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C’era molta curiosità e attesa attorno a “Cocainorso” (“Cocainebear”), la commedia thriller-horror diretta da Elizabeth Banks e basato su una storia vera avvenuta in una foresta della Georgia, nel 1985. Qui, un gigantesco orso nero americano di circa 230 chili scatenò la sua furia omicida dopo aver involontariamente ingoiato il carico di cocaina di un trafficante di droga precipitato con il suo aereo. Dopo il rilascio del trailer, l’hype è cresciuto ancora di più, quindi non potevamo esimerci dalla visione! Nel cast ci sono Keri Russell, Margo Martindale e Ray Liotta mentre la sceneggiatura è di Jimmy Warden. Prima di andare nelle sale, ecco a voi la nostra recensione senza spoiler!

https://www.youtube.com/watch?v=ZNyggen2MoQ
LA TRAMA

Ispirato ad una storia vera

Il film trae spunto dalla storia vera del 1985 dell’incidente aereo in cui un corriere della droga perde un carico di cocaina e un orso bruno la mangia, questa dark comedy feroce vede come protagonisti un gruppo stravagante di poliziotti, criminali, turisti e adolescenti che si ritrovano in una foresta della Georgia, dove un predatore enorme di 230 chili ha appena ingerito una quantità impressionante di cocaina e si aggira infuriato in cerca di altra droga e di sangue.

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INFO & CAST
Anno 2023
Durata 95 min
Regia Elizabeth Banks

 

Cast
Keri Russell: Sari
Alden Ehrenreich: Eddie
O’Shea Jackson Jr.: Daveed
Ray Liotta: Syd
Isiah Whitlock Jr.: Bob

LA RECENSIONE

L’ispirazione alla storia vera non salva il film di Elizabeth Banks che deraglia verso un genere indefinito

Al di là del curioso e casuale fatto che “Cocainorso” esca in un periodo dove i media italiani non fanno altro che parlare delle tristi vicende dell’orsa JJ4 in Trentino, è giusto dire subito che i fatti raccontati nella pellicola sono di pura finzione. La storia a cui è ispirata è vera ma il povero orso che sniffò tutta la cocaina morì senza fare del male a nessuno. Nel film di Elizabeth Banks, alla sua terza prova in cabina di regia, diventa invece il punto di partenza e la sceneggiatura di Jimmy Warden fa il resto. Forse il problema principale di tutta l’operazione sta proprio in questo. Lo spunto ha catturato la nostra attenzione immediatamente (forza del marketing!), ma i più curiosi si saranno chiesti dove si sarebbe andati a parare. In effetti, dopo una prima parte alquanto interessante e ben costruita, regista e sceneggiatore si perdono nei meandri dei generi, costruendo un pot-pourri che vira verso qualcosa di indefinito. Vogliamo ben sperare che lo spirito iniziale sia stato proprio quello di proporre una pellicola senza pretese, ricalcando le thriller-comedy degli anni ’80, altrimenti sarebbe alquanto preoccupante.

Recensione di Cocainorso

Il pericoloso “Effetto Sharknado”

Keri Russell, Margo Martindale, il grande e compianto Ray Liotta, Alden Ehrenreich e gli altri bravissimi attori che formano il cast sono incasellati in personaggi pieni di cliché (la mamma single e in preda alle ansie, la teenager ribelle, i poliziotti allo sbando ecc…ec…) che si muovono a fatica in un contesto ibrido fatto di tragedia, horror e commedia. Ci sono, per carità scene truculente, e la suspense creata dalle apparizioni improvvise dell’orso (reso completamente in CGI) inizialmente è impattante, ma dopo 2/3 incursioni e qualche fotogramma splatter, si finisce per sfiorare il grottesco, con il pericoloso “Effetto Sharknado” (lo ricordate vero?) dietro l’angolo.

Un’altra lettura: il conflitto uomo-natura

Naturalmente, se la mettiamo sul piano più “filosofico” e profondo, potremmo sicuramente vederci l’importante e sempre valida tematica del rapporto perennemente conflittuale tra uomo e natura, col primo sempre pronto a mettere in difficoltà e a dura prova la seconda, fino a farla ribellare. Si potrebbe aprire un capitolo infinito in merito ma comunque I 95 minuti di “Cocainorso” non bastano a farla risaltare e si finisce solo per aspettare gli attacchi dell’orsa (si, è una femmina) e a fare persino il tifo per lei, soprattutto quando compaiono i suoi cuccioli innocenti.

Il voto di Cinefily

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