Skip to main content

È sicuramente uno dei film più attesi dell’anno. “Everything Everywhere All at Once”, di Dan Kwan e Daniel Schenert – noti semplicemente come “I Daniels” - ci porta in una travolgente storia che si svolge in multiversi paralleli ed è prodotto – guarda un po’ – dai fratelli Russo, i geni di “Avengers: Endgame”. Il film ha già portato a casa due Golden Globes – andati a Michelle Yeoh come Miglior attrice protagonista in un film commedia o musicale e a Ke Huy Quan come Miglior attore non protagonista – ma se ne parlerà anche agli Oscar 2023 dove ha collezionato ben 11 candidature. Critica e pubblico sono stati già conquistati, infatti la pellicola ha già incassato 105 milioni di dollari ma la cifra è destinata a crescere. Curiosi? Allora leggete la nostra recensione prima di correre a comprare i biglietti.

https://www.youtube.com/watch?v=4c54mh9Yu-Q
LA TRAMA

Una coloratissima avventura nel multiverso

Evelyn Wang (Michelle Yeoh) gestisce una piccola lavanderia a gettoni, ha una figlia adolescente che non capisce più, un padre rintronato e un matrimonio alla frutta. Un controllo fiscale di routine diventa inaspettatamente la porta attraverso cui Evelyn viene trascinata in una avvincente e coloratissima avventura nel multiverso più innovativo e divertente mai visto al cinema. Chiamata a salvare il destino degli universi, dovrà attingere a tutto il suo coraggio per sconfiggere un nemico all’apparenza inarrestabile e riportare l’armonia nella sua famiglia.

I migliori film del 2022
GUARDA IN STREAMING
INFO & CAST
Anno 2022
Durata 140 min
Regia Daniel Kwan, Daniel Scheinert

 

Cast
Michelle Yeoh: Evelyn Quan Wang
Stephanie Hsu: Joy Wang
Jonathan Ke Quan: Waymond Wang
Jenny Slate: Debbie
Harry Shum Jr.: Chad

LA RECENSIONE

Un folle e confusionario multiverso che è tremendamente magnetico

I “Daniels” hanno creato qualcosa di così strampalato, folle, bizzarro, confusionario da risultare tremendamente unico e magnetico. Michelle Yeoh/Evelyn potrebbe rappresentare qualsiasi persona, sotto stress e pieni di sogni e ambizioni represse, in crisi col marito Waymond, intepretato da Ke Huy Quan, cioè il Data de “I Goonies” e/o Shory della saga di “Indiana Jones” e in eterno contrasto con il padre Gong Gong (James Hong) e soprattutto con la figlia Joy (Stephanie Hsu). Ma non solo. La sua attività va male e un’antipatica impiegata dell’ufficio delle entrate, Deidre Beaubeidre – interpretata da una grandiosa Jamie Lee Curtis – le sta alle calcagna per chiederle sempre soldi arretrati. Ed è proprio nel suo ufficio che Evelyn viene catapultata in una rete di universi paralleli, dove scopre di essere esistita e di esistere migliaia di volte. In questi multiversi strampalati (chiamati Alphaverse), magici e totalmente pazzi, la protagonista si muove come Alice nel paese delle meraviglie, scoprendo di essere stata una chef, un’attrice famosa, una maestra di kung fu, incontrando suo marito Waymond, anch’egli “rapito” dal multiverso e quindi con altrettante vite parallele, ma anche Deirdre, sua figlia Joey e un acerrimo nemico da distruggere, Jobu Tupaki. Il suo compito è quindi quello di riportare la serenità nel suo mondo ma anche in quello parallelo.

Recensione di Everything Everywhere All at Once

Le citazioni celebri e il mix di generi

Nelle tre parti in cui è diviso il film – Everything Everywhere e All at Once, appunto – i visionari registi danno sfogo a tutta la loro creatività, inserendo decine di citazioni, da “Matrix” a “Ratatouille”, fino a “Doctor Who”, “2001: Odissea nello spazio”, ai film di Jackie Chan, ai Wu Xiapian e anche un bellissimo omaggio al meraviglioso “In the Mood for Love”(2000), di Wong Kar-wai. Naturalmente non si può inquadrare in un solo genere perché c’è veramente di tutto: azione, commedia, dramma, fantascienza in un turbine che, ad un certo punto, sembra non avere un senso logico ma invece ce l’ha eccome. D’altronde, oltre all’impatto visivo d’indubbio e surreale fascino, i Daniels sono stati ben attenti ad inserire anche tematiche importanti come quello dell’immigrazione, la gestione del rapporto genitori/figli e marito/moglie, le difficoltà economiche e la voglia di evasione che riguardano veramente tutti noi, tutti i giorni.

IN CONCLUSIONE

11 nomination agli Oscar 2023, ma sono tutte meritate?

“Everything Everywhere All at Once” non è, quindi, un mero esercizio stilistico girato per farci semplicemente impazzire per interpretarlo, ma la sua imprevedibilità, i suoi eccessi, il suo procedere in modo vorticoso e caotico, alla fine mantiene un’incredibile coerenza e, negli ultimi minuti, tutti i tasselli tornano al proprio posto, nel bene e nel male. Ora, tutti noi ci chiediamo: ma le 11 nomination agli Oscar (Miglior film, regista, sceneggiatura originale, attore non protagonista a Ke Huy Quan, attrice a Michelle Yeoh, attrice non protagonista a Jamie Lee Curtis e a Stephanie Hsu, montaggio a Paul Rogers, Migliori costumi, Migliore colonna sonora e canzone) sono davvero meritate? Ci limitiamo a dire “non tutte” o forse ne avremmo date 4/5 in meno, ma è innegabile che i Daniels abbiano fatto impazzire l’Academy proprio per l’originalità, la freschezza e l’unicità della loro pellicola, qualcosa che non si vedeva da anni sul grande schermo e a cui vanno i nostri applausi.

Il voto di Cinefily

Ti è piaciuto l'articolo? Lascia un commento!