Il mondo del cinema è popolato da geni visionari… e da piccole eccentricità che spesso sembrano uscite da una sceneggiatura comica. Alcuni registi, tra un capolavoro e l’altro, hanno sviluppato rituali personaliossessioni creative e manie curiose che rendono il dietro le quinte quasi più interessante del film stesso. Preparatevi a scoprire, mutandoni d’epoca, pupazzi messi in fila, smoothie all’orzo e pepe nero e tante altre “stranezze”…ma in fondo, chi siamo noi per giudicare chi ha creato capolavori immortali del cinema?

Stranezze dal set: le manie più bizzarre di 12 grandi registi

1. Stanley Kubrick e le mutande vittoriane

Il maestro Kubrick, noto per il suo perfezionismo maniacale, durante le riprese di Barry Lyndon ha fatto indossare agli attori intimo dell’epoca — anche se non visibile — per garantire che la loro postura fosse “storicamente accurata”. Se vi sembrava che camminassero impettiti, ora sapete perché.

2. Ridley Scott e i casting con il panino

Durante le audizioni di Alien, pare che Ridley Scott osservasse come gli attori mangiavano un sandwich. Voleva capire chi riusciva a mantenere intensità e carisma anche in momenti di normalità. Se mordi con grinta, sei pronto per il grande schermo.

 3. Werner Herzog e la promessa alla capra

Herzog, noto per la sua filosofia surreale, durante un documentario fece una promessa solenne a una capra del set: non avrebbe tagliato scene che riguardavano lei. La capra divenne così protagonista involontaria, e l’intera troupe imparò a non sottovalutare gli animali da fattoria.

4. Tim Burton e l’altare dei pupazzi

Molti di voi già lo sapranno. Ebbene si, Tim Burton ha l’abitudine di sistemare una fila di pupazzi vicino alla sua sedia da regista, come talismani creativi. Da Jack Skeletron a Edward Mani di Forbice, sono lì ad “osservare” il progresso delle riprese. Se i pupazzi sono felici, il film funziona — semplice logica burtoniana. E noi lo amiamo anche per questo.

5. Christopher Nolan: no telefonini, no sedie

Sul set di Dunkirk, Nolan ha bandito sedie e telefonini. “Se stai comodo, non stai lavorando,” avrebbe detto. E se qualcuno avesse osato sedersi? Beh… non è mai stato ritrovato (forse è finito in loop temporale con DiCaprio).

6. Sofia Coppola e le calze coordinate

Coppola è nota per essere visivamente meticolosa. Per Marie Antoinette, ha fatto sì che tutto il cast avesse calze coordinate con le torte servite nelle scene. Per lei, anche il piede dev’essere parte della narrazione pastello.

7. Quentin Tarantino e il rituale delle penne e dei flipper

Tarantino scrive tutti i suoi copioni a mano, usando tre penne rosse e tre nere Flair, poi li trascrive con un vecchio word processor, digitando con un solo dito. Il regista sceglie, poi, le location anche in base alla presenza di flipper funzionanti, per giocare a fine giornata.

8. David Lynch e lo smoothie all’orzo e pepe nero

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9. Wes Anderson e la simmetria perfetta… anche nei panini

Wes Anderson ha fatto tagliare i panini per la troupe esattamente in diagonale, affinché lo spirito simmetrico permeasse tutto il set, pure i pranzi. Uno sbaglio di taglio ha causato una discussione di mezz’ora tra assistenti. Wes è Wes, lo sappiamo.

10. Lars von Trier – Il maestro delle manie

Durante le riprese di Dancer in the Dark, Lars von Trier ha usato oltre 100 videocamere digitali per filmare le scene musicali simultaneamente. Inoltre, ha fondato il movimento Dogme 95, che impone regole assurde tipo niente effetti speciali e niente crediti al regista.

11. Alfred Hitchcock – Il registi e i suoi “cavalli da tiro”

La leggenda del cinema trattava gli attori come “cavalli da tiro”, dicendo che dovevano solo fare ciò che il regista diceva. Il maestro pianificava ogni scena con storyboard dettagliatissimi, al punto da non voler girare nulla senza di essi.

12. Akira Kurosawa – Il perfezionista imperiale

Kurosawa era soprannominato “Tenno” (come l’Imperatore) per il suo controllo assoluto sul set. In Throne of Blood, ha usato vere frecce sparate da arcieri professionisti contro l’attore Toshirō Mifune. Inoltre, ha fatto costruire interi villaggi per una sola scena, e poi li ha bruciati per ottenere l’effetto desiderato.

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