Alla vigilia degli Oscar, all’attore è stata negata la possibilità di entrare negli Stati Uniti a causa della sua cittadinanza palestinese. Il film è candidato nella categoria Miglior film internazionale.
La Notte degli Oscar rappresenta tradizionalmente il momento più atteso e celebrato dell’industria cinematografica mondiale: una vetrina globale in cui il cinema diventa non solo spettacolo, ma anche spazio di confronto culturale e politico. L’edizione 2026, tuttavia, è stata segnata da una vicenda che ha riportato al centro del dibattito internazionale il rapporto tra arte, libertà di movimento e tensioni geopolitiche.
Il protagonista è l’attore palestinese Motaz Malhees, tra gli interpreti principali del film La voce di Hind Rajab, candidato agli Oscar nella categoria Miglior film internazionale. Nonostante il prestigio della nomination, Malhees ha annunciato che non potrà prendere parte alla cerimonia prevista a Los Angeles. Il motivo non riguarda impegni professionali o questioni organizzative, ma un impedimento molto più delicato: l’impossibilità di entrare negli Stati Uniti a causa della sua cittadinanza palestinese.
La notizia ha rapidamente fatto il giro del mondo, sollevando interrogativi sull’impatto delle politiche migratorie e delle restrizioni sui visti anche nel mondo della cultura e dello spettacolo. Il caso ha inoltre attirato l’attenzione mediatica sul film stesso, un’opera già al centro di forti emozioni e dibattiti per la storia reale che racconta.
La storia tragica raccontata in La voce di Hind Rajab
La voce di Hind Rajab è il film franco-tunisino diretto dalla regista tunisina Kaouther Ben Hania, uscito nel 2025. La pellicola ricostruisce una vicenda realmente accaduta durante il conflitto nella Striscia di Gaza: la morte della bambina palestinese Hind Rajab, rimasta intrappolata in un’auto colpita dal fuoco militare mentre tentava di fuggire con la famiglia.
Il film integra anche le registrazioni autentiche delle telefonate di emergenza della bambina alla Mezzaluna Rossa palestinese, elemento che ha contribuito a renderlo particolarmente potente dal punto di vista emotivo. La storia segue gli operatori del centralino che cercano disperatamente di soccorrere la piccola, trasformando la vicenda in un dramma umano universale.
Presentato in anteprima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film ha ricevuto una lunga ovazione e ha conquistato il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria, oltre a numerosi riconoscimenti collaterali. Successivamente è stato scelto dalla Tunisia come candidato ufficiale agli Oscar 2026 per il Miglior film internazionale.
Nel cast, oltre a Malhees, figurano anche Saja Kilani, Amer Hlehel e Clara Khoury.
Chi è Motaz Malhees e perchè è stato bloccato?
Nato nel 1992 a Jenin, in Palestina, Motaz Malhees è un attore formatosi presso il Freedom Theatre, una scuola teatrale fondata nel campo profughi di Jenin con l’obiettivo di promuovere l’arte come forma di resistenza culturale.
Dopo aver iniziato la carriera sulle scene teatrali, Malhees ha raggiunto una maggiore visibilità internazionale grazie al film 200 Meters (2020), presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Negli anni successivi si è trasferito a Londra, continuando a lavorare tra teatro e cinema.
Nel film La voce di Hind Rajab interpreta uno dei ruoli centrali della narrazione, contribuendo a dare volto e voce alla storia che ha scosso l’opinione pubblica internazionale.
Alla vigilia della cerimonia degli Oscar 2026, Malhees ha annunciato sui social che non potrà essere presente all’evento. In un messaggio pubblicato su Instagram, l’attore ha spiegato che gli è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti perché possiede un passaporto palestinese.
Il blocco deriva da restrizioni sui visti che limitano l’ingresso nel Paese a determinate categorie di cittadini, tra cui quelli che viaggiano con documenti rilasciati dall’Autorità Palestinese. Secondo le informazioni riportate dai media internazionali, tali restrizioni sono state introdotte attraverso un provvedimento politico motivato da ragioni di sicurezza nazionale.
L’attore ha commentato la situazione con parole che sono diventate rapidamente virali: “Puoi bloccare un passaporto, ma non una voce”.
Malhees ha inoltre sottolineato come la sua assenza non impedirà alla storia raccontata dal film di raggiungere il pubblico internazionale.



