Alla sua terza prova alla regia, Cooper sceglie un tono più intimo e personale, girando un comedy-drama che esplora la crisi esistenziale di una coppia in fase di separazione, ma che è anche un omaggio alla città di New York e al mondo della stand-up comedy.

L’amatissimo Bradley Cooper è tornato in cabina di regia per il suo terzo lungometraggio, intitolato Is This Thing On?, presentato in anteprima mondiale come film di chiusura della 63ª edizione del New York Film Festival. Dopo il successo mondiale di A Star Is Born, con Lady Gaga e l’ambizioso e bellissimo Maestro (recuperatelo!), Cooper stavolta sceglie un tono più intimo e personale, firmando un comedy-drama che esplora la crisi esistenziale di una coppia in fase di separazione. Il film è anche un omaggio alla città di New York, dove l’attore e regista vive, e al mondo della stand-up comedy, che diventa metafora di rinascita e catarsi.

Una storia di separazione e riscoperta

La trama ruota attorno ad Alex Novak (interpretato da Will Arnett), un uomo di mezza età che, dopo vent’anni di matrimonio e due figli, affronta la fine della sua relazione con Tess (Laura Dern). Mentre Tess riflette sui sacrifici fatti per la famiglia, Alex cerca un nuovo scopo nella vita, trovandolo nei locali del West Village dove inizia una carriera da comico. Il palcoscenico diventa per lui uno spazio terapeutico, un luogo dove elaborare il dolore e riscoprire sé stesso. Infatti, il titolo del film, “Is This Thing On?”, richiama proprio la classica prova microfono dei comici, ma anche il bisogno di riconnettersi con la propria voce interiore.

Un cast affiatato e personale

Cooper ha scelto un cast di amici e collaboratori di lunga data, creando un’atmosfera di fiducia sul set. Chi ha potuto vedere già il film definisce la performance di Laura Dern, già vincitrice di un Oscar, intensa e misurata, mentre Will Arnett sorprende con una prova malinconica e sincera, lontana dai suoi ruoli più comici. Tra gli altri interpreti figurano Andra Day, Christine Ebersole, Ciarán Hinds, Amy Sedaris, Sean Hayes e lo stesso Cooper, che appare in un ruolo secondario, ovvero quello di Arnie, il migliore amico di Alex. La sceneggiatura è stata scritta da Cooper assieme ad Arnett e Mark Chappell, ispirandosi alla vita del comico britannico John Bishop.

New York come protagonista invisibile

Come accade in molti film, la città di New York non fa solo da sfondo, ma è una vera e propria protagonista del film. Cooper ha dichiarato di aver scelto location familiari, come la scuola di sua figlia nel West Village e l’iconico Olive Tree Café su MacDougal Street, per conferire autenticità alle scene. L’energia della città permea ogni fotogramma, contribuendo a rendere Is This Thing On? una lettera d’amore visiva e narrativa. Il regista ha detto anche di aver voluto condividere la sua esperienza personale della città, rendendola parte integrante del viaggio emotivo dei personaggi.

Un equilibrio tra umorismo e sentimento

Is This Thing On? è stato accolto con entusiasmo dalla critica e dal pubblico del Festival. Dennis Lim, direttore artistico del NYFF, ha definito il film “un affettuoso omaggio alla scena comica di New York City, uno studio sensibile dell’insoddisfazione della mezza età e una commedia moderna sul secondo matrimonio”. Cooper dimostra ancora una volta la sua versatilità dietro la macchina da presa, alternando momenti di leggerezza a riflessioni profonde, con una regia che cambia stile rispetto ai suoi lavori precedenti, ma mantiene intatta la sua capacità di raccontare l’intimità umana. 

Distribuito da Searchlight Pictures, il film arriverà nei cinema il 19 dicembre 2025. Dopo l’anteprima al Lincoln Center, si prepara a conquistare il pubblico internazionale con la sua miscela di ironia, malinconia e autenticità. Per Cooper, è un nuovo capitolo in una carriera sempre più eclettica, che lo conferma come uno dei talenti più interessanti del panorama cinematografico contemporaneo.

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