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“Il Regno del Pianeta delle Scimmie” farà la velocità di tutti i fan della saga. Diretto da Wes Ball, il film è il sequel di “The War – Il pianeta delle scimmie”(2017), ed è il quarto capitolo della serie reboot de “Il pianeta delle scimmie”, tratta dall’omonimo romanzo di fantascienza del 1963 di Pierre Boulle. Il trailer è semplicemente fantastico e speriamo che faccia scintille al botteghino perché lo merita davvero. Non ci credete? Allora leggete la nostra recensione e poi fateci sapere!

https://www.youtube.com/watch?v=qmMD8vEa4E4
LA TRAMA

300 anni dopo Caesar

Molti anni dopo gli eventi di “The War – Il pianeta delle scimmie”, molti clan di scimmie sono emersi nell’oasi in cui Cesare condusse i suoi compagni scimmie, mentre gli umani sono regrediti ad uno stato selvaggio. Proximus, un leader scimmia, impedisce gli insegnamenti di Cesare per schiavizzare altri clan alla ricerca delle ultime tracce di una tecnologia umana segreta, mentre un’altra scimmia, Noa (Owen Teague), intraprende un viaggio per trovare la libertà insieme a una ragazza umana.

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INFO & CAST
Anno 2024
Durata 145 min
Regia Wes Ball

 

Cast
Owen Teague: Noa
Freya Allan: Nova
Kevin Durand: Proximus Caesar
William H. Macy: Trevathan
Travis Jeffery: Anaya

LA RECENSIONE

La lotta tra Noa e Proximus e gli umani ridotti allo stato brado

Il regista Wes Ball e lo sceneggiatore Josh Friedman catturano fin da subito la nostra attenzione perché, attuando un salto temporale di quasi 300 anni, ci portano in questo pianeta Terra che è totalmente cambiato. Adesso è selvaggio, le scimmie sono divise in due fazioni e gli umani sono ridotti allo stato brado. Protagonista è la scimmia Noa (Owen Teague) che deve difendere il suo popolo dal leader cattivo della fazione opposta, Proximus Caesar (Kevin Durand), il quale sembra aver totalmente travisato gli ideali e gli insegnamenti del vecchio Caesar volgendoli a suo favore, con l’intenzione di fondare un vero e proprio Regno delle Scimmie. Motivo principale dello scontro resta il fatto che Noa abbia dato rifugio all’umana in fuga Nova (Freya Allan), che nasconde un segreto cruciale per lo svolgimento della storia (e per futuri sequel).

Tematiche ancestrali ma sempre valide

Le premesse per una buona riuscita c’erano, quindi, tutte e infatti anche se il film dura quasi 2 ore e mezzo, ci sono spunti narrativi molto interessanti che danno nuovo vigore e nuova linfa al franchise. I collegamenti col passato non si perdono (anzi, nella scena iniziale ce ne sono parecchi ma non facciamo spoiler) e proprio questo ponte tra passato e presente è affascinante, quasi mistico, ci cattura in maniera totale. Le scimmie hanno imparato ad addestrare le aquile, cavalcano, anche se non vivono in società ben strutturate e mature e non usano armi da fuoco. La lotta di classe, di clan e la perdita della supremazia sono concetti ancestrali che valgono (purtroppo) sempre e in questo film sono la cornice primaria ad uno scontro fatto di battaglie, rapimento, conquiste, tirannia e voglia di libertà. Non c’è solo la lotta tra le scimmie, ma anche la voglia degli umani di liberarsi dalla prigionia e dallo stato involutivo in cui si ritrovano.

IN CONCLUSIONE

Il cambio di regia da Matt Reeves a Wes Ball (famoso per aver diretto la saga di “Maze Runner”) è stato positivo, così come l’apporto fondamentale della sceneggiatura di Friedman fatta di dialoghi netti e taglienti, senza tempi morti. Spettacolari gli effetti speciali di Erik Winquist che rendono la CGI delle scimmie assolutamente fluida e molto migliorata rispetto a quella dei film precedenti. La fotografia di Gyula Pados merita un bel 10, così come le musiche e le scenografie rispettivamente di John Paesano e Daniel T. Dorrance. Se vi state chiedendo se “Il Regno del Pianeta delle Scimmie” sia davvero il film migliore del franchise fate bene. Noi vi possiamo dire che, anche se forse non è proprio al primo posto, rientra comunque nella nostra Top 3 personale della saga. Che ne dite?

Il voto di Cinefily

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