Ebbene si, anche se non li dimostra, anche l’iconico Tom Hanks spegne ben 70 candeline. Definirlo semplicemente un attore di successo sarebbe riduttivo. Per oltre quattro decenni, l’interprete californiano ha incarnato l’anima pulsante della cultura cinematografica globale, trasformandosi nell’archetipo dell’americano medio, onesto, resiliente e profondamente umano. Dai timidi esordi nelle commedie brillanti degli anni ‘80 fino ai ruoli drammatici che gli sono valsi un posto nell’Olimpo di Hollywood (e due premi Oscar consecutivi), Hanks ha saputo instaurare un legame di totale fiducia con il pubblico. Guardare un suo film significa, da sempre, affidarsi a una bussola morale infallibile. Con la sua straordinaria capacità di infondere straordinarietà in personaggi ordinari, ha saputo raccontare le ferite, le speranze e le grandi imprese della storia, diventando una figura rassicurante e iconica per intere generazioni di spettatori. Nel giorno del suo 70esimo compleanno, celebriamo la sua incredibile carriera attraverso le sue 15 pellicole più famose e rappresentative.
I 70 anni di Tom Hanks nei suoi 15 film essenziali
1. Big (1988) – Regia di Penny Marshall
Josh Baskin è un ragazzino di dodici anni che, frustrato dalle limitazioni della sua età, esprime il desiderio di diventare grande davanti a una misteriosa macchinetta russa del luna park, la Zoltar. Il mattino seguente si sveglia nel corpo di un uomo di trent’anni. Costretto a fuggire a New York, trova lavoro in un’azienda di giocattoli, dove il suo punto di vista rimasto fanciullesco lo porta a una rapida e imprevedibile carriera, pur dovendo fare i conti con le complessità del mondo adulto. Questa pellicola ha regalato a Hanks la sua prima consacrazione a Hollywood, dimostrando una mimica e una sensibilità straordinarie nel tratteggiare l’innocenza infantile intrappolata in un corpo adulto. L’opera ha ottenuto un enorme successo commerciale e ha fruttato a Tom Hanks il Golden Globe come Miglior attore in un film commedia o musicale, oltre alla sua prima storica candidatura ai Premi Oscar.
2. Insonnia d’amore (1993) – Regia di Nora Ephron
Sam Baldwin è un architetto di Chicago rimasto prematuramente vedovo. Per aiutarlo a superare il devastante lutto, il piccolo figlio Jonah telefona a un programma radiofonico nazionale nella notte di Natale, convincendo il padre a raccontare il suo dolore e il suo ideale di amore. Dall’altra parte del Paese, a Baltimora, la giornalista Annie Reed ascolta la trasmissione e ne rimane folgorata, convincendosi che quell’uomo sia la sua anima gemella, nonostante sia già fidanzata. Questo lungometraggio ha ridefinito i canoni della commedia romantica degli anni Novanta, consacrando l’alchimia perfetta e senza tempo tra Tom Hanks e Meg Ryan. Il film ha ottenuto due candidature ai Premi Oscar per la migliore sceneggiatura originale e la miglior canzone, oltre a tre nomination ai Golden Globe, tra cui quella per Hanks come miglior attore.
3. Philadelphia (1993) – Regia di Jonathan Demme
Andrew Beckett è un brillante e promettente avvocato di uno stimato studio legale di Filadelfia. Quando i soci scoprono che ha contratto l’HIV, lo licenziano inventando una falsa causa di negligenza professionale. Andrew decide di fare causa allo studio per discriminazione e, dopo numerosi rifiuti da parte di altri legali, trova il supporto di Joe Miller, un avvocato inizialmente omofobo e timoroso della malattia che deciderà di superare i propri pregiudizi per difendere i diritti civili del suo cliente. Il film è stato uno dei primi grandi prodotti hollywoodiani ad affrontare apertamente il dramma dell’AIDS e dell’omofobia. La performance di Hanks, segnata da una drammatica trasformazione fisica, è passata alla storia per la sua intensità e dignità. Per questa interpretazione, Hanks ha vinto il suo primo Premio Oscar come Miglior attore protagonista, il Golden Globe come Miglior attore in un film drammatico e l’Orso d’argento al Festival di Berlino.
4. Forrest Gump (1994) – Regia di Robert Zemeckis
Attraverso gli occhi di Forrest Gump, un uomo del profondo Sud degli Stati Uniti con un deficit cognitivo ma dotato di un cuore straordinario e di un’innocenza disarmante, viene ripercorsa la storia americana dagli anni ‘50 agli anni ‘80. Forrest si trova, spesso del tutto casualmente, a essere testimone e protagonista di eventi epocali come la guerra del Vietnam, il movimento hippy, il Watergate e l’incontro con figure come Elvis Presley e John Lennon, mentre insegue per tutta la vita il suo unico vero amore, l’inquieta Jenny. Il film è diventato un pilastro assoluto della cultura pop globale e una parabola sull’impatto della purezza d’animo nel mondo. Hanks ha firmato qui il ruolo più iconico della sua carriera, ottenendo il suo secondo Premio Oscar consecutivo come miglior attore protagonista (un’impresa riuscita a pochissimi nella storia), oltre a un altro Golden Globe e al Screen Actors Guild Award. La pellicola in totale ha conquistato ben sei Oscar, tra cui miglior film e miglior regia.
5. Apollo 13 (1995) – Regia di Ron Howard
La pellicola ricostruisce fedelmente la drammatica vicenda della terza missione della NASA destinata ad allunare, avvenuta nel 1970. A causa dell’esplosione di un serbatoio d’ossigeno durante il viaggio, l’astronave subisce gravi danni, costringendo i tre astronauti a bordo, guidati dal comandante Jim Lovell, a una lotta disperata contro il tempo e il gelo per riuscire a rientrare sani e salvi sulla Terra, supportati dall’incessante lavoro del centro di controllo di Houston. Hanks si cala magistralmente nei panni di Lovell, pronunciando la celeberrima frase, leggermente modificata per il cinema, “Houston, abbiamo un problema“. Il lungometraggio è un tesoro di tensione e realismo tecnico che ha ottenuto nove nomination agli Oscar, portandosi a casa due statuette per il miglior montaggio e il miglior sonoro, oltre a vincere lo Screen Actors Guild Award per il miglior cast cinematografico.
6. Toy Story – Il mondo dei giocattoli (1995) – Regia di John Lasseter
Quando gli umani non guardano, i giocattoli prendono vita. Il leader della stanza del piccolo Andy è Woody, un cowboy di pezza vecchio stile. Il suo primato viene però messo in crisi dall’arrivo di Buzz Lightyear, un moderno e tecnologico giocattolo spaziale convinto di essere un vero ranger dello spazio. L’iniziale rivalità tra i due si trasformerà in una solida amicizia quando si ritroveranno smarriti nel mondo esterno, dovendo unire le forze per tornare a casa prima del trasloco della famiglia. Pur non comparendo in carne e ossa, Hanks presta la sua inconfondibile voce a Woody nella versione originale, infondendogli un mix perfetto di nevrosi, calore e lealtà che ha definito il personaggio per quattro capitoli. Primo lungometraggio interamente sviluppato in computer grafica, il film ha ricevuto un Premio Oscar speciale alla regia per John Lasseter e tre nomination, oltre a diventare una delle saghe più amate e remunerative della storia del cinema.
7. Salvate il soldato Ryan (1998) – Regia di Steven Spielberg
Dopo il sanguinoso sbarco in Normandia, il capitano John Miller riceve l’ordine speciale di condurre un drappello di soldati dietro le linee nemiche per trovare e riportare a casa vivo il paracadutista James Ryan, i cui tre fratelli sono caduti in combattimento nello stesso lasso di tempo. La missione metterà a dura prova gli uomini del contingente, portandoli a interrogarsi sul valore profondo di rischiare otto vite umane per salvarne una sola. L’incipit del film, che mostra lo sbarco a Omaha Beach, è considerato una delle rappresentazioni della guerra più crude e realistiche mai realizzate. Hanks offre una prova attoriale eccezionale, mostrando il volto stanco di un uomo comune prestato alla brutalità della guerra. L’opera ha trionfato ai Premi Oscar vincendo cinque statuette, tra cui quella per la migliore regia a Steven Spielberg, e Hanks ha ottenuto una nuova candidatura come miglior attore protagonista.
8. Il miglio verde (1999) – Regia di Frank Darabont
Paul Edgecomb è il capo dei guardiani del braccio della morte nel penitenziario di Cold Mountain durante gli anni della Grande Depressione. La routine del percorso finale dei condannati alla sedia elettrica viene sconvolta dall’arrivo di John Coffey, un gigantesco uomo afroamericano accusato dello stupro e dell’omicidio di due bambine. Ben presto, Paul si rende conto che dietro l’aspetto imponente di Coffey si nascondono un animo infantile, una profonda empatia e un inspiegabile potere di guarigione che solleva seri dubbi sulla sua colpevolezza. Tratto dal romanzo di Stephen King, il film è un toccante dramma carcerario venato di realismo magico, sorretto dall’ottima intesa tra Hanks e il compianto Michael Clarke Duncan. Il film è diventato un cult assoluto del cinema drammatico, ottenendo quattro candidature ai Premi Oscar, tra cui quella per il miglior film.
9. Cast Away (2000) – Regia di Robert Zemeckis
Chuck Noland è un instancabile ingegnere dei sistemi della FedEx la cui vita è totalmente scandita dai ritmi dell’orologio e del lavoro. Durante un viaggio, l’aereo su cui si trova precipita nell’Oceano Pacifico a causa di una tempesta. Chuck, unico sopravvissuto, si ritrova su un’isola deserta dove dovrà imparare da zero a sopravvivere fisicamente e psicologicamente, trovando come unico bizzarro compagno di solitudine un pallone da pallavolo a cui dà il nome di Wilson. Questa straordinaria prova attoriale vede Hanks reggere da solo l’intero peso di due terzi della pellicola, affrontando un drastico cambiamento fisico per mostrare gli effetti di quattro anni di isolamento. La performance gli è valsa il Golden Globe come Miglior attore in un film drammatico e una nuova nomination all’Oscar come Miglior attore protagonista.
10. Era mio padre (2002) – Regia di Sam Mendes
Michael Sullivan è un uomo taciturno e devoto alla famiglia che lavora come killer per John Rooney, un potente boss della malavita irlandese nell’America della Grande Depressione. Quando il figlio maggiore di Michael assiste casualmente a un’esecuzione mafiosa compiuta dal violento figlio di Rooney, la vita dell’intera famiglia viene messa in pericolo, costringendo Michael a fuggire con il bambino e a intraprendere una dolorosa strada di vendetta e protezione. Hanks si allontana qui dai suoi ruoli rassicuranti per offrire una delle sue prove più cupe, tratteggiando un gangster tormentato ma mosso da un disperato amore paterno. Visivamente magnifico, il film ha vinto il Premio Oscar per la migliore fotografia a Conrad Hall, ottenendo altre cinque nomination alle statuette della Academy.
11. Prova a prendermi (2002) – Regia di Steven Spielberg
Frank Abagnale Jr. è un giovanissimo e geniale truffatore che, prima ancora di aver compiuto diciannove anni, riesce a incassare milioni di dollari falsificando assegni e assumendo le sembianze di un pilota di linea, di un medico e di un avvocato. Sulle sue tracce si mette Carl Hanratty, un metodico e inflessibile agente dell’FBI che fa della cattura del ragazzo la sua ossessione personale, dando vita a un lungo inseguimento intorno al globo che sfocerà in un inaspettato rapporto di rispetto reciproco. In questa brillante commedia poliziesca basata su una storia vera, Hanks fa da perfetto e carismatico contraltare alla verve del giovane Leonardo DiCaprio. Il film ha riscosso ampi consensi di critica e pubblico, ottenendo due candidature ai Premi Oscar, tra cui una per Christopher Walken come miglior attore non protagonista.
12. The Terminal (2004) – Regia di Steven Spielberg
Viktor Navorski è un cittadino dello stato della Krakozhia che atterra all’aeroporto JFK di New York proprio mentre nel suo Paese scoppia un violento colpo di stato. Con il passaporto improvvisamente invalidato e l’impossibilità sia di entrare negli Stati Uniti sia di tornare a casa, Viktor si ritrova bloccato a tempo indeterminato nel terminal dei voli internazionali, dove dovrà imparare a vivere, fare amicizia e persino innamorarsi. Hanks mette in mostra tutta la sua straordinaria grazia comica e drammatica, trasformando Viktor in un moderno e poetico personaggio chapliniano capace di conquistare tutti con la sua resilienza. Pur non avendo ricevuto premi di primissimo piano a Hollywood, la pellicola ha vinto il BMI Film Music Award per la colonna sonora di John Williams ed è diventata uno dei film più amati dal pubblico.
13. Il codice da Vinci (2006) – Regia di Ron Howard
Il celebre esperto di simbologia religiosa Robert Langdon si trova a Parigi quando viene ingiustamente accusato dell’omicidio del curatore del museo del Louvre. Aiutato dalla crittologa Sophie Neveu, Langdon intraprende una frenetica fuga per dimostrare la propria innocenza, decifrando una serie di indizi nascosti nelle opere di Leonardo da Vinci che conducono a una verità millenaria legata al Santo Graal e protetta da una società segreta. Tratto dal bestseller globale di Dan Brown, il film ha rappresentato uno dei più grandi eventi mediatici e commerciali del primo decennio del Duemila. Hanks conferisce a Langdon il giusto mix di intelletto e dinamismo, inaugurando una trilogia di enorme successo al botteghino mondiale e consolidando lo status dell’attore come volto di riferimento del cinema d’intrattenimento di massa.
14. Captain Phillips – Attacco in mare aperto (2013) – Regia di Paul Greengrass
Il film racconta la vera e drammatica storia del dirottamento della nave mercantile statunitense Maersk Alabama avvenuto nel 2009 per mano di un manipolo di pirati somali. Il comandante Richard Phillips si offre come ostaggio per salvare il proprio equipaggio, dando inizio a un tesissimo braccio di ferro psicologico e fisico in mezzo all’oceano in attesa dell’intervento dei Navy SEALs. La regia iperrealistica e documentaristica esalta la recitazione di Hanks, che culmina in una scena finale di shock medico considerata una delle vette assolute della sua intera carriera cinematografica. L’opera è stata acclamata all’unanimità dalla critica, raccogliendo sei candidature ai Premi Oscar, tra cui miglior film, e quattro nomination ai Golden Globe, oltre a far vincere il premio BAFTA al coprotagonista Barkhad Abdi.
15. Il ponte delle spie (2015) – Regia di Steven Spielberg
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