Laura Morante, una delle regine incontrastate del nostro cinema, il 21 agosto compie 70 anni. Più di 75 film in curriculum, tanti premi in bacheca e l’ammirazione della critica specializzata, ne hanno fatto una star incontrastata, un’antidiva che ha conquistato anche l’estero e che ha lavorato con tantissimi grandi registi in tutto il mondo.
Nata a Santa Fiora nel 1956, nipote della celebre scrittrice Elsa Morante, ha segnato la storia del cinema con una presenza scenica felina, una sofisticata eleganza e un’intensità drammatica dalle rare sfumature nevrotiche. Dagli esordi teatrali con Carmelo Bene al debutto sul grande schermo nel 1980, la sua carriera ha attraversato oltre quarant’anni di cinema d’autore. Dagli incontri con la commedia amara e la drammaturgia intimista italiana fino alle collaborazioni internazionali in Francia e a Hollywood, la Morante ha saputo rinnovarsi costantemente, compiendo con successo anche il passaggio dietro la macchina da presa. Ecco un viaggio attraverso i 10 film essenziali che descrivono al meglio il suo talento assoluto.
I 70 anni di Laura Morante nei suoi 10 film essenziali
1. La tragedia di un uomo ridicolo (1981), di Bernardo Bertolucci
All’inizio della sua carriera, dopo il debutto con Giuseppe Bertolucci, Laura Morante viene diretta dal fratello Bernardo accanto a Ugo Tognazzi. Interpreta Laura, un personaggio chiave nell’enigma del rapimento del figlio di un industriale. La sua interpretazione carica di mistero e freschezza giovanile rivela subito al grande pubblico un talento e un’intensità fuori dal comune, proiettandola direttamente nel cinema d’autore di respiro internazionale.
2. Bianca (1984), di Nanni Moretti
È il film che la consacra nell’immaginario collettivo. La Morante interpreta Bianca, un’insegnante di francese bella, sfuggente e luminosa che fa perdere la testa al nevrotico professor Michele Apicella, interpretato dallo stesso Moretti. Tra ossessioni mentali e battute entrate nella storia della cinematografia italiana, la Morante offre un’interpretazione iconica, magnetica e di straordinaria freschezza. La sua prova le è valsa la candidatura al Nastro d’Argento come Miglior attrice protagonista.
3. Turné (1990), di Gabriele Salvatores
Nel pieno del periodo di grazia del cinema di Salvatores, Laura Morante è Vittoria, la donna amata da due attori amici-rivali in tournée teatrale attraverso l’Italia. Con la sua recitazione sfumata, malinconica ma anche vitale, la Morante incarna perfettamente il perno emotivo della pellicola. Il film ha vinto il Premio Un Certain Regard al Festival di Cannes e diversi David di Donatello e Nastri d’Argento per il cast e la regia.
4. Ferie d’agosto (1996), di Paolo Virzì
Nel cult che racconta l’insanabile frattura ideologica e culturale dell’Italia degli anni ’90 durante una vacanza sull’isola di Ventotene, Laura Morante veste i panni di Cecilia. Mamma malinconica, colta e insoddisfatta, incarna perfettamente le fragilità e le contraddizioni dell’intellettualismo di sinistra di quell’epoca. Per questo ruolo ha ottenuto una candidatura al David di Donatello come Miglior attrice protagonista.
5. La stanza del figlio (2001), di Nanni Moretti
Paola rappresenta il ruolo apice della sua carriera drammatica. E’ una madre schiacciata dal dolore incommensurabile per la perdita improvvisa del figlio adolescente. Con un’interpretazione composta, dolorosa ed estremamente umana, restituisce sullo schermo una delle prove recitative più toccanti del cinema italiano contemporaneo. La prestazione le ha fatto vincere il David di Donatello come Miglior attrice protagonista e il Ciak d’Oro, all’interno di un’opera premiata con la Palma d’Oro al Festival di Cannes.
6. Ricordati di me (2003), di Gabriele Muccino
Nei panni di Giulia Ristuccia, l’attrice regala un ritratto viscerale e drammatico di una moglie e madre borghese, frustrata per una carriera teatrale mai decollata, che vede crollare pezzo dopo pezzo le illusioni della propria famiglia. La sua interpretazione carica di rabbia repressa e rimpianto è uno dei punti di forza del film, e le è valsa le candidature sia al David di Donatello che al Nastro d’Argento come Miglior attrice protagonista.
7. L’amore è eterno finché dura (2004), di Carlo Verdone
È la dimostrazione perfetta dei suoi tempi comici e della sua versatilità. Interpreta Tiziana, una psicologa pignola e spietata la cui vita matrimoniale con Gilberto si disintegra dopo la scoperta di uno speed-date segreto. La Morante trasforma la gelosia e il livore coniugale in una prova recitativa esilarante e brillantissima, con cui si è aggiudicata il Nastro d’Argento come Miglior attrice protagonista e il Globo d’Oro.
8. Cuori (2006), di Alain Resnais
Nel film del celebre maestro della Nouvelle Vague francese, Laura Morante interpreta Charlotte. Recitando interamente in lingua francese, impersona una donna divisa tra rigidi valori religiosi e passioni proibite in una Parigi innevata e malinconica. L’opera è stata premiata con il Leone d’Argento per la regia alla Mostra del Cinema di Venezia, e l’attrice ha ricevuto una candidatura ai Nastri d’Argento.
9. Ciliegine (2012), di Laura Morante
Rappresenta il debutto dietro la macchina da presa dell’attrice, che scrive anche la sceneggiatura e veste i panni della protagonista. In questa commedia sentimentale è Amanda, una donna affetta da una particolare fobia per gli uomini che trova difetti in ogni corteggiatore, finché non si convince erroneamente che l’uomo di cui si sta innamorando sia omosessuale. L’esordio le è valso il Globo d’Oro come Regista Rivelazione, la candidatura al David di Donatello per la Miglior regista esordiente e la candidatura al Nastro d’Argento per la Miglior commedia.
10. Un altro ferragosto (2024), di Paolo Virzì
A quasi 30 anni dal capostipite del 1996, Laura Morante torna a vestire i panni di Cecilia nel capitolo conclusivo e nostalgico girato nuovamente a Ventotene. La sua prova recitativa misura la distanza del tempo con straordinaria grazia e un velo di malinconia, regalando una chiusura cerchio perfetta per uno dei personaggi più amati della sua carriera e confermando il suo posto d’onore nel cinema italiano contemporaneo.



