A quasi 40 anni dall'uscita di I dominatori dell'universo (1987), il leggendario franchise di He-Man torna sul grande schermo con quella che rappresenta la sua incarnazione cinematografica più ambiziosa e spettacolare. Diretto da Travis Knight, regista che negli ultimi anni ha dimostrato una particolare sensibilità nel rilanciare proprietà intellettuali storiche senza tradirne lo spirito originario, Masters of the Universe è un vero e proprio reboot dell'universo creato da Mattel, ma anche come una dichiarazione d'amore verso uno dei miti più iconici della cultura pop degli anni ‘80.

Per decenni il personaggio di He-Man è rimasto confinato principalmente al mondo dell'animazione, dei fumetti e dei giocattoli. Nonostante il forte impatto culturale della serie Filmation e l'affetto mai sopito dei fan, il passaggio definitivo al cinema sembrava un'impresa quasi impossibile. Numerosi progetti sono stati annunciati e successivamente cancellati nel corso degli anni, alimentando il timore che Eternia fosse destinata a rimanere un sogno irrealizzabile per il grande schermo.
Travis Knight affronta invece la sfida con grande convinzione, evitando sia la trappola della nostalgia fine a sé stessa sia quella della reinterpretazione cinica e decostruzionista. Il suo film prende sul serio il materiale originale e sceglie di raccontarlo come un'autentica epopea fantasy moderna, caratterizzata da un forte senso dell'avventura, da una mitologia ricca e da personaggi che, pur rispettando le proprie radici, acquisiscono una maggiore profondità psicologica. Noi l’abbiamo visto per voi e adesso vi diciamo cosa ne pensiamo.

LA TRAMA

Ritorno ad Eternia

La storia si apre con Eternia devastata da una sanguinosa guerra civile. Per salvare il giovane principe Adam Glenn, ultimo erede della dinastia reale, i suoi protettori lo allontanano dal pianeta. Durante la fuga il bambino viene separato dalla leggendaria Spada del Potere e trasportato sulla Terra, mondo natale della madre, dove cresce senza conoscere le proprie origini.

Vent’anni dopo Adam conduce una vita apparentemente normale, ignaro del destino che lo attende. Il ritrovamento della Spada del Potere riporta però alla luce verità sepolte e lo costringe a intraprendere un viaggio che lo conduce nuovamente su Eternia. Qui scopre un regno ormai sull’orlo della distruzione, dominato dalle forze oscure di Skeletor e minacciato dalla scomparsa definitiva dell’antico equilibrio che per secoli ha governato il pianeta.

Affiancato dalla potente Sorceress, dalla coraggiosa Teela, dal valoroso Duncan alias Man-at-Arms, dal fedele Cringer destinato a trasformarsi nel maestoso Battle-Cat e dagli ultimi guerrieri rimasti fedeli alla corona, Adam dovrà accettare la propria eredità e diventare He-Man, il guerriero più potente dell’universo. La sua non sarà soltanto una battaglia contro il male, ma anche un percorso di crescita personale, riconciliazione con il passato e scoperta della propria identità.

INFO & CAST
Anno: 2026
Durata: 141 min
Regia: Travis Knight

Cast:

Nicholas Galitzine: Principe Adam Glenn / He-Man
Jared Leto: Keldor / Skeletor
Camila Mendes: Teela
Alison Brie: Professoressa Evelyn Powers / Evil-Lyn
James Purefoy: Re Randor
Morena Baccarin: Sorceress
Jóhannes Haukur Jóhannesson: Malcom / Fisto
Charlotte Riley: Regina Marlena Glenn
Idris Elba: Duncan / Man-At-Arms
Hafþór Júlíus Björnsson: Goat Man
Kojo Attah: Tri-Klops
Jon Xue Zhang: Ram-Man
Sam C. Wilson: Kronis / Trap Jaw
Sasheer Zamata: Suzie
Dolph Lundgren: Uomo Macho
Lauren Saliu: Adora / Sheera

LA RECENSIONE

Un fantasy epico che restituisce dignità a He-Man

Per anni, molti adattamenti moderni hanno cercato di reinterpretare i classici degli anni ‘80 attraverso ironia, autoconsapevolezza e continue strizzate d’occhio al pubblico. Knight sceglie invece una strada diversa: abbraccia completamente il lato epico, mitologico e avventuroso di Masters of the Universe. Eternia diventa, finalmente, il cuore pulsante della narrazione. Castelli monumentali, foreste magiche, deserti sconfinati, città futuristiche e antiche rovine convivono in un universo che fonde fantascienza e sword & sorcery con grande efficacia (strizzando l’occhio ad atmosfere marveliane).

La costruzione del mondo è uno degli aspetti più affascinanti dell’opera. Il film lascia intuire una storia millenaria fatta di guerre, alleanze, tradimenti e poteri ancestrali. Pur concentrandosi principalmente sul viaggio di Adam, la sceneggiatura dissemina continuamente dettagli che suggeriscono un universo molto più vasto e complesso di quanto venga mostrato sullo schermo.

Particolarmente importante risulta il ruolo del Castello di Grayskull, che torna a essere il centro simbolico e spirituale dell’intera mitologia di Eternia. Più che una semplice fortezza, il castello rappresenta il fulcro dell’equilibrio cosmico e il principale obiettivo delle ambizioni di Skeletor.

Adam, He-Man e il tema dell'identità

Uno degli elementi più riusciti della sceneggiatura è l’approfondimento del protagonista. Adam (Nicholas Galiztine) non viene presentato immediatamente come l’eroe perfetto e invincibile che molti ricordano dalla serie animata. Al contrario, è un uomo cresciuto lontano dalla propria terra, incapace di comprendere fino in fondo chi sia veramente.

Il film costruisce con attenzione il suo percorso di maturazione. La trasformazione in He-Man non rappresenta soltanto un incremento di forza fisica, ma l’accettazione definitiva delle proprie responsabilità. La celebre frase che accompagna l’utilizzo della Spada del Potere assume così un significato emotivo molto più profondo rispetto al passato.

Anche il rapporto con Cringer viene sviluppato in maniera sorprendentemente efficace. Il timido felino che si trasforma nel possente Battle-Cat diventa uno specchio del percorso di Adam: entrambi devono trovare il coraggio di affrontare la propria vera natura e superare le proprie paure.

Interpretazioni convincenti e personaggi ben caratterizzati

Gran parte del successo del film dipende dalla qualità del cast. Nicholas Galitzine affronta il difficilissimo compito di incarnare uno dei personaggi più iconici degli anni ‘80 con notevole credibilità. L’attore non si limita alla trasformazione fisica richiesta dal ruolo, ma riesce a conferire umanità e vulnerabilità a un protagonista che rischiava facilmente di apparire monodimensionale. Promosso a pieni voti.

Camila Mendes è una Teela determinata, intelligente e combattiva, lontana dal ruolo di semplice comprimaria. Il personaggio assume un’importanza centrale nello sviluppo della storia e contribuisce significativamente alla crescita di Adam.

Idris Elba conferisce a Duncan/Man-at-Arms una presenza scenica imponente. La sua interpretazione trasmette autorevolezza, esperienza e affetto paterno, rendendolo uno dei punti di riferimento emotivi dell’intera vicenda.

Morena Baccarin dona eleganza e mistero alla Sorceress, figura fondamentale della mitologia di Eternia, mentre Alison Brie costruisce una Evil-Lyn ambigua e affascinante, capace di andare oltre il semplice ruolo di antagonista secondaria.

Più divisiva ma indubbiamente memorabile è l’interpretazione di Jared Leto nei panni di Skeletor. L’attore opta per una caratterizzazione volutamente teatrale, oscillando tra follia, ironia e minaccia costante. Pur mantenendo gli elementi iconici del personaggio, questa versione appare più pericolosa, più crudele e psicologicamente più sfaccettata rispetto a molte incarnazioni precedenti. Bah, non sappiamo se promuoverlo o meno in questo caso. Tuttavia, Il film gli dedica particolare attenzione. La sceneggiatura suggerisce motivazioni più complesse di quelle tradizionalmente associate al personaggio, aggiungendo sfumature che ne arricchiscono il profilo senza snaturarlo. Il risultato è un villain capace di dominare la scena ogni volta che appare, contribuendo ad aumentare la tensione narrativa e il senso di minaccia.

Una produzione sofisticata e costosa

Dal punto di vista tecnico, Masters of the Universe rappresenta probabilmente la produzione più sofisticata mai dedicata al franchise. Travis Knight dimostra ancora una volta una notevole capacità nel gestire mondi fantastici, alternando momenti intimi a sequenze di grande spettacolarità.

La fotografia sfrutta un interessante contrasto cromatico tra la Terra ed Eternia. Le scene ambientate sul nostro pianeta adottano tonalità più fredde e realistiche, mentre Eternia esplode in una tavolozza di colori vivaci, luci dorate e panorami monumentali che restituiscono un forte senso di meraviglia.

Straordinario il lavoro svolto sul design visivo. Costumi, armature, armi e ambientazioni riescono a modernizzare l’estetica classica dei personaggi senza tradirne l’identità. He-Man conserva la sua iconica silhouette, mentre Skeletor appare terrificante pur rimanendo immediatamente riconoscibile.

Le sequenze d’azione sono costruite con notevole attenzione alla chiarezza visiva. Knight evita il montaggio convulso tipico di molti blockbuster contemporanei e privilegia coreografie leggibili che valorizzano la fisicità degli interpreti.

Gli effetti speciali risultano generalmente convincenti e vengono utilizzati per amplificare il senso di spettacolo senza prendere il sopravvento sulla narrazione. Creature, magie, veicoli e ambientazioni digitali si integrano bene con gli elementi pratici, contribuendo a rendere credibile un universo estremamente complesso. Si poteva fare meglio con la CGI? Beh si, ma solo in alcuni punti, forse, alcuni dettagli potevano essere meno “giocattolosi”.

La colonna sonora accompagna efficacemente il racconto, alternando temi eroici, suggestioni epiche e momenti più intimi. La musica contribuisce in maniera significativa alla costruzione dell’identità del film, rafforzandone il carattere avventuroso e mitologico.

L'effetto nostalgia di cui avevamo bisogno

Masters of the Universe riesce in un'impresa che per molti anni sembrava impossibile: riportare He-Man al cinema con rispetto, ambizione e una chiara visione artistica. Pur presentando alcune convenzioni tipiche delle storie d'origine e qualche inevitabile semplificazione narrativa, il film dimostra come il mondo di Eternia possieda ancora oggi un enorme potenziale cinematografico.
Travis Knight realizza un blockbuster fantasy spettacolare, sincero e coinvolgente, capace di soddisfare i fan storici senza alienare il pubblico contemporaneo. Grazie a una regia solida, a un cast convincente, a un comparto tecnico di alto livello e a una profonda comprensione del materiale originale, questa nuova incarnazione di He-Man rappresenta il miglior adattamento live-action mai dedicato al franchise e uno dei reboot più riusciti degli ultimi anni.

Il voto di Cinefily

Ti è piaciuto l'articolo? Lascia un commento!