Dopo il trionfo ai David, Le città di pianura torna nelle sale italiane con nuove proiezioni evento. Il film, già acclamato da critica e pubblico per il suo sguardo intenso e poetico sull’Italia contemporanea, vive ora una seconda vita al cinema spinto dal successo ottenuto alla più importante cerimonia del cinema italiano.
Dopo aver dominato la 71ª edizione dei David di Donatello con otto premi conquistati su sedici candidature, Le città di pianura, di Francesco Sossai, si prepara a vivere una seconda vita nelle sale italiane. Lucky Red ha infatti annunciato il ritorno al cinema del film a partire da venerdì 8 maggio, dando così al pubblico l’opportunità di recuperare una delle opere italiane più acclamate dell’ultimo anno.
Il successo ottenuto ai David ha consacrato definitivamente il film come uno dei casi cinematografici più importanti della stagione. Nato come progetto indipendente e cresciuto grazie al passaparola, Le città di pianura è riuscito a conquistare critica, festival internazionali e spettatori, imponendosi come un’opera capace di raccontare la provincia italiana con uno sguardo poetico, malinconico e profondamente umano.
Presentato in anteprima al Festival di Cannes 2025 nella sezione Un Certain Regard, il film ha intrapreso un percorso sorprendente, diventando progressivamente un piccolo cult contemporaneo. Il suo ritorno nelle sale rappresenta quindi non soltanto una celebrazione del trionfo ai David di Donatello, ma anche il riconoscimento di un legame autentico nato tra il film e il pubblico italiano.
Di cosa parla il film?
Le città di pianura racconta la storia di Carlobianchi e Doriano, due cinquantenni spiantati accomunati da un’ossessione tanto semplice quanto simbolica: andare sempre a bere “l’ultimo bicchiere”. I due vivono sospesi tra lavori saltuari, ricordi del passato e lunghe notti trascorse da un bar all’altro nella provincia veneta.
Durante una delle loro peregrinazioni notturne incontrano Giulio, un timido studente di architettura interpretato da Filippo Scotti. L’incontro casuale con Carlobianchi e Doriano cambia profondamente la vita del ragazzo, che finisce coinvolto in un viaggio surreale e malinconico attraverso la pianura veneta.
Il road movie si sviluppa tra piccoli paesi, periferie, distributori di benzina e locali notturni del Veneto, attraversando Belluno, Treviso, Padova e Venezia fino ad arrivare al celebre Memoriale Brion progettato da Carlo Scarpa. Nel corso del viaggio, Giulio si confronta con un mondo fatto di disincanto, amicizia, alcol e libertà improvvisata, mentre i due improbabili mentori finiscono per trasformare il suo modo di vedere il futuro, l’amore e le relazioni umane.
Dietro la leggerezza della commedia si nasconde però un racconto molto più profondo sulla solitudine, sul fallimento e sulla difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo contemporaneo.
Il fenomenale cast
Il più grande punto di forza de Le città di pianura è senza dubbio il suo cast, capace di dare vita a personaggi autentici e profondamente umani.
Accanto a Filippo Scotti troviamo Sergio Romano nei panni di Carlobianchi e Pierpaolo Capovilla in quelli di Doriano. Le loro interpretazioni sono state accolte con entusiasmo dalla critica, tanto da portare Sergio Romano alla vittoria del David di Donatello come Miglior Attore Protagonista.
Nel cast figurano inoltre Roberto Citran e Andrea Pennacchi, che contribuiscono ad arricchire il racconto con personaggi secondari memorabili e perfettamente inseriti nell’atmosfera del film.
La chimica tra gli interpreti rappresenta uno degli elementi più apprezzati dell’opera: i dialoghi spontanei, i silenzi e le situazioni assurde costruiscono infatti un equilibrio continuo tra comicità e malinconia.
I premi vinti ai David di Donatello
Il trionfo ai David di Donatello 2026 ha confermato il valore artistico del film di Sossai. Le città di pianura ha conquistato ben otto premi, risultando il titolo più premiato dell’edizione.
Tra i riconoscimenti ottenuti figurano Miglior Film, Miglior Regia, Migliore Sceneggiatura Originale, Miglior Attore Protagonista, Miglior Casting, Miglior Montaggio, Miglior Produttore e Migliore Canzone Originale per il brano “Ti” interpretato da Krano.
Un risultato straordinario per un’opera indipendente che è riuscita a imporsi anche contro produzioni molto più grandi e commerciali.
Lo stile di Francesco Sossai tra realismo e poesia
Con Le città di pianura, Francesco Sossai conferma uno stile cinematografico personale e riconoscibile. Il regista veneto costruisce infatti un cinema sospeso tra realismo e poesia, capace di trasformare luoghi ordinari della provincia italiana in scenari carichi di significato emotivo.
Molti critici hanno paragonato il film alle atmosfere del cinema di Federico Fellini e Aki Kaurismäki, soprattutto per la capacità di raccontare personaggi ai margini con ironia e tenerezza. Allo stesso tempo, il film richiama anche la grande tradizione della commedia all’italiana e opere come Il Sorpasso e I Vitelloni.
La fotografia di Massimiliano Kuveiller contribuisce in modo decisivo alla costruzione dell’atmosfera malinconica del film, valorizzando le strade, i bar e i paesaggi della pianura veneta come simboli di un’Italia periferica e dimenticata.



