua routine cambia quando incontra Flora, una ragazza di cui si innamora immediatamente. Tuttavia, tra i due c’è una differenza fondamentale: Flora è una fervente cattolica, mentre Arturo è indifferente alla religione.
Per conquistarla, Arturo decide di fingere una fede che non possiede. Dopo aver iniziato una relazione con lei, promette di seguire alla lettera la parola di Dio per tre settimane consecutive. Questa scelta, inizialmente presa quasi per gioco, finisce per stravolgere completamente la sua vita, mettendo in crisi le sue abitudini, il lavoro e i rapporti personali.
Durante questo percorso, Arturo si trova a confrontarsi con le conseguenze concrete dell’applicazione rigorosa dei principi religiosi, scoprendo le contraddizioni e l’ipocrisia del mondo che lo circonda. Ad accompagnarlo in questo viaggio spirituale c’è anche un alleato inatteso: il Papa, che diventa una guida simbolica nel suo percorso tra fede, verità e sentimenti.

CAST

Il cast del film è composto da: Pierfrancesco Diliberto (Arturo), Giusy Buscemi (Flora), Carlos Hipólito (Il Papa), Francesco Scianna, Maurizio Marchetti e Domenico Centamore.

E’ L’ultima Battuta?  di Bradley Cooper

2 aprile

È l’ultima battuta? (Is This Thing On?) è un film del 2025 diretto da Bradley Cooper, che qui firma anche sceneggiatura e produzione oltre a interpretare un ruolo secondario. Il film si inserisce nel percorso registico di Cooper dopo opere come A Star Is Born e Maestro, confermando il suo interesse per storie intime, emotive e legate alla crisi personale e artistica. In questo caso, il racconto ruota attorno al mondo della stand-up comedy newyorkese, utilizzata come spazio narrativo per esplorare temi come il fallimento sentimentale, la genitorialità condivisa e la ridefinizione dell’identità adulta. La regia privilegia uno stile realistico e ravvicinato ai personaggi, con l’obiettivo di restituire autenticità emotiva e una forte immedesimazione dello spettatore.

Il film è stato presentato in importanti festival internazionali come il New York Film Festival e il BFI London Film Festival, a conferma dell’attenzione critica verso il progetto.

TRAMA

La vita di Alex va in pezzi quando Tess, sua moglie e madre dei loro due figli, chiede il divorzio. Per affrontare questo colpo e un’incipiente crisi di mezza età, decide di provare un nuovo hobby, quello del cabarettista. Mentre il matrimonio fra Alex e Tess si sgretola progressivamente, lui cerca un nuovo scopo nella scena della stand-up comedy newyorchese, mentre lei affronta da sola i sacrifici fatti per la famiglia. I due si trovano così costretti a confrontarsi con la co-genitorialità, con la propria identità e con la possibilità che l’amore possa trasformarsi in qualcosa di diverso.

CAST

Gli attori che formano il cast sono: Will Arnett (Alex Novak), Laura Dern (Tess Novak), Bradley Cooper (Balls), Andra Day (Christine), Amy Sedaris (Kemp), Sean Hayes (Stephen), Christine Ebersole (Marilyn), Ciarán Hinds (Jan), Scott Icenogle (Geoffrey) e Blake Kane (Felix).

Il Vangelo di Giuda, di Giulio Base

2 aprile

Il Vangelo di Giuda è diretto da Giulio Base ed è stato presentato fuori concorso al Festival di Locarno e distribuito nelle sale nel 2026. Si tratta di un’opera drammatica di forte impronta autoriale che rilegge in chiave originale e provocatoria la figura di Giuda Iscariota, uno dei personaggi più controversi della tradizione cristiana. Il film si distingue per un’impostazione narrativa insolita: la storia è raccontata dal punto di vista di Giuda stesso, trasformando il “traditore” per eccellenza in voce narrante e protagonista interiore di una lunga confessione.

L’intento del regista non è quello di proporre una semplice ricostruzione evangelica, ma di indagare temi universali come il libero arbitrio, il destino, la colpa e la necessità del male all’interno di un disegno divino. Il film adotta uno stile essenziale e quasi ascetico: pochi dialoghi, grande centralità della voce narrante e una struttura che richiama più una riflessione spirituale che un racconto tradizionale. In questo contesto, Giuda non è rappresentato come un semplice traditore, ma come una figura tragica e complessa, convinta che il proprio gesto sia indispensabile al compimento della storia della salvezza.

TRAMA

Giuda nasce da una prostituta rimasta incinta di un cliente sconosciuto, alla quale una chiromante predice la nascita di un demone. Rimasto orfano subito dopo il parto, cresce in un bordello tra violenza e abusi. Ancora bambino, uccide il magnaccia che tenta di abusare di lui e, crescendo, prende il suo posto diventando il gestore del postribolo.

La sua vita cambia quando un giovane di nome Gesù salva dalla lapidazione Maria Maddalena, sorella di Giuda. Colpito da quel gesto, Giuda decide di abbandonare tutto e seguire quell’uomo, diventando l’ultimo degli apostoli scelti. Inizia così un periodo di viaggi, predicazione e vita condivisa con gli altri discepoli.

Nel corso del tempo, Giuda matura una convinzione profonda: il destino di Gesù deve compiersi e lui stesso è lo strumento necessario perché ciò accada. Il tradimento, quindi, non nasce da avidità o odio, ma da una forma di fede estrema e dolorosa. Dopo l’ultima cena e il celebre bacio nell’orto, Giuda compie il suo gesto, accettando di diventare il più maledetto tra gli uomini pur di portare a termine il disegno divino.

CAST

Gli attori che formano il cast sono: Rupert Everett (Caifa), Paz Vega (Maria), John Savage (Giuseppe), Abel Ferrara (Erode), Darko Perić (Pietro), Tomasz Kot (Simone), Vincenzo Galluzzo (Gesù), Vittorio Base (Giovanni), Carmelo Giordano (Sacerdote) e Alessandro Chiappetta (Filippo il tetrarca).

Lo Straniero, di Fracois Ozon

2 aprile

Lo Straniero, diretto da François Ozon, rappresenta uno dei più ambiziosi tentativi contemporanei di riportare sullo schermo un classico assoluto della letteratura del Novecento: il romanzo L’Étranger di Albert Camus. Pubblicato nel 1942, il testo di Camus è una pietra miliare dell’esistenzialismo e dell’assurdo, e racconta con uno stile asciutto e straniante la vicenda di un uomo incapace di aderire alle convenzioni emotive e morali della società.

Ozon, cineasta noto per la sua versatilità e per la capacità di attraversare generi e registri narrativi diversi, si confronta qui con un materiale narrativo complesso e filosoficamente stratificato, già portato al cinema da Luchino Visconti nel 1967. La sua versione, presentata anche in contesti prestigiosi come la Mostra del Cinema di Venezia, non si limita a una semplice trasposizione, ma propone una rilettura visiva che privilegia l’atmosfera, il silenzio e la sospensione emotiva, cercando di tradurre in immagini il senso di estraneità e di distacco che caratterizza il protagonista.

Ambientato nell’Algeria coloniale degli anni Trenta, il film si distingue per un approccio estetico rigoroso, spesso giocato su toni rarefatti e su una messa in scena che riflette l’interiorità opaca del protagonista. Il bianco e nero, utilizzato in alcune sequenze, contribuisce a creare una dimensione sospesa, quasi astratta, che amplifica il senso di alienazione. Ozon evita spiegazioni psicologiche esplicite, restando fedele allo spirito del romanzo: non cerca di “giustificare” il protagonista, ma lo osserva, lasciando allo spettatore il compito di confrontarsi con il suo comportamento e con le implicazioni morali della vicenda.

TRAMA

La storia si svolge ad Algeri alla fine degli anni Trenta. Meursault, un giovane impiegato francese, conduce una vita monotona e priva di slanci emotivi. Quando la madre muore, partecipa al funerale senza manifestare alcun segno di dolore, rivelando fin da subito il suo distacco nei confronti delle convenzioni sociali. Il giorno successivo riprende la sua routine quotidiana e inizia una relazione superficiale con Marie, una collega, vivendo le giornate tra lavoro, mare e piccoli gesti ripetitivi. Tuttavia, la sua esistenza viene progressivamente alterata dall’incontro con Raymond Sintès, un vicino coinvolto in affari loschi, che lo trascina in situazioni sempre più ambigue.
Durante una giornata torrida su una spiaggia, quasi senza una reale motivazione, Meursault uccide un uomo arabo. Questo gesto improvviso e apparentemente privo di senso segna una svolta decisiva: arrestato e processato, Meursault diventa oggetto non solo di un giudizio penale, ma anche morale. Più che il delitto in sé, a essere messo sotto accusa è il suo comportamento, la sua incapacità di conformarsi ai sentimenti attesi, come il dolore per la morte della madre o il rimorso per l’omicidio. Il processo si trasforma così in una riflessione sull’assurdità dell’esistenza e sull’incompatibilità tra l’individuo e le regole della società, portando Meursault a confrontarsi con il proprio destino e con l’inevitabilità della condanna.

CAST

Il cast del film è composto da: Benjamin Voisin (Meursault), Rebecca Marder (Marie), Pierre Lottin (Raymond Sintès), Denis Lavant, Swann Arlaud, Jean-Charles Clichet, Benjamin Hicquel e Jean-Benoît Ugeux.

Finché morte non ci separi 2, di Matt Bettibelli-Olpin e Tyler Gillett

9 aprile

Finché morte non ci separi 2 (Ready or Not: Here I Come), diretto da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, è un film del 2026 che si colloca nel solco della commedia horror contemporanea, proseguendo e ampliando l’universo narrativo inaugurato con Finché morte non ci separi (2019). Il progetto nasce dal successo del primo capitolo, che aveva saputo mescolare tensione, ironia nera e critica sociale attraverso una struttura narrativa semplice ma efficace, quella del “gioco mortale” trasformato in rituale familiare. Questo secondo film non si limita a replicare la formula originale, ma punta ad allargare il mondo narrativo, trasformando la vicenda da incubo domestico a sistema globale di potere. I registi, membri del collettivo Radio Silence, accentuano l’aspetto mitologico e satirico della storia, introducendo nuove dinamiche tra famiglie rivali e un’organizzazione segreta che regola i macabri giochi. Il tono resta quello di una black comedy venata di horror e azione, ma con ambizioni più ampie: non più solo la sopravvivenza individuale, bensì la conquista del potere.

Al centro del racconto torna la figura della “final girl”, Grace, interpretata ancora da Samara Weaving, che da vittima inconsapevole diventa protagonista attiva di una lotta per il controllo. Il film introduce anche nuovi personaggi e rafforza il lato emotivo attraverso il rapporto familiare con la sorella, ampliando così il coinvolgimento drammatico. Dal punto di vista produttivo, il film è stato realizzato con un cast internazionale e girato principalmente in Canada, confermando l’interesse dello studio nel trasformare il franchise in una saga più ampia.

TRAMA

Pochi istanti dopo essere sopravvissuta alla notte di sangue orchestrata dalla famiglia Le Domas, Grace scopre che l’incubo non è affatto finito. Il gioco mortale a cui è sopravvissuta non riguarda solo una singola famiglia, ma fa parte di un sistema molto più vasto, governato da antiche regole e da un consiglio occulto che controlla il potere su scala globale. Accanto a lei si ritrova improvvisamente la sorella Faith, con cui aveva interrotto i rapporti da tempo. Le due sono costrette a collaborare per sopravvivere mentre quattro potenti famiglie rivali danno loro la caccia, ciascuna determinata a conquistare il trono e il controllo assoluto.

Grace ha una sola possibilità: restare viva, proteggere la sorella e vincere questo nuovo livello del gioco, che non è più solo una questione di sopravvivenza personale ma di dominio sul mondo intero.

CAST

Il cast del film è composto da: Samara Weaving (Grace Maccaullay), Kathryn Newton (Faith), Sarah Michelle Gellar (Ursula), Shawn Hatosy (Titus), Nestor Carbonell (Ignacio), Elijah Wood (Avvocato), Kevin Durand e David Cronenberg.

La Salita, di Massimiliano Gallo

9 aprile

La Salita rappresenta il debutto alla regia cinematografica di Massimiliano Gallo, attore napoletano già noto per una lunga carriera tra teatro, cinema e televisione. Il film si inserisce nel solco del cinema civile italiano, intrecciando racconto storico e dimensione umana attraverso una narrazione ambientata nella Napoli dei primi anni Ottanta, in particolare nel carcere minorile dell’isola di Nisida.

L’opera nasce da un episodio realmente accaduto, legato alla figura di Eduardo De Filippo, uno dei più grandi drammaturghi italiani del Novecento, che negli ultimi anni della sua vita si impegnò concretamente per il recupero dei giovani detenuti attraverso il teatro. Questo elemento reale diventa il cuore tematico del film: il teatro non solo come forma artistica, ma come strumento educativo, di riscatto e di trasformazione personale.

Il contesto storico è fondamentale: siamo nel 1983, in una Napoli segnata dal fenomeno del bradisismo nei Campi Flegrei, che provoca danni strutturali e costringe alla chiusura del carcere femminile di Pozzuoli. Questo evento reale diventa il punto di partenza narrativo per un incontro forzato tra mondi diversi: giovani detenuti minorenni e donne adulte recluse.

Gallo costruisce così un racconto corale, in cui le dinamiche carcerarie si intrecciano con relazioni umane complesse, tensioni emotive e possibilità di cambiamento. Il titolo stesso, La Salita, assume un valore simbolico: non indica una fuga o una liberazione immediata, ma un percorso faticoso verso una possibile crescita interiore. Il film riflette quindi su temi come la detenzione, l’identità, la marginalità sociale e soprattutto la capacità dell’arte di aprire spiragli anche nei contesti più chiusi.

TRAMA

Napoli, 1983. A causa del bradisismo nei Campi Flegrei, il carcere femminile di Pozzuoli viene dichiarato inagibile e alcune detenute vengono trasferite temporaneamente nel carcere minorile di Nisida. Qui vivono giovani detenuti, tra cui Emanuele, che trascorrono le giornate tra tensioni, amicizie e il peso della reclusione. L’arrivo delle donne altera profondamente gli equilibri interni, generando conflitti ma anche nuove relazioni.
In questo contesto interviene Eduardo De Filippo, da poco nominato senatore a vita, che decide di impegnarsi personalmente nel carcere avviando un laboratorio teatrale. Ristruttura il teatro interno, organizza corsi di scenotecnica e recitazione e coinvolge gli attori della sua compagnia per mettere in scena uno spettacolo. Parallelamente si sviluppano storie individuali: tra queste quella di Emanuele e Beatrice, una detenuta trasferita da Pozzuoli, il cui rapporto diventa intenso e pericoloso. Attorno a loro si muovono educatori, detenuti e personale carcerario, tutti coinvolti in un cambiamento che il teatro contribuisce ad alimentare, senza però cancellare la durezza della realtà.
Il film racconta così un intreccio di vite sospese tra colpa e possibilità di redenzione, mostrando come l’arte possa offrire un’occasione di espressione e dignità anche in un contesto di privazione della libertà.

CAST

Gli attori che formano il cast sono: Roberta Caronia (Beatrice), Alfredo Francesco Cossu (Emanuele), Mariano Rigillo (Eduardo De Filippo), Antonio Milo (Giovanni), Shalana Santana (Maria), Gianfelice Imparato (Direttore del carcere), Maurizio Casagrande, Massimiliano Gallo e Ludovica Ferraro (Paola).

Benvenuti in Campagna, di Giambattista Avellino

16 aprile

Benvenuti in Campagna, diretto da Giambattista Avellino, nasce in un contesto produttivo legato al rinnovamento della commedia italiana, puntando su un equilibrio tra satira sociale, dinamiche relazionali e situazioni paradossali. Giambattista Avellino, già noto per il suo lavoro con il duo comico Ficarra e Picone, torna qui dietro la macchina da presa per raccontare una storia corale, costruita attorno a una famiglia in difficoltà che cerca una via di fuga dal caos cittadino.

La pellicola affronta temi molto attuali, come l’alienazione metropolitana, la crisi della coppia, il rapporto tra genitori e figli e il mito – spesso idealizzato – del ritorno alla natura. L’ambientazione rurale diventa così non solo uno sfondo narrativo, ma un vero e proprio dispositivo drammaturgico che mette a nudo le fragilità dei personaggi. Il tono resta quello della commedia, ma con venature amare e riflessive: il film gioca infatti sul contrasto tra l’idea idilliaca della campagna e la realtà concreta, fatta di difficoltà, imprevisti e adattamento forzato.

Dal punto di vista stilistico, Benvenuti in Campagna utilizza un linguaggio accessibile e dinamico, con situazioni comiche costruite su equivoci, incidenti e scontri culturali tra vita urbana e rurale. Il cast corale contribuisce a dare ritmo e varietà al racconto, offrendo una galleria di personaggi che incarnano diverse sfaccettature della società contemporanea.

TRAMA

Il film racconta la storia di una famiglia ormai sull’orlo di una crisi collettiva, schiacciata dallo stress della vita cittadina e da una quotidianità sempre più soffocante. I genitori decidono così di prendere una decisione drastica: abbandonare la città e trasferirsi temporaneamente in una vecchia fattoria isolata, convinti che un ritorno alla natura possa restituire equilibrio e serenità alla loro esistenza.Quella che inizialmente appare come una scelta liberatoria, fatta di silenzio, ritmi lenti e distacco dalla tecnologia, si trasforma ben presto in un’esperienza tutt’altro che idilliaca. La famiglia si trova infatti ad affrontare una serie di difficoltà pratiche e imprevisti che mettono a dura prova la loro capacità di adattamento. Tra disavventure quotidiane, incontri inattesi e tensioni interne, il sogno bucolico si trasforma progressivamente in una vera e propria lotta per la sopravvivenza, sia fisica che emotiva.
Nel corso della permanenza in campagna, emergono conflitti latenti, insicurezze e desideri inespressi, portando ciascun membro della famiglia a confrontarsi con sé stesso e con gli altri. La fuga dalla città si rivela così non solo un cambiamento di luogo, ma un percorso di trasformazione personale, che mette in discussione le certezze iniziali e costringe i protagonisti a rivedere le proprie priorità.

CAST

Gli attori che compongono il cast sono: Giulia Bevilacqua, Maurizio Lastrico, Andrea Pennacchi, Giorgio Colangeli, Orietta Notari, Orlando Forte e Luca Ravenna.

Alla Festa della Rivoluzione, di Arnaldo Catinari

16 aprile

Alla Festa della Rivoluzione è diretto da Arnaldo Catinari, ambientato in uno dei momenti più ambigui e affascinanti della storia italiana del primo dopoguerra: l’impresa di Fiume guidata da Gabriele D’Annunzio. Il lungometraggio, ispirato all’omonimo saggio di Claudia Salaris, si inserisce nel filone del cinema storico contemporaneo italiano che tenta di rileggere eventi cruciali del Novecento attraverso uno sguardo moderno, capace di intrecciare dimensione politica, tensione narrativa e coinvolgimento emotivo.

L’opera si distingue per l’ambizione di raccontare non solo un episodio storico, ma un vero e proprio esperimento ideologico e culturale. L’occupazione di Fiume tra il 1919 e il 1920 viene infatti rappresentata come un laboratorio rivoluzionario in cui convivono utopia, arte, propaganda e conflitto, un crocevia in cui si incontrano anarchici, nazionalisti, artisti e spie. Il film adotta una struttura narrativa corale, costruita attorno a personaggi di finzione che si muovono accanto a figure storiche reali, contribuendo a restituire la complessità di un periodo segnato dalla crisi postbellica e dall’incertezza politica.

Dal punto di vista stilistico, Catinari punta su una ricostruzione visiva curata e su una messa in scena che enfatizza la dimensione teatrale e simbolica della rivoluzione dannunziana: cerimonie, manifesti, rituali e gesti diventano parte integrante della narrazione, sottolineando il confine labile tra realtà e rappresentazione politica. Il film affronta anche tematiche universali come il conflitto tra ideali e potere, l’identità individuale e il peso delle scelte morali, inserendole in una cornice storica in cui si intravedono già le ombre del futuro regime fascista.

TRAMA

Nel 1919, in un’Europa ancora scossa dalla Prima guerra mondiale, la città di Fiume diventa il centro di un’esperienza politica senza precedenti: l’occupazione guidata da Gabriele D’Annunzio. In questo contesto turbolento arriva Beatrice, una giovane spia al servizio della Russia, incaricata di proteggere il poeta-soldato proprio mentre prende avvio la sua rivoluzione visionaria.
Durante la festa d’insediamento, però, un attentato alla vita di D’Annunzio sconvolge gli equilibri già precari della città. La ricerca dei responsabili coinvolge tre figure centrali: Beatrice, determinata a portare a termine la sua missione; Pietro, capo dei servizi segreti italiani, diviso tra dovere e convinzioni personali; e Giulio, medico disertore vicino agli ambienti anarchici.
Le loro vite si intrecciano sullo sfondo di intrighi politici, tensioni internazionali e passioni personali, mentre Fiume diventa teatro di un esperimento rivoluzionario sospeso tra utopia e caos. In questo scenario, amori impossibili, vendette private e ideali contrastanti contribuiranno a determinare non solo il destino dei protagonisti, ma anche quello della città e dell’Italia, in un momento cruciale tra rivoluzione e deriva autoritaria.

CAST

Gli attori che compongono il cast sono: Valentina Romani (Beatrice), Nicolas Maupas (Giulio), Riccardo Scamarcio (Pietro), Maurizio Lombardi (Gabriele D’Annunzio), Marco Pancrazi (Anarchico), Daniele Paoloni (Alceste De Ambris), Valentina Filippeschi (Beatrice adolescente), Darko Perić e Marzio El Moety.

Lee Cronin – La Mummia, di Lee Cronin

16 aprile

Lee Cronin – La Mummia è l’horror scritto e diretto da Lee Cronin, autore già noto per il successo di La casa – Il risveglio del male. Il progetto rappresenta una nuova reinterpretazione di uno dei miti più iconici del cinema dell’orrore, quello della mummia, ma si discosta in modo netto dalle versioni classiche, scegliendo un approccio più intimista, cupo e contemporaneo. Non si tratta infatti di un’avventura esotica o archeologica nello stile dei film del passato, bensì di un horror psicologico e familiare che fonde il soprannaturale con il trauma e il dolore della perdita.

Prodotto da nomi di primo piano del cinema horror contemporaneo come Jason Blum e James Wan, attraverso le etichette Blumhouse Productions e Atomic Monster, il film si inserisce in quella tendenza moderna che rilegge i mostri classici in chiave più realistica e disturbante. La regia di Cronin punta su un’atmosfera opprimente, su un uso marcato della tensione e su una narrazione che privilegia il lato emotivo dei personaggi, trasformando l’elemento horror in una metafora del lutto e dell’ossessione.

Girato tra Irlanda e Spagna, il film è stato distribuito nelle sale italiane il 16 aprile 2026 da Warner Bros. Pictures, proponendosi come una delle riletture più oscure e radicali del mito della mummia, lontana sia dalle versioni classiche Universal sia dai reboot più spettacolari degli anni recenti.

TRAMA

La giovane figlia di un giornalista scompare misteriosamente nel deserto senza lasciare alcuna traccia. Otto anni dopo, quando ormai la famiglia è segnata da un dolore mai superato, la bambina ricompare improvvisamente. Quello che dovrebbe essere un momento di gioia e di riunione familiare si trasforma però in un incubo: qualcosa in lei è cambiato, qualcosa di oscuro e inquietante che mette in dubbio la sua stessa natura. I genitori si trovano così ad affrontare una presenza sempre più minacciosa, che sembra legata a forze antiche e sepolte, capaci di riportare in vita orrori dimenticati.

CAST

Il cast del film è composto da: Jack Reynor (il padre), Laia Costa (la madre), Natalie Grace (Katie), May Calamawy, Verónica Falcón, May Elghety, Shylo Molina e Billie Roy.

Il Caso 137, di Dominik Moll

16 aprile

Il Caso 137 (Dossier 137) è diretto da Dominik Moll, autore già noto per il rigoroso realismo investigativo di La notte del 12. Con questo lavoro, Moll prosegue il suo percorso nel cinema di indagine morale e istituzionale, spostando lo sguardo dalla polizia investigativa alla cosiddetta “polizia della polizia”, ovvero gli organi interni chiamati a vigilare sugli abusi delle forze dell’ordine. Il film si colloca tra il thriller procedurale e il dramma civile, costruito con uno stile asciutto e privo di spettacolarizzazioni, che privilegia l’osservazione dei fatti, dei meccanismi burocratici e delle tensioni etiche che attraversano le istituzioni. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2025, Il caso 137 affronta un tema estremamente attuale: la gestione dell’ordine pubblico durante le proteste sociali e il difficile equilibrio tra sicurezza e diritti civili.

L’opera trae ispirazione da eventi reali legati alle manifestazioni dei “gilet gialli” in Francia, trasformando un singolo episodio in un’indagine più ampia sul funzionamento del potere, sulla responsabilità individuale e sul rischio di autoreferenzialità delle istituzioni. Al centro del racconto c’è una protagonista femminile forte e complessa, interpretata da Léa Drucker, la cui performance è stata particolarmente lodata dalla critica e premiata con importanti riconoscimenti.

Moll costruisce così un cinema di tensione non basato sull’azione, ma sulla progressiva scoperta della verità, sull’ambiguità morale e sul conflitto tra coscienza personale e appartenenza istituzionale, rendendo Il caso 137 un’opera intensa, politica e profondamente contemporanea.

TRAMA

Il film segue Stéphanie Bertrand, investigatrice dell’Inspection Générale de la Police Nationale (IGPN), l’organismo incaricato di controllare il comportamento delle forze dell’ordine. Durante una manifestazione dei gilet gialli degenerata in violenti scontri, un giovane manifestante rimane gravemente ferito da un proiettile “non letale” sparato dalla polizia. A Stéphanie viene affidato il compito di ricostruire quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità tra gli agenti coinvolti.
Quello che inizialmente appare come un caso di routine si rivela presto molto più complesso: le testimonianze sono contraddittorie, le prove difficili da interpretare e il contesto politico e sociale rende ogni passo dell’indagine delicato. Un dettaglio apparentemente marginale finisce per colpire profondamente la protagonista, trasformando il “caso 137” in una questione personale che mette in crisi le sue certezze e il suo stesso ruolo all’interno del sistema.
L’indagine diventa così un percorso etico oltre che professionale, in cui Stéphanie si confronta con i limiti della giustizia e con un sistema che tende a proteggere sé stesso, sollevando interrogativi cruciali su verità, responsabilità e impunità.

CAST

Il cast del film è composto da: Léa Drucker (Stéphanie Bertrand), Jonathan Turnbull (Benoit Guérini), Mathilde Roehrich (Carole Delarue), Guslagie Malanda (Alicia Mady), Stanislas Merhar (Jérémy), Sandra Colombo (Joëlle Girard), Valentin Campagne (Rémi Cordier), Mathilde Riu (Sonia Girard), Côme Péronnet (Guillaume Girard), Solàn Machado-Graner (Victor), Théo Costa-Marini (Arnaud Lavallée), Théo Navarro-Mussy (Mickaël Fages) e Florence Viala (Madame Jarry).

Eva, di Emanuela Rossi

21 aprile

Eva è scritto e diretto da Emanuela Rossi, autrice già nota per il suo cinema ibrido tra dramma, visione psicologica e suggestioni fantastiche. Presentato in concorso al Torino Film Festival 2025 e distribuito nelle sale italiane nel 2026, il film si inserisce in quella linea contemporanea del cinema europeo che indaga le fratture interiori dei personaggi attraverso narrazioni sospese tra realismo e simbolismo.

L’opera si configura come un racconto complesso e stratificato, dove il ritratto di una donna fuori dagli schemi diventa il centro di una riflessione più ampia sul rapporto tra individuo e società, tra istinto e razionalità, tra fede personale e logica collettiva. La protagonista è una figura ambigua e disturbante, sospesa tra follia e possibile illuminazione, che agisce spinta da una missione che solo lei sembra comprendere. Il film mescola elementi di dramma psicologico, thriller e persino suggestioni fantascientifiche, creando un’atmosfera inquieta e straniante.

Ambientato principalmente nei paesaggi dell’Umbria, tra boschi, campagne e piccoli centri urbani, Eva utilizza lo spazio naturale come specchio dello stato mentale della protagonista: un luogo allo stesso tempo accogliente e ostile, primordiale e alienante. Il racconto si sviluppa attorno a un evento iniziale destabilizzante – l’incendio di un campo di girasoli – che attira l’attenzione delle autorità e introduce lo spettatore in un universo narrativo dominato dall’incertezza e dal mistero.

TRAMA

Eva è una donna enigmatica che vive isolata nei boschi dell’Umbria e conduce un’esistenza ai margini della società. Convinta di essere investita di una missione superiore, compie azioni estreme: tra queste, rapisce dei bambini portandoli con sé in un luogo nascosto nella natura. Il suo comportamento attira l’attenzione delle autorità, soprattutto dopo aver incendiato un campo di girasoli, gesto che lei stessa giustifica come necessario per “salvare” i più piccoli.

Durante il suo vagare, Eva incontra Giacomo, un uomo vedovo che si è trasferito da poco in campagna insieme al figlio Nicola. Osservando la loro vita, la donna resta profondamente colpita da quell’equilibrio fragile ma autentico e, per la prima volta, inizia a desiderare una normalità che non ha mai avuto: diventare la compagna di Giacomo e una madre per il bambino.

Tuttavia, la sua natura e la misteriosa “missione” che la guida continuano a spingerla verso comportamenti sempre più inquietanti. Divisa tra il desiderio di appartenere a una famiglia e l’impulso ossessivo che la porta a sottrarre i bambini al mondo, Eva si trova davanti a una scelta impossibile, mentre il confine tra follia e fede, salvezza e pericolo, diventa sempre più sottile.

CAST

Il cast del film è composto da: Carol Duarte (Eva), Edoardo Pesce (Giacomo), Tommaso Zoppi (Nicola), Antonio Gerardi (Ispettore), Giordano De Plano (Fricchettone) e Roberta Mattei (Fricchettona).

Michael, di Antoine Fuqua

22 aprile

Michael è l’attesissimo biografico musicale diretto da Antoine Fuqua e scritto da John Logan, incentrato sulla vita della leggenda della musica Michael Jackson. La pellicola si propone come uno dei biopic musicali più ambiziosi degli ultimi anni, sia per il respiro produttivo – con un budget elevato e una produzione guidata da Graham King – sia per la scelta narrativa di affrontare non solo la carriera artistica, ma anche la dimensione privata e controversa dell’artista.

Il progetto nasce con l’intento di offrire un ritratto completo e stratificato del cosiddetto “Re del Pop”, evitando una semplice celebrazione agiografica e cercando invece di restituire la complessità di un uomo che ha segnato profondamente la cultura popolare globale. La regia di Fuqua, noto per uno stile energico e realistico, si confronta qui con un materiale biografico delicato e iconico, cercando di bilanciare spettacolo, introspezione e ricostruzione storica.

Elemento centrale del film è l’interpretazione di Jaafar Jackson, nipote reale di Michael Jackson, scelto per incarnare il protagonista in quello che rappresenta anche il suo debutto cinematografico. Questa scelta conferisce al progetto un valore simbolico e una forte componente di autenticità. Il film ripercorre decenni di carriera musicale e vita personale, mostrando l’ascesa fulminea di Jackson, il suo perfezionismo artistico, l’impatto culturale senza precedenti e le difficoltà legate alla fama e alla pressione mediatica.

TRAMA

Il film racconta la vita e l’eredità di Michael Jackson, seguendo il suo percorso sin dall’infanzia come talento precoce e leader dei Jackson 5 fino alla consacrazione come una delle più grandi icone della musica mondiale. La narrazione attraversa le tappe fondamentali della sua carriera, mostrando la trasformazione in un artista visionario e perfezionista, determinato a diventare il più grande performer di sempre. Parallelamente al successo, il film esplora anche la dimensione più intima e complessa della sua esistenza, includendo le pressioni della fama, le sfide personali e il continuo scrutinio mediatico che hanno accompagnato la sua vita pubblica e privata.

CAST

Il cast del film è composto da: Jaafar Jackson (Michael Jackson), Nia Long (Katherine Jackson), Colman Domingo (Joe Jackson), Miles Teller (John Branca), Laura Harrier (Suzanne de Passe) e Juliano Krue Valdi (Michael Jackson da giovane).

The Long Walk, di Francis Lawrence

23 aprile

The Long Walk, diretto da Francis Lawrence, è un film thriller distopico statunitense del 2025 tratto dall’omonimo romanzo del 1979 scritto da Stephen King sotto lo pseudonimo Richard Bachman, e rappresenta una delle trasposizioni più attese e complesse dell’opera dello scrittore americana. L’adattamento cinematografico è stato sviluppato per decenni: dopo diversi tentativi falliti di portare la storia sul grande schermo, con nomi celebri come George A. Romero e Frank Darabont coinvolti in progetti mai conclusi, la produzione è finalmente decollata con Francis Lawrence alla regia e JT Mollner alla sceneggiatura per Lionsgate, Vertigo Entertainment e about:blank.

La storia è ambientata in un’America alternativa e totalitaria, nel corso degli anni ’70 di un ventesimo secolo alternativo in cui il Paese, in seguito a una guerra civile devastante, è governato da un regime militare rigido e televisivamente ossessionato. Ogni anno viene organizzata un’oscura competizione, la “Long Walk”: cinquanta ragazzi adolescenti, uno per ogni stato degli Stati Uniti, vengono selezionati per prendere parte a una marcia interminabile. L’obiettivo è semplice e brutale: camminare senza mai fermarsi e mantenere una velocità minima prestabilita; chi rallenta o si ferma dopo tre avvertimenti viene giustiziato sul posto dalle squadre armate che sorvegliano la marcia, mentre l’evento è trasmesso come spettacolo nazionale. Chi resiste più a lungo vince un grande premio in denaro e il diritto di esprimere un desiderio.

Questa metafora distopica diventa terreno per esplorare temi quali la resistenza umana, il sacrificio, la solidarietà e la critica ai regimi autoritari e allo spettacolo della sofferenza come intrattenimento.

TRAMA

In un’America alternativa governata da un regime totalitario dopo una sanguinosa guerra civile, cinquanta ragazzi adolescenti sono costretti a partecipare a una competizione annuale chiamata Long Walk. Il protagonista, Raymond “Ray” Garraty, arriva al punto di partenza vicino al confine con il Canada con la sua famiglia, consapevole che rinunciare in tempo utile non è più possibile; nonostante gli avvertimenti e le preoccupazioni della madre, Ray si unisce agli altri camminatori. Ogni partecipante deve mantenere una velocità minima di circa tre miglia all’ora (circa 4,8 km/h), e se una camminata troppo lenta o una sosta provoca tre avvertimenti, il soldato più vicino lo uccide sul posto. Lungo la marcia, Ray stringe legami con altri ragazzi, inclusi Peter McVries, Billy Stebbins, Arthur Baker, Collie Parker, Gary Barkovitch, Hank Olson e Richard Harkness, condividendo momenti di cameratismo e disperazione. Alcuni cadono per infortuni, altri per disaccordi o per esaurimento fisico e mentale, mentre la marcia continua attraverso città deserte e strade polverose. Con il passare dei giorni rimangono solo pochi concorrenti, e mentre Ray e Pete si confrontano con la fatica, il dolore e le loro motivazioni personali, la tensione cresce fino a quando non resta un unico vincitore. In un finale carico di sacrificio, colpi di scena e vendetta contro il crudele ufficiale conosciuto come il Major, la storia conclude una riflessione sul valore della vita, dell’amicizia e del prezzo della libertà.

CAST

Il cast del film è composto da: Cooper Hoffman (Raymond “Ray” Garraty), David Jonsson (Peter “Pete” McVries), Garrett Wareing (Stebbins), Tut Nyuot (Arthur “Art” Baker), Charlie Plummer (Gary Barkovitch), Ben Wang (Hank Olson), Jordan Gonzalez (Richard Harkness), Joshua Odjick (Collie Parker), Roman Griffin Davis (Curly), Judy Greer (Mrs. Garraty), Mark Hamill (The Major).

Il Diavolo Veste Prada 2, di David Frankel

29 aprile

A quasi 20 anni dal fenomeno cinematografico del 2006, torna sul grande schermo Il Diavolo Veste Prada 2, sequel diretto da David Frankel con la sceneggiatura di Aline Brosh McKenna. Il film riprende il mondo scintillante, satirico e spietato dell’alta moda e del giornalismo fashion che aveva reso il primo capitolo un classico moderno, capace di combinare ironia, costume sociale e interpretazioni memorabili. La pellicola originale, basata sul romanzo di Lauren Weisberger e ispirata alle esperienze reali nel mondo delle riviste di moda, è stata un successo mondiale e ha consacrato personaggi come Miranda Priestly e Andy Sachs nell’immaginario collettivo. Nel sequel, ritroviamo questi personaggi in una nuova fase della loro vita professionale e personale, immersi nelle sfide contemporanee di un’industria profondamente trasformata dall’avvento dei social media, dal declino della stampa tradizionale e dalla crescente consapevolezza su temi come rappresentazione corporea e sostenibilità. Le riprese, iniziate nel 2025 tra New York e Milano, hanno attirato curiosità internazionale, con momenti di forte partecipazione da parte dei fan e la collaborazione di numerose case di moda. Il cast storico torna con nuovi ingressi di rilievo, promettendo un mix di nostalgia e innovazione che mira a soddisfare sia i fan storici sia il pubblico contemporaneo.

TRAMA

Vent’anni dopo gli eventi del primo film, Andrea “Andy” Sachs ritorna a Runway, la rivista di moda che l’aveva trasformata e messa alla prova. Nel frattempo, Miranda Priestly, l’iconica direttrice inflessibile, affronta il difficile panorama dei media odierni: la stampa tradizionale è in declino, i social media e il fast fashion dominano il mercato e la sopravvivenza della rivista è a rischio. Per mantenere Runway rilevante, Miranda si ritrova costretta a fare i conti con vecchie dinamiche e vecchie conoscenze, inclusa Emily Charlton, un’ex assistente che ora ha raggiunto un ruolo di potere nel mondo del lusso. La tensione tra ambizione, cambiamento e identità personale anima la nuova storia, mentre il gruppo cerca di reinventarsi in un ambiente in continua evoluzione.

CAST

Meryl Streep (Miranda Priestly) riprende il ruolo della temuta e raffinata direttrice di Runway, icona della moda e delle dinamiche di potere nel giornalismo di settore. Anne Hathaway (Andrea “Andy” Sachs) interpreta l’ex assistente ora tornata alla rivista con una posizione più matura e riflessiva nel mondo dell’informazione di moda. Emily Blunt (Emily Charlton) è l’ex collega di Andy, diventata una figura di rilievo nel settore del lusso, la cui influenza può determinare il destino di Runway. Stanley Tucci (Nigel Kipling) torna come lo stilista creativo e mentore con la sua ironia e saggezza, sempre nel cuore della scena fashion. Justin Theroux si unisce al cast in un ruolo chiave della narrazione moderna. Kenneth Branagh interpreta il nuovo marito di Miranda Priestly, aggiungendo una dinamica personale alla storia. Lucy Liu è tra le nuove figure che animano il mondo fashion del film. Ci sono anche Simone Ashley, B.J. Novak, Pauline Chalamet, Helen J. Shen, Caleb Hearon, Conrad Ricamora, Rachel Bloom, Patrick Brammall, Tracie Thoms e Tibor Feldman.

Nel Tepore del Ballo, di Pupi Avati

30 aprile

Nel tepore del ballo è diretto dal maestro Pupi Avati. Il progetto, prodotto da DueA Film con Rai Cinema e Minerva Pictures e distribuito in Italia da 01 Distribution, è stato girato principalmente tra Roma e Jesolo, con diverse scene ambientate anche nelle località costiere di Fregene e Maccarese. Il film è stato presentato in anteprima nazionale il 25 marzo 2026 al Teatro Petruzzelli di Bari in occasione del Bif&St – Bari International Film Festival e uscirà nelle sale italiane il 30 aprile 2026. Con una durata di circa 100 minuti, si inserisce nel filone drammatico con venature psicologiche e riflessive tipico delle opere mature di Avati.

La storia affrontata da Nel tepore del ballo è una riflessione profonda sulla caduta, il ritorno alle origini e la possibilità di rinascita interiore. Il protagonista è Gianni Riccio, un celebre conduttore televisivo la cui esistenza pubblica e privata viene scossa da uno scandalo giudiziario che ne compromette la reputazione e costringe a fare i conti con ferite personali mai affrontate. Nel viaggio narrativo, la trama intreccia tematiche di potere mediatico, memoria, amore perduto e identità, con un ritmo che cerca di equilibrare tensione drammatica e introspezione emotiva. Il titolo stesso evoca una sorta di rifugio emotivo (“il tepore del ballo”) che rappresenta metaforicamente gli spazi della memoria e delle relazioni umane che definiscono e segnano le nostre vite.

TRAMA

Gianni Riccio è un conduttore televisivo di grande successo, amato dal pubblico e abituato a manovrare con strategia la propria carriera. Dietro il suo sorriso affascinante, però, si cela un passato segnato dalla perdita precoce della madre e dall’abbandono paterno, esperienze che lo hanno portato a crescere sotto la custodia di una zia. Quando Gianni si trova all’apice della fama, tutto precipita: durante un viaggio da Roma a Milano viene arrestato con l’accusa di corruzione e frode fiscale, travolto da uno scandalo che lo espone al pubblico ludibrio e mette in discussione la costruzione di una carriera basata su immagini e compromessi. Isolato e costretto a confrontarsi con le conseguenze delle sue azioni, Gianni intraprende un percorso che lo riporta alle origini e alle relazioni più intime della sua vita. In questo viaggio di caduta e possibile rinascita, l’incontro con un amore del passato riapre ferite e speranze, spingendolo a guardarsi dentro e a riscoprire chi è al di là dei riflettori e delle apparenze.

CAST

Nel film recitano attori di grande esperienza e caratura nel panorama italiano. Nel ruolo di Gianni Riccio interpreta Massimo Ghini (Gianni Riccio), figura centrale della narrazione, mentre Isabella Ferrari interpreta Clara, compagna significativa nella storia del protagonista. Raoul Bova è presentato nel ruolo di Mister, figura legata al mondo televisivo o professionale di Riccio, e Giuliana De Sio presta il volto alla Mortа, personaggio che rappresenta una figura enigmatica nel percorso emotivo del protagonista. Sebastiano Somma interpreta Morè, amico di lunga data di Gianni, mentre Lina Sastri è la zia, figura familiare che ha accompagnato Gianni nella sua crescita. Pino Quartullo e Morena Gentile interpretano rispettivamente ruoli di Pino Quartullo e Morena Gentile (o personaggi legati alla rete di relazioni del protagonista), con Jerry Calà e Bruno Vespa che compaiono nel film interpretando loro stessi, contribuendo alla dimensione mediatica e realistica della storia. Altri interpreti nel cast includono Nadia Rinaldi, Patrizio Pelizzi, Gianni Franco, Filippo Velardi, Giovanni Leuratti, e Antonella Salvucci, che arricchiscono il mondo narrativo con ruoli di supporto all’intreccio drammatico complessivo.

That Time I Got Reincarnated as a Slime – Il Film: Le Lacrime del Mare Azzurro, di Yasuhito Kikuchi

30 aprile

That Time I Got Reincarnated as a Slime – Il Film: Le Lacrime del Mare Azzurro è diretto da Yasuhito Kikuchi e basato sulla popolarissima serie di light novel That Time I Got Reincarnated as a Slime di Fuse. Prodotto dallo studio Eight Bit e distribuito da Bandai Namco Filmworks in Giappone e da Crunchyroll a livello internazionale, questo lungometraggio rappresenta il secondo film cinematografico ufficiale della saga e funge da ponte narrativo tra la terza e la quarta stagione dell’anime televisivo.

La pellicola, prevista nelle sale giapponesi il 27 febbraio 2026 e in molti altri paesi nel corso di aprile‑maggio 2026, segue le vicende di Rimuru Tempest e dei suoi alleati dopo gli eventi celebrativi legati alla fondazione della Federazione del Regno dei Demoni di Tempest. A differenza di molti adattamenti cinematografici tratti da anime, Le Lacrime del Mare Azzurro presenta una storia originale scritta da Fuse stessa, ideata per approfondire elementi della saga e per offrire ai fan una nuova avventura nel mondo fantastico popolato da umani, mostri e creature magiche. Il film si distingue per la sua ambientazione parzialmente sottomarina e per l’esplorazione di un regno marinaio un tempo dimenticato, aggiungendo nuove sfaccettature al già ricco universo narrativo.

La colonna sonora è composta da Elements Garden (con Hitoshi Fujima), mentre la regia e la sceneggiatura sono curate dallo stesso Kikuchi insieme a Toshizo Nemoto. Il film mantiene il tono avventuroso, comico e al tempo stesso emozionante tipico della serie, combinando momenti di azione con riflessioni sul valore della cooperazione e della comprensione tra popoli diversi.

TRAMA

A distanza di un mese dalla conclusione dei festeggiamenti per il Tempest Founder’s Festival, Rimuru Tempest e i suoi fedeli compagni accettano l’invito dell’Elmesia El‑Ru Sarion, l’Imperatrice Celeste della potente Dinastia Magica Salion, per trascorrere una vacanza in un lussuoso resort privato su un’isola remota. All’inizio il gruppo sembra pronto a godersi un meritato riposo, ma la pace viene presto interrotta dall’apparizione di Yura, una misteriosa sacerdotessa proveniente dal regno sottomarino di Kaien. Yura chiede l’aiuto di Rimuru per salvare il suo popolo da una minaccia che incombe sull’Azure Sea, un inquietante fenomeno di inquinamento e un antico complotto legato al risveglio forzato di una perduta divinità marina. Per proteggere sia il mondo di superficie sia quello sotterraneo, Rimuru e i suoi alleati dovranno immergersi nelle profondità del mare per svelare questo mistero, affrontare nemici sconosciuti e fermare una possibile invasione.

CAST

Il cast del film è composto da: Miho Okasaki interpreta Rimuru Tempest (la protagonista, un potente Signore Demone e fondatore della nazione di Tempest), Saori Ōnishi interpreta Yura (una sacerdotessa del regno sottomarino di Kaien che chiede aiuto per salvare il suo popolo), Nao Kosaka interpreta Mio (una guardia del corpo e servitrice di Yura), Kaho Fujishima interpreta Yori (anch’essa servitrice e guardia del corpo di Yura), Makoto Furukawa è Benimaru (generale delle forze di Tempest), M.A.O presta la voce a Shion (segretaria e guardia del corpo di Rimuru), Takahiro Sakurai è Diablo (uno dei Demoni Primordiali al servizio di Rimuru) e Hisako Kanemoto interpreta Elmesia (l’Imperatrice Celeste della Dinastia Magica Salion).

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