La magia del cinema italiano torna a illuminare lo Studio 23 di Cinecittà per la 71esima edizione dei David di Donatello. Una serata apertasi all’insegna dello spettacolo puro, con la performance di Annalisa sulle note di Bang Bang in un suggestivo mash-up visivo, e con il monologo d’apertura di Flavio Insinna, che ha ricordato a tutti come “un paese che non difende le sale e non sostiene i film, smette di sognare”.
Ma l’edizione 2026 si sta rivelando molto più di una semplice parata di stelle: è una vera e propria cassa di risonanza per l’industria audiovisiva e per l’attualità geopolitica. Noi di Cinefily abbiamo seguito la cerimonia passo dopo passo. Ecco tutto quello che è successo durante la serata.
Il tappeto rosso e il cinema che resiste: le proteste dei lavoratori
Non c’è glamour che possa oscurare la realtà. Mentre le star sfilavano sul red carpet – tra coppie iconiche come Luca Marinelli e Alissa Jung, e Anna Ferzetti con Pierfrancesco Favino – fuori dai cancelli di Cinecittà il movimento #siamoaititolidicoda ha fatto sentire la propria voce. I lavoratori dello spettacolo denunciano una crisi senza precedenti tra produzioni ferme e precarietà.
Un grido d’allarme raccolto immediatamente dai premiati sul palco. Matilda De Angelis, vincitrice come Miglior attrice non protagonista per Fuori di Mario Martone (al suo secondo David), ha tenuto un discorso potentissimo sull’impoverimento culturale del Paese e in difesa delle maestranze. Anche la geopolitica ha trovato spazio: Lino Musella, trionfatore come Miglior attore non protagonista per Nonostante di Valerio Mastandrea, ha citato De Niro e concluso il suo intervento gridando “Palestina libera”. Un messaggio di solidarietà espresso anche sul tappeto rosso da Pierpaolo Capovilla, che ha sfilato indossando una kefiah.
I verdetti della serata
Ecco di seguito i film, gli attori, le attrici, i registi e tutti i vari premiati nelle diverse categorie dei David di Donatello.
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MIGLIOR FILM: Le città di pianura (regia di Francesco Sossai)
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MIGLIOR REGIA: Francesco Sossai (Le città di pianura)
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MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA: Aurora Quattrocchi (Gioia mia)
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MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA: Sergio Romano (Le città di pianura)
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MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA: Matilda De Angelis (Fuori)
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MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA: Lino Musella (Nonostante)
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MIGLIOR ESORDIO ALLA REGIA: Margherita Spampinato (Gioia mia)
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MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE: Francesco Sossai e Adriano Candiago (Le città di pianura)
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MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: Doriana Leondeff e team (Le assaggiatrici)
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MIGLIOR PRODUTTORE: Vivo Film e Rai Cinema (Le città di pianura)
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MIGLIORE AUTORE DELLA FOTOGRAFIA: Paolo Carnera (La città proibita)
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MIGLIORE COMPOSITORE: Fabio Massimo Capogrosso (Primavera)
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MIGLIORE CANZONE ORIGINALE: “Ti” di Krano (Le città di pianura)
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MIGLIORE SCENOGRAFIA: Andrea Castorina e Marco Martucci (La città proibita)
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MIGLIORI COSTUMI: Maria Rita Barbera e Gaia Calderone (Primavera)
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MIGLIORE MONTAGGIO: Paolo Cottignola (Le città di pianura)
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MIGLIOR SUONO: Gianluca Scarlata e team (Primavera)
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MIGLIORI EFFETTI VISIVI – VFX: Stefano Leoni e Andrea Lo Priore (La città proibita)
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MIGLIOR DOCUMENTARIO: Roberto Rossellini – Più di una vita
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MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE: One Battle After Another di Paul Thomas Anderson
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DAVID GIOVANI: Le assaggiatrici di Silvio Soldini
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DAVID DELLO SPETTATORE: Buen camino di Gennaro Nunziante
I Premi Speciali della 71ª Edizione
Un omaggio alla memoria e al genio che hanno reso grande il nostro schermo:
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David alla Carriera: Gianni Amelio
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David Speciale: Bruno Bozzetto
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Premio Speciale Cinecittà David 71: Vittorio Storaro
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David Speciale (Recupero): Ornella Muti
L'emozione dei Maestri: Amelio, Storaro e Ornella Muti
I momenti più toccanti della serata sono stati dominati dai grandi maestri del nostro cinema. Il leggendario direttore della fotografia Vittorio Storaro ha ricevuto il David di Cinecittà dalle mani di Stefania Sandrelli, ricordando gli anni d’oro al fianco di Bertolucci. C’è stato spazio anche per un recupero emozionante: Ornella Muti è salita sul palco per ritirare il David vinto lo scorso anno, dichiarando il suo eterno amore per la settima arte.
Ma il vero brivido ha percorso la sala con l’ingresso di Gianni Amelio. Il regista ha ricevuto il David alla Carriera accompagnato da una commovente e interminabile standing ovation. Con la consueta umiltà e ironia, Amelio ha spiazzato tutti: “Non chiamiamolo premio alla carriera, perché mi fa pensare a qualcuno che truffa, che pianifica a tavolino. Io ho lavorato quando mi è stato possibile”. Un maestro vero, fino in fondo.
La Storia dei David: un'eredità lunga 70 anni
Nata nel 1956, la cerimonia dei David di Donatello è cresciuta insieme al cinema italiano, diventandone lo specchio e la memoria inossidabile. Non chiamiamoli “Oscar italiani”, come ha giustamente sottolineato Insinna, perché la nostra industria ha insegnato il cinema al mondo intero. Tra i record storici assoluti spiccano le icone Sofia Loren e Vittorio Gassman, detentori di ben sette David da protagonisti ciascuno, e l’immortale Ennio Morricone, insignito di nove premi per le sue colonne sonore. Se guardiamo alle singole pellicole, il primato indiscusso appartiene a La ragazza del lago di Andrea Molaioli, capace di collezionare la bellezza di dieci statuette in una sola, irripetibile edizione. E stasera, una nuova, esaltante pagina si è aggiunta a questa gloriosa storia.


