A 20 anni dal successo del primo capitolo, Notte prima degli esami, torna idealmente sul grande schermo Notte prima degli esami 3.0, diretto da Tommaso Renzoni e scritto insieme a Fausto Brizzi. L’operazione è chiaramente nostalgica, ma allo stesso tempo ambiziosa: provare a raccontare la maturità di oggi mantenendo il legame emotivo con un immaginario collettivo che, in Italia, è quasi rituale.
Il film, uscito il 19 marzo e distribuito da 01 Distribution, si inserisce in una tradizione narrativa ormai consolidata: quella del passaggio all’età adulta vissuto attraverso la notte prima degli esami, tra paure, desideri e amicizie che sembrano destinate a durare per sempre. Antonello Venditti – presenza simbolica e musicale del progetto – non è solo un cameo, ma un vero e proprio ponte emotivo tra generazioni, evocando immediatamente un immaginario condiviso.
Nel cast troviamo volti nuovi come Tommaso Cassissa, affiancati da nomi noti come Sabrina Ferilli, che interpreta la severa professoressa Martinelli, soprannominata “la belva”. Accanto a loro, Gian Marco Tognazzi, Adriano Moretti, Alice Lupparelli, Alice Maselli e altri interpreti completano un ensemble generazionale pensato per rappresentare il presente.
La storia segue un gruppo di liceali romani alle prese con l’ultima notte prima della maturità: tra amori, tradimenti, feste clandestine e un viaggio improvvisato, il racconto si muove lungo coordinate narrative ben note, cercando di aggiornare temi e linguaggi. Noi l’abbiamo visto per voi e vi dciamo cosa ne pensiamo.

LA TRAMA

Viaggio nella maturità di Giulio e i suoi amici

Alla vigilia della maturità, un gruppo di liceali romani si ritrova a vivere la sua ultima grande avventura insieme: amori segreti, tradimenti, amicizie messe alla prova e piani disperati per ingannare la prof più temuta della scuola. Tra feste clandestine, motorini che sfrecciano nella notte e un viaggio improvvisato fino a Macerata, Giulio e i suoi amici dovranno affrontare il passaggio all’età adulta scoprendo che crescere significa anche sbagliare, perdonare e avere il coraggio di dire finalmente la verità.

INFO & CAST
Anno 2026
Durata 95 min
Regia Tommaso Renzoni

Cast
Tommaso Cassissa: Giulio Sabatini
Sabrina Ferilli: Professoressa Castelli
Gian Marco Tognazzi: Bruno
Ditonellapiaga: Giulia
Adriano Moretti: Cesare
Alice Lupparelli: Allegra
Alice Maselli: Sole
Christian Dei: Barbagallo
Teresa Piergentili: Teresa

Pascale Reynaud: madre di Giulio

LA RECENSIONE

Il peso della nostalgia, un’operazione tra memoria e marketing

Beh, è ovvio che il primo elemento che emerge con forza dalla pellicola è la natura nostalgica del progetto. Notte prima degli esami 3.0 nasce esplicitamente come celebrazione dei vent’anni dal film originale, e questo si riflette sia nella struttura narrativa sia nell’atmosfera generale. Il problema, però, è che questa nostalgia sembra spesso più rivolta agli spettatori adulti che ai giovani protagonisti. Il tono “retrò” segnalato anche dalla critica finisce per creare una certa distanza: invece di raccontare davvero la Generazione Z, il film sembra filtrarla attraverso lo sguardo di chi quegli anni li ha già vissuti.

Il risultato è un equilibrio instabile: da un lato si cerca l’attualizzazione (social, dinamiche relazionali più fluide, maggiore apertura su temi identitari), dall’altro si resta ancorati a schemi narrativi tipici dei primi anni 2000. Questo doppio binario è affascinante ma anche limitante.

Tra commedia e racconto di formazione

La regia di Tommaso Renzoni è solida ma poco audace. Il film segue una struttura narrativa piuttosto classica: alternanza tra momenti corali, scene intime e sequenze più leggere, con un ritmo che privilegia la riconoscibilità rispetto alla sperimentazione.

La sceneggiatura, firmata anche da Fausto Brizzi, riprende molti degli elementi che avevano reso iconico il primo film: l’amicizia, il primo amore, la paura del futuro. Tuttavia, manca in parte quella freschezza che aveva reso il capitolo originale così immediato e generazionale. Renzoni ha detto quanto segue: “Al centro della storia c’è la Generazione Z, con le sue preoccupazioni meravigliose: l’eco-ansia e le nuove forme di relazione, l’identità digitale e l’intelligenza artificiale usata come fosse il compagno di banco più preparato della classe. Temi universali e contemporanei, che rendono questo passaggio ancora più fragile, complesso – e comico. Dal punto di vista visivo, ho scelto un approccio realistico e contemporaneo: ottiche larghe che richiamano l’estetica dei contenuti social e dei cellulari, un linguaggio naturale, quello vero dei ragazzi. Volevo che la macchina da presa fosse il più possibile dalla loro parte. La commedia è il registro scelto per una ragione precisa: credo profondamente nel suo potere di affrontare temi importanti attraverso il sorriso. Il tono oscilla tra leggerezza e malinconia, tra comicità di gruppo e intimità personale. Il mio più grande desiderio è quello di far ridere lo spettatore, di farlo commuovere ma soprattutto di riconoscersi: desidero che ogni adulto riveda sé stesso alla soglia dei 18 anni, e che ogni giovane si senta finalmente visto e compreso. I miei riferimenti artistici spaziano dal cinema generazionale italiano di qualità – Ovosodo, Santa Maradona – alla commedia più leggera e sofisticata – Scrivimi Fermo Posta, C’è Posta per Te. Non cerco nostalgia: cerco autenticità. Uno sguardo di oggi che sappia dialogare con la tradizione”.

In realtà, ci riesce perché – come lui stesso afferma – il messaggio del film è duplice: da un lato, l’invito a non perdere la magia irripetibile di un’età unica e dall’altro, la necessità del dialogo tra generazioni, perché le paure dell’adolescenza – anche quando cambiano forma – restano universali.

Tuttavia, Il viaggio verso Napoli, le feste notturne, i tentativi di ingannare la professoressa sono tutti momenti già visti, che funzionano più per accumulo di situazioni familiari che per reale innovazione narrativa.

Colonna sonora e simbolismo: il ritorno di Venditti

La presenza di Antonello Venditti è uno degli elementi più riusciti del film. Non si tratta solo di un cameo, ma di un vero e proprio dispositivo emotivo: la sua musica continua a rappresentare un simbolo universale della maturità italianaIl film gioca consapevolmente su questo immaginario, trasformando la colonna sonora in un collante tra passato e presente. È forse qui che Notte prima degli esami 3.0 trova la sua dimensione più autentica: non tanto nel racconto realistico dei giovani di oggi, quanto nella rievocazione di un rito collettivo.

Il regista è stato molto attento all’aspetto musicale, inserendo, per esempio, il brano di Ditonellapiaga “Le brave ragazze” e la versione live di “Notte prima degli esami” cantata proprio da Venditti. Ci sono anche le audiocassette delle compilation realizzate nel film dal personaggio di Bruno/ Gianmarco Tognazzi e il racconto di cosa sono stati quei meravigliosi anni ‘80 per la musica. Renzoni ha detto che il film è una sorta di piccolo Bignami del panorama musicale di quel decennio e del modo di realizzare una perfetta compilation che emozionerà il pubblico che li ha vissuti ed è verissimo.

I personaggi: archetipi aggiornati ma non sempre profondi

Il protagonista interpretato da Tommaso Cassissa – nei panni di Giulio Sabatini, incarna il classico studente disilluso e poco incline allo studio, convinto di non essere ammesso agli esami, salvo poi ritrovarsi costretto a fare i conti con sé stesso.

Attorno a lui ruota un gruppo di amici che rappresenta diverse sfaccettature dell’adolescenza contemporanea: relazioni complesse, identità in formazione, amicizie che oscillano tra complicità e conflitto. Tuttavia, molti personaggi restano più abbozzati che realmente sviluppati, funzionando più come funzioni narrative che come individui tridimensionali.

Fa eccezione la professoressa Castelli di Sabrina Ferilli, figura centrale e ambigua: severa, quasi crudele, ma in realtà portatrice di un intento educativo profondo. Il suo rapporto con il protagonista è uno degli elementi più interessanti del film, perché introduce un conflitto generazionale meno banale del solito.

IN CONCLUSIONE

Notte prima degli esami 3.0 è un film che vive di equilibrio fragile tra memoria e contemporaneità. Funziona meglio quando si lascia andare alla nostalgia e all’emozione condivisa, meno quando cerca di reinventare un linguaggio generazionale che forse non gli appartiene del tutto.
Non è un sequel rivoluzionario, né un aggiornamento radicale: è piuttosto un’operazione affettuosa, a tratti sincera, che però fatica a trovare una voce davvero nuova. Rimane comunque un prodotto godibile, soprattutto per chi ha amato il film originale e vuole ritrovare, anche solo per un’ora e mezza, quella sensazione irripetibile della notte prima degli esami.

Il voto di Cinefily

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