A sette anni da Toy Story 4, Pixar torna sul suo franchise più iconico con un capitolo che, contro ogni previsione, riesce a trovare una nuova ragione d'esistere. Diretto da Andrew Stanton e co-scritto insieme a Kenna Harris, Toy Story 5 riporta sullo schermo i personaggi amati da milioni di spettatori, ma affronta anche una tematica estremamente attuale: il rapporto tra l'infanzia e la tecnologia. Il film porta infatti Woody, Buzz, Jessie e i loro amici a confrontarsi con una minaccia diversa da tutte quelle viste nei capitoli precedenti. Non si tratta di un antagonista tradizionale, ma dell'evoluzione stessa del gioco nell'era digitale.
Dopo aver raccontato l'abbandono, la crescita, il cambiamento e la ricerca della propria identità nei film precedenti, Pixar sceglie stavolta di interrogarsi sul ruolo dell'immaginazione in un mondo dominato dagli schermi. La sfida era particolarmente complessa perché Toy Story 3 e Toy Story 4 avevano già offerto finali apparentemente definitivi ai protagonisti. Eppure, Stanton trova una nuova prospettiva, spostando il centro emotivo della storia da Woody e Buzz a Jessie, che assume il ruolo di vera protagonista del racconto. È una scelta coraggiosa che permette alla saga di rinnovarsi senza rinnegare il proprio passato, offrendo una storia capace di parlare sia ai bambini di oggi sia agli adulti che sono cresciuti insieme ai giocattoli Pixar. Noi l’abbiamo visto per voi e vi diciamo cosa ne pensiamo.
LA TRAMA
Tutti contro Lilypad
Dopo la separazione da Woody avvenuta nel finale del quarto capitolo, Jessie è diventata la leader dei giocattoli di Bonnie, affiancata da Buzz Lightyear. La bambina continua a voler bene ai suoi amici di plastica, ma il suo interesse viene progressivamente catturato da un nuovo dispositivo intelligente chiamato Lilypad, un sofisticato tablet interattivo progettato per accompagnare i bambini durante le attività quotidiane. Quello che inizialmente sembra soltanto un nuovo passatempo si trasforma rapidamente in una presenza sempre più importante nella vita di Bonnie, relegando Jessie, Buzz, Forky e gli altri giocattoli a un ruolo marginale. Mentre i protagonisti cercano di comprendere come restare rilevanti in un mondo che cambia velocemente, Jessie affronta una profonda crisi personale. La paura di essere dimenticata e sostituita riporta a galla vecchie ferite e insicurezze, costringendola a intraprendere un percorso di crescita che rappresenta il vero cuore del film. Attraverso una serie di avventure, incontri e momenti emozionanti, la cowgirl comprenderà che il valore di un giocattolo non dipende dal tempo trascorso insieme a un bambino, ma dai ricordi e dall’affetto che riesce a lasciare nel suo cuore.
INFO & CAST
Durata: 102 min
Regia: Andrew Stanton and Kenna Harris
Cast dei doppiatori italiani:
Ilaria Stagni: Jessie
Angelo Maggi: Woody
Massimo Dapporto: Buzz Lightyear, Buzz Lightyears Edizione Hi-Tech
Katia Follesa: Lilypad
Carlo Valli: Rex
Gerolamo Alchieri: Mr. Potato
Tiziana Avarista: Mrs. Potato
Ambrogio Colombo: Hamm
Francesco Rizzi: Slinky
Luca Laurenti: Forky
Federico Basso: Smarty Pants
Cinzia De Carolis: Bo Peep
Serena Sigismondo: Karen Beverly
Roberta Pellini: Dolly
Massimo De Ambrosis: Mr. Pricklepants
Micaela Incitti: Trixie
Nanni Baldini: Bunny
Fabrizio Vidale: Ducky
Corrado Guzzanti: Duke Caboom
Jacqueline Luna Di Giacomo: Snappy
Simone Mori: Atlas
Paolo Marchese: Combat Carl
Luna Tosti: Bonnie Anderson
Daniela D’Angelo: Signora Anderson
Alessio Cigliano: Signor Anderson
Sveva Lucentini: Blaze Manoukian
Irene Trotta: Signora Manoukian
Riccardo Scarafoni: Dr. Nutchcase
Michele Gammino: Imperatore Zurg Edizione Hi-Tech
Gianluca Gazzoli: Bullseye “Perfido”
Sal Da Vinci: Pizza cu ‘e llente
LA RECENSIONE
Quando la tecnologia diventa il nuovo rivale dei giocattoli
La grande intuizione di Toy Story 5 consiste nel trasformare la tecnologia nel nuovo elemento di conflitto della saga. Se nel primo film Woody temeva di essere sostituito da Buzz, qui i giocattoli devono confrontarsi con una minaccia molto più grande e impersonale: il cambiamento delle abitudini dei bambini. Pixar affronta il tema con un sorprendente equilibrio, evitando qualsiasi forma di moralismo. Lilypad non viene presentato come un nemico malvagio, ma come uno strumento moderno capace di offrire opportunità e supporto.
Il film riflette così su una questione che riguarda milioni di famiglie contemporanee: quanto spazio resta per il gioco tradizionale nell’epoca degli smartphone e dei tablet, ormai onnipresenti nella vita di tutti noi? La risposta non è mai semplicistica. Pixar suggerisce che tecnologia e immaginazione possono convivere, ma ci ricorda anche che nessun dispositivo potrà mai sostituire completamente il valore della fantasia, dell’avventura e dei legami emotivi che nascono attraverso il gioco libero. Questa maturità narrativa rappresenta uno degli aspetti più riusciti dell’intera pellicola e ci fa emozionare, ridere e riflettere per l’ennesima volta senza mai scadere nel didascalico.
Jessie finalmente protagonista
La scelta di affidare il ruolo principale a Jessie si rivela una delle decisioni più azzeccate dell’intero progetto. Già in Toy Story 2, il personaggio aveva conquistato il pubblico grazie alla sua struggente storia personale, ma qui raggiunge una profondità ancora maggiore. Jessie diventa il simbolo della paura di essere superati dal tempo e dimenticati, un sentimento che il film esplora con sensibilità e intelligenza.
Il suo percorso emotivo è costruito con grande cura e permette alla saga di affrontare temi universali come il cambiamento, la crescita e l’accettazione. Pur mantenendo il suo carattere energico, impulsivo e divertente, Jessie mostra nuove fragilità che la rendono ancora più umana e vicina allo spettatore. Woody e Buzz restano figure fondamentali, ma è impossibile non riconoscere come il film appartenga soprattutto a lei.
Pixar emoziona ancora tra spettacolo visivo e nostalgia
Dal punto di vista tecnico, Toy Story 5 rappresenta un nuovo traguardo per l’animazione Pixar. La qualità visiva raggiunge livelli impressionanti, con ambientazioni ricchissime di dettagli, effetti di luce straordinari e animazioni che riescono a dare personalità anche ai movimenti più piccoli dei personaggi. Ogni scena dimostra l’incredibile evoluzione tecnica dello studio rispetto al primo storico film del 1995.
Anche la colonna sonora di Randy Newman contribuisce a mantenere vivo il legame con il passato, alternando momenti di leggerezza a passaggi più malinconici e commoventi. Pur non raggiungendo forse l’impatto emotivo devastante del finale di Toy Story 3, il film riesce comunque a regalare numerosi momenti di autentica emozione, dimostrando che la saga ha ancora qualcosa di importante da raccontare.
Il cast dei doppiatori italiani: voci storiche e nuove energie
Uno degli aspetti più piacevoli di Toy Story 5 nella sua edizione italiana è senza dubbio il lavoro svolto dal cast di doppiaggio, che riesce a mantenere intatta quella sensazione di familiarità che accompagna il pubblico da oltre trent’anni. Ascoltare nuovamente Angelo Maggi nei panni di Woody significa ritrovare immediatamente il carisma, l’umanità e la dolcezza che hanno reso il cowboy Pixar uno dei personaggi più amati di sempre. La sua interpretazione continua a essere un perfetto equilibrio tra ironia e sentimento, soprattutto nelle scene più intime e malinconiche del film.
Al suo fianco torna Massimo Dapporto come Buzz Lightyear, una presenza ormai inscindibile dall’eroe spaziale. La sua voce conferisce al personaggio quella miscela di sicurezza, entusiasmo e goffa tenerezza che da sempre caratterizza Buzz, regalando alcuni dei momenti più divertenti dell’intera pellicola. Anche nei dialoghi più leggeri emerge la grande esperienza dell’attore, capace di rendere naturale ogni sfumatura emotiva del personaggio.
Grande protagonista è naturalmente Jessie, doppiata ancora una volta da Ilaria Stagni. Il quinto capitolo affida alla cowgirl un ruolo centrale e la doppiatrice riesce a valorizzarne ogni aspetto: la grinta, la fragilità, il coraggio e persino le insicurezze che emergono nel corso della storia. La sua interpretazione dona profondità a un personaggio che negli anni è diventato uno dei simboli più amati dell’universo Toy Story, rendendo ancora più coinvolgente il percorso emotivo che affronta durante il film.
Accanto alle voci storiche trovano spazio anche nuovi ingressi che aggiungono freschezza e personalità al cast. Katia Follesa, Federico Basso, Sal Da Vinci e Gianluca Gazzoli si inseriscono con naturalezza nell’universo Pixar, portando sfumature diverse e contribuendo a creare personaggi memorabili. Le loro interpretazioni non risultano mai semplici operazioni di richiamo mediatico, ma partecipano concretamente alla costruzione dell’identità del film, offrendo momenti divertenti e spesso sorprendenti.
C’è inoltre un elemento che rende particolarmente speciale il doppiaggio italiano di Toy Story 5: la sensazione di ritrovare una vera e propria famiglia artistica. Dopo decenni trascorsi insieme attraverso i vari capitoli della saga, le voci italiane dei protagonisti sono diventate parte integrante dell’immaginario collettivo di diverse generazioni di spettatori. Per molti adulti cresciuti con Woody e Buzz, ascoltare nuovamente questi timbri vocali significa fare un piccolo viaggio nel tempo, ritrovando emozioni legate all’infanzia e ai primi incontri con il mondo Pixar. È un dettaglio che può sembrare secondario, ma che contribuisce enormemente al coinvolgimento emotivo del film, trasformando ogni battuta, ogni scambio e ogni momento nostalgico in qualcosa di ancora più autentico e familiare.
IN CONCLUSIONE
Toy Story 5 nasce come un sequel che molti consideravano superfluo e riesce invece nell'impresa di giustificare pienamente la propria esistenza. Attraverso una storia intelligente, attuale ed emozionante, Pixar dimostra ancora una volta la capacità di raccontare temi complessi con semplicità e sensibilità. Pur senza raggiungere forse le vette assolute dei primi tre capitoli, il film riesce a conquistare grazie alla forza dei suoi personaggi, alla qualità dell'animazione e a una riflessione sorprendentemente matura sul mondo contemporaneo.
È un'avventura che farà sorridere, emozionare e riflettere, ricordandoci ancora una volta perché Woody, Buzz, Jessie e tutti gli altri giocattoli occupano un posto così speciale nella storia del cinema d'animazione.
Il voto di Cinefily



