A 70 anni, Francesco Paolantoni resta imprevedibile come una battuta detta al momento giusto. Attore, comico e volto amatissimo della televisione italiana, ha fatto dell’ironia surreale e dell’eleganza un po’ sbilenca il suo marchio di fabbrica. “Fuori copione” non è solo un modo di dire: è il suo habitat naturale, dove l’improvvisazione diventa arte e ogni sorriso nasce da quell’aria finta-seria che da decenni conquista il pubblico.
Francesco Paolantoni compie 70 anni il 3 marzo ma non diteglielo perché lui dice di averne sempre 30! Nato a Napoli nel 1956, Paolantoni si forma artisticamente in teatro, ambiente che rappresenta la sua vera palestra professionale e che ne forgia stile, tempi comici e profondità interpretativa. Prima di approdare al grande pubblico televisivo, trascorre oltre un decennio sui palcoscenici italiani, lavorando su testi contemporanei e spettacoli comici che mescolano satira, ironia e osservazione sociale. In quegli anni costruisce dei personaggi mai banali grazie al suo umorismo non urlato, ma surreale, spesso giocato sull’assurdo, su un’apparente ingenuità che nasconde una sottile intelligenza interpretativa. Il teatro gli insegna la disciplina del ritmo e dell’ascolto, elementi che diventeranno fondamentali anche nelle successive esperienze televisive e cinematografiche. Questa solida base gli consente di affrontare con naturalezza ruoli comici e drammatici, caratteristica che nel tempo lo renderà un interprete prezioso sia per autori brillanti sia per registi impegnati. Oggi, con più di 30 film all’attivo, svariate serie e film tv e decine di programmi, è una presenza quasi familiare.
La consacrazione in televisione: da Indietro tutta! a Mai dire Gol
La popolarità nazionale arriva negli anni ‘80 grazie alla televisione. Con Indietro tutta!, ideato e condotto da Renzo Arbore, Paolantoni entra in un laboratorio creativo rivoluzionario per l’epoca. In quel contesto surreale e innovativo, dove comicità e musica si fondono in un linguaggio televisivo nuovo, l’attore napoletano mette in mostra una duttilità che lo rende subito riconoscibile al pubblico. Ma è negli anni ‘90 che arriva la definitiva consacrazione con Mai dire Gol della Gialappa’s Band. Qui Paolantoni diventa protagonista di sketch e personaggi che restano impressi nell’immaginario collettivo: il suo stile, sospeso tra non-sense e malinconia ironica, conquista una generazione di telespettatori. La sua comicità non è mai puramente macchiettistica, ma costruita su tempi perfetti, sguardi e silenzi che amplificano l’effetto della battuta. Successivamente partecipa a programmi come Quelli che il calcio e L’ottavo nano, consolidando la sua presenza in prima serata e dimostrando di saper attraversare linguaggi televisivi diversi, dalla satira politica all’intrattenimento sportivo.
La maturità televisiva: presenza fissa tra ironia e improvvisazione
Negli ultimi anni Paolantoni ha conosciuto una nuova stagione di popolarità grazie alla sua presenza fissa in programmi di grande successo. È ospite stabile di Che tempo che fa, condotto da Fabio Fazio, dove interviene con monologhi e gag che alleggeriscono il tono del talk, dimostrando una straordinaria capacità di improvvisazione. La sua cifra comica si integra perfettamente nel contesto del programma: mai invasivo, sempre puntuale, capace di giocare sull’attualità con leggerezza. Parallelamente è uno dei volti simbolo di Stasera tutto è possibile, show condotto da Stefano De Martino, dove accetta sfide comiche che lo vedono protagonista di gag irresistibili. La sua capacità di mettersi in gioco senza riserve, con autoironia e spirito di squadra, ha conquistato anche il pubblico più giovane, dimostrando come la sua comicità sia rimasta attuale e trasversale.
Il cinema d’autore e la versatilità drammatica
Accanto alla televisione, il cinema rappresenta un capitolo fondamentale della sua carriera. Tra i primi ruoli significativi figura quello in Blues metropolitano (1985), di Salvatore Piscicelli, opera che lo inserisce nel panorama del nuovo cinema napoletano. Negli anni Novanta partecipa a film di grande spessore come L’amore molesto (1995), di Mario Martone, tratto dal romanzo di Elena Ferrante, dove dimostra di saper affrontare atmosfere intense e drammatiche. Lavora poi con Paolo Virzì in Baci e abbracci (1999), confermando la sua abilità nel muoversi tra ironia e realismo sociale. In Terra bruciata (1999), di Fabio Segatori offre un’interpretazione più cupa, mentre in Liberate i pesci! (2000), di Cristina Comencini ottiene una candidatura al Nastro d’Argento come Miglior attore non protagonista.
Le commedie di successo e il grande pubblico
Nel corso degli anni Duemila e oltre, Paolantoni prende parte a numerose commedie che incontrano il favore del pubblico. È tra gli interpreti di Bimba – È clonata una stella (2002), di Sabina Guzzanti, film satirico che gioca con il mondo dello spettacolo. Compare in Andiamo a quel paese (2014), di Ficarra e Picone, grande successo al botteghino, e in A Napoli non piove mai (2015), diretto da Sergio Assisi. Partecipa inoltre a I peggiori (2017), di Vincenzo Alfieri e a Gomorroide (2017) dei The Jackal, dimostrando ancora una volta di saper dialogare con le nuove generazioni della comicità. In Una festa esagerata (2018), di Vincenzo Salemme, torna a lavorare con un compagno di lunga data, mentre in La Befana vien di notte II – Le origini (2021), di Paola Randi, partecipa a una produzione family di ampia distribuzione. Tra i lavori più recenti figurano Amleto è mio fratello (2023) di Francesco Giuffrè e Dobbiamo stare vicini (2024), per la regia di Gianluca Mattei e Mario Sanzullo, che confermano la sua presenza costante sul grande schermo.



