Highlander continua ad essere uno dei cult più amati del cinema fantasy. Uscito nel 1986 e diretto da Russell Mulcahy, il film ha conquistato generazioni di spettatori con la storia dell’immortale Connor MacLeod, un guerriero destinato a combattere attraverso i secoli perché, alla fine, “ne resterà soltanto uno”. Tra duelli spettacolari, atmosfere epiche e la colonna sonora indimenticabile dei Queen, è diventato molto più di un film: un vero mito cinematografico che, ancora oggi, continua ad affascinare fan in tutto il mondo.
Il 7 marzo 1986 usciva nelle sale statunitensi Highlander – L’Ultimo immortale, diretto da Russell Mulcahy che avrebbe dato vita a uno dei cult più particolari e longevi della storia del cinema fantastico. All’epoca dell’uscita non fu un grande successo commerciale, ma negli anni successivi conquistò un pubblico sempre più vasto grazie al passaparola, alle trasmissioni televisive e al mercato home video, fino a diventare una vera opera di culto.
Ambientato tra la New York City contemporanea degli anni Ottanta e le Highlands del XVI secolo, il film racconta una storia che mescola fantasy, azione, romanticismo e dramma storico. Il protagonista, Connor MacLeod, interpretato da Christopher Lambert, scopre di appartenere a una misteriosa stirpe di guerrieri immortali destinati a combattere tra loro nel corso dei secoli. Il loro destino è guidato da una regola semplice e brutale: “ne resterà soltanto uno”.
La pellicola si distingueva per una struttura narrativa originale, costruita attraverso continui salti temporali che collegano epoche diverse della vita del protagonista, dalla Scozia medievale al presente. A questo si aggiungono una colonna sonora memorabile firmata dai Queen e personaggi carismatici come il mentore Juan Sánchez Villa‑Lobos Ramírez, interpretato da Sean Connery, e l’antagonista Kurgan, interpretato da Clancy Brown.
A 40 anni dalla sua uscita, Highlander non è soltanto un film, ma un vero universo narrativo che ha generato sequel cinematografici, serie televisive, romanzi, fumetti e videogiochi. Il mito dell’immortale guerriero scozzese continua ancora oggi ad affascinare nuove generazioni di spettatori.
La nascita di un’idea originale
Il soggetto di Highlander nasce dall’immaginazione dello sceneggiatore Gregory Widen, che concepì la storia durante gli studi universitari. L’idea era semplice ma potentissima: immaginare una razza di uomini immortali che attraversano la storia dell’umanità combattendo tra loro fino a quando uno soltanto rimane in vita.
Quando il progetto arrivò a Hollywood, attirò l’interesse del regista australiano Russell Mulcahy, allora noto soprattutto per i suoi innovativi videoclip musicali. Mulcahy portò nel film uno stile visivo dinamico e fortemente estetico, caratterizzato da montaggi rapidi, transizioni creative tra epoche diverse e un uso spettacolare della fotografia.
Questa impostazione visiva contribuì a rendere Highlander immediatamente riconoscibile e profondamente diverso dagli altri film fantasy dell’epoca.
Connor MacLeod e la mitologia degli immortali
Al centro della storia c’è Connor MacLeod, un guerriero nato nel 1518 nelle Highlands scozzesi. Dopo essere stato mortalmente ferito in battaglia e misteriosamente tornato in vita, Connor viene accusato di stregoneria dal suo stesso clan e costretto all’esilio. Solo in seguito scoprirà la verità sulla propria natura grazie all’incontro con Juan Sánchez Villa‑Lobos Ramírez, immortale molto più anziano che diventa suo mentore. Ramírez gli spiega le regole fondamentali degli immortali: non possono morire se non tramite decapitazione, percepiscono la presenza dei loro simili e sono destinati a combattere fino al cosiddetto “Raduno”, il momento finale in cui l’ultimo superstite otterrà la Ricompensa. Questa mitologia, semplice ma affascinante, è uno degli elementi che hanno reso il film così memorabile. Gli immortali attraversano i secoli osservando il mondo cambiare, amando e perdendo persone destinate inevitabilmente a invecchiare e morire.
Un cast memorabile
Il volto del protagonista è quello di Christopher Lambert, attore francese scelto nonostante non parlasse fluentemente inglese. La sua interpretazione, malinconica e quasi alienata, contribuì a rendere Connor MacLeod una figura tragica e solitaria. Da quel momento, la carriera del bell’attore decollò definitivamente e non si è più fermata.
Accanto a lui brilla il grandissimo Sean Connery, che interpreta l’eccentrico mentore Ramírez con il suo carisma inconfondibile. Nonostante il personaggio sia spagnolo-egiziano, Connery mantiene il suo tipico accento scozzese, dettaglio che divenne quasi parte del fascino del film.
Il villain Kurgan, interpretato da Clancy Brown, rappresenta invece il lato più brutale e barbarico degli immortali: un guerriero crudele che attraversa i secoli lasciando dietro di sé distruzione.
La colonna sonora dei Queen
Uno degli elementi più iconici del film è la colonna sonora dei Queen, che scrissero diversi brani appositamente per la pellicola.
Tra questi spiccano Princes of the Universe, che accompagna la sequenza iniziale, Who Wants to Live Forever, struggente riflessione sull’immortalità, e A Kind of Magic, che divenne uno dei singoli più celebri della band.
La musica contribuì enormemente alla popolarità del film e consolidò il suo status di cult negli anni successivi.
I sequel cinematografici
Il successo tardivo di Highlander portò alla realizzazione di diversi sequel, anche se nessuno riuscì a eguagliare la fama del film originale.
Il primo seguito fu Highlander II – Il ritorno (Highlander II: The Quickening) del 1991, diretto ancora da Russell Mulcahy. Il film cercò di espandere la mitologia introducendo l’idea che gli immortali fossero alieni provenienti da un altro pianeta. Questa scelta narrativa fu molto criticata dai fan e trasformò il film in uno dei sequel più controversi della storia del cinema fantasy.
Nel 1994 arrivò Highlander 3 (Highlander III: The Sorcerer), che tentò di riportare la saga alle atmosfere del primo capitolo, ignorando gran parte degli eventi del secondo film.
Il franchise proseguì poi con Highlander: Endgame nel 2000, che riuniva i protagonisti della serie televisiva con quelli del film originale, e infine con Highlander: The Source nel 2007.
Nonostante la qualità altalenante, questi film contribuirono a mantenere vivo l’interesse per il mondo degli immortali.
La serie televisiva: un nuovo protagonista
Il vero rilancio della saga arrivò negli anni Novanta con la serie televisiva Highlander: The Series, andata in onda dal 1992 al 1998.
La serie introduceva un nuovo protagonista, Duncan MacLeod, interpretato da Adrian Paul, cugino di Connor MacLeod. Il personaggio era anch’egli un immortale scozzese che viveva nel mondo moderno mentre affrontava altri immortali.
La serie ebbe grande successo internazionale e ampliò notevolmente la mitologia dell’universo Highlander, introducendo nuovi personaggi, regole e ambientazioni storiche.
Il suo successo portò anche allo spin-off Highlander: The Raven, incentrato sul personaggio di Amanda, interpretata da Elizabeth Gracen.



