Un'edizione politicamente intensa e signficativa
Il sipario sulla 79ª edizione del Festival di Cannes 2026 è calato tra applausi interminabili, standing ovation e una cerimonia finale che ha confermato ancora una volta il ruolo centrale della manifestazione francese nel panorama cinematografico internazionale. L’edizione 2026 verrà ricordata come una delle più intense e politicamente significative degli ultimi anni. Molti dei film in concorso hanno affrontato temi come l’identità europea, le guerre contemporanee, la crisi climatica, la memoria collettiva e la trasformazione dei rapporti umani in una società sempre più frammentata. A dominare la scena è stato soprattutto il cinema d’autore europeo, ma non sono mancati importanti riconoscimenti anche per opere provenienti dall’Asia, dal Sud America e dall’Africa, segno di un Festival sempre più internazionale e aperto a nuove sensibilità narrative.
La giuria internazionale, presieduta dal regista sudcoreano Park Chan-wook, ha premiato con la prestigiosa Palma d’Oro il film Fjord, del regista rumeno Cristian Mungiu, pellicola che ha emozionato tutti grazie a una narrazione intensa e profondamente umana ambientata nei paesaggi freddi e isolati del Nord Europa. Ma il palmarès finale ha riservato anche molte sorprese, con premi condivisi e riconoscimenti inattesi che hanno acceso il dibattito tra gli addetti ai lavori.
Il secondo premio più importante del Festival, il Grand Prix, è stato assegnato a Minotaur del regista russo Andrey Zvyagintsev. Il film, fortemente simbolico e attraversato da riferimenti politici, affronta il tema della dissidenza e della repressione contemporanea. Il Premio della Giuria è stato assegnato a The Dreamed Adventure della regista tedesca Valeska Grisebach. Il film esplora il desiderio di fuga e il senso di appartenenza attraverso il viaggio di un gruppo di giovani europei in cerca di una nuova identità.
Il premio per la Migliore Regia è stato assegnato ex aequo a Javier Calvo e Javier Ambrossi per La bola negra, insieme al regista polacco Paweł Pawlikowski per Fatherland mentre il premio per la Migliore Interpretazione Femminile è stato condiviso da Virginie Efira e Tao Okamoto per il film All of a Sudden. Anche il premio per la Migliore Interpretazione Maschile è stato assegnato ex aequo: a vincere sono stati Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per il film Coward. Scoprite, adesso, tutti gli altri vincitori!
Tutti i vincitori
Concorso
Palma d’oro: Fjord, regia di Cristian Mungiu
Grand Prix Speciale della Giuria: Minotaure, regia di Andrej Petrovič Zvjagincev
Prix de la mise en scène (ex aequo): Javier Ambrossi e Javier Calvo per La bola negra
Paweł Pawlikowski per Fatherland
Prix du scénario: Emmanuel Marre per Notre Salut
Prix d’interprétation féminine: Virginie Efira e Tao Okamoto per Kyū ni guai ga waruku naru
Prix d’interprétation masculine: Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per Coward
Premio della giuria: Das geträumte Abenteuer, regia di Valeska Grisebach
Palma d’oro onoraria: Peter Jackson, Barbra Streisand, John Travolta.
Un Certain Regard
Premio Un Certain Regard: Everytime, regia di Sandra Wollner
Premio della giuria: Tinihāru, regia di Abhinash Bikram Shah
Premio speciale della giuria: Le Corset, regia di Louis Clichy
Migliore interpretazione maschile: Bradley Fiomona Dembeasset per Congo Boy
Miglior interpretazione femminile: Marina de Tavira, Daniela Marín Navarro e Mariangel Villegas per Siempre soy tu animal materno
Cortometraggi
Palma d’oro al miglior cortometraggio: Para los contrincantes, regia di Federico Luis



