La fine è una parte fondamentale del viaggio. Così Avengers: Endgame, sin dal titolo, fa capire subito che niente sarà più come prima.

Il cinema regala tanto, ci fa ridere, ci fa commuovere, ci fa arrabbiare. Quando un film crea tutte queste emozioni significa una sola cosa: la sua riuscita, creare emozione nello spettatore, renderlo partecipe della trama. Avengers: Endgame lo fa e riesce a farlo così bene che riuscirà comunque a far parlare di sé per mesi, se non per anni. Il trailer di dicembre è stato il più visto di sempre, e l’attesa nei giorni che hanno preceduto l’uscita era alle stelle. Lo attendavamo 3000!

Dove eravamo rimasti? Subito dopo lo “snap” di Thanos, nel precedente Avengers: Infinity War, la popolazione dell’intero universo è stata totalmente dimezzata, tra i caduti anche Nick Fury. Quest’ultimo prima di dissolversi è riuscito ad inviare un messaggio nello spazio alla straordinaria Captain Marvel, che rientra sulla Terra. La nuova arrivata nel MCU porta con sé un Tony Stark ed una Nebula visibilmente scossi dopo lo scontro su Titano. I Vendicatori sopravvissuti, risvegliati dal cupore della sconfitta e dal lutto, saranno scossi dalla nuova potentissima alleata e decidono di andare a riprendere le gemme dell’infinito per annullare la tragedia. Tuttavia il gesto di Thanos non si può risolvere con la semplice superforza, con i colpi di energia o di asciate… Mi fermerò qui, sarebbe crudele svelare ancora di più circa la trama: una crudeltà nel web paragonabile allo snap di Thanos. 🙂

Ma vorrei raccontarvi qualcosa di più!

Avengers: Endgame è la chiusura della Saga dell’infinito, è un omaggio a 11 anni e 22 film di Marvel Cinematic Universe.

Info
Anno 2019
Durata 182 min
Regia Anthony e Joe Russo

Cast
Robert Downey Jr.: Tony Stark / Iron Man
Chris Evans: Steve Rogers / Capitan America
Mark Ruffalo: Bruce Banner / Hulk
Chris Hemsworth: Thor
Scarlett Johansson: Natasha Romanoff / Vedova Nera
Jeremy Renner: Clint Barton / Ronin
 

È l’occasione di rivisitare storie precedenti e allo stesso tempo omaggiarle, in un tripudio di colpi di scena per il pubblico. Per alcuni personaggi si guarda al passato in modo definitivo, contemporaneamente si promette un futuro rinnovato, destinato a trovare nuove avventure e ovviamente popolato da eroi che solo recentemente sono entrati nel MCU. A loro spetterà l’eredità Marvel, ma qui la storia è tutta dei mitici protagonisti del primo Avengers. Cambiati, cresciuti, diventati parte delle nostre vite: Vedova Nera, Iron Man, Thor, Hulk, Capitan America e Occhio di Falco.

Sono proprio loro, i fondatori originali del team a cercare di risolvere una situazione che sembra senza speranza, affrontare le conseguenze del proprio fallimento. Non esser stati coinvolti in questa caduta rende il lutto insopportabile anche a chi è riuscito a rifarsi una vita, tanto da decidere di rischiarla di nuovo per cercare di correggere l’errore, oppure cadere nell’oblio e nello sconforto.

Contro i vendicatori Thanos è ancora una volta un avversario fenomenale, lo scontro finale del film rappresenta uno spettacolo impressionante per gli occhi e per il cuore. È un livello ancora superiore a quanto visto in Avengers: Infinity War. I due film tuttavia sono molto diversi: qui alla frenetica azione si preferisce il lato emotivo, quello più profondo che è insito in ogni supereroe, tanto che gli scontri sono limitati ad un’unica grande battaglia.

Se Infinity War è un’opera d’arte per ritmo e gestione dei mille personaggi, quasi da non lasciare il tempo allo spettatore di metabolizzare gli eventi, Avengers: Endgame è più riflessivo. Sono troppo lente e dilungate le scene di “preparazione” che occupano la prima ora di film. Tuttavia la riunione di tutta la famiglia unita, o meglio ASSEMBLATA, pronta per la battaglia finale è di un’epicità tale che fa accettare tutto. I Russo rendono omaggio gli oltre 10 anni di Marvel Studios (2008 l’anno del primo Iron Man) celebrando veterani e ultimi arrivi, ritratti su un palcoscenico tra ironia e commozione. Il tutto risulta essere “perfettamente bilanciato”.

Le trasformazioni di alcuni supereroi lasceranno qualcuno di stucco, ma sono funzionali per dar quel qualcosa di nuovo a personaggi che in questi anni abbiamo incontrato ormai molte volte, oltre che avvicinarli alle caratterizzazioni tipiche del mondo dei fumetti.

Il film termina, dissolve in nero e le prime luci della sala si accendono, così iniziano i titoli di coda. Il pubblico resta come per ogni film Marvel seduto, in attesa della sicura scena post credits. Ma alla fine non c’è nessuna scena aggiuntiva, nessun nuovo supereroe, nessuna sorpresa, niente. Siamo giunti semplicemente alla fine, la conclusione di un’epopea durata undici anni che ha trovato la sua chiusura (così come ricorda l’inizio di questo post) tra risate, pianti e il sogno di essere tutti un po’ supereroi.

Gli Avengers non sono solo un blockbuster commerciale genera-soldi, ma danno sempre delle lezioni. Ci ricordano che un finale giusto e positivo avviene per mezzo di un sacrificio, e che soprattutto, per diventare eroi non serve indossare un costume, una maschera o avere un martello. Serve credere in un sogno e non abbandonarlo mai, portandolo avanti con fantasia e immaginazione. Che tu sia adulto o bambino!

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