Il 2 marzo di 55 anni fa nasceva Stefano Accorsi, uno degli attori che più profondamente hanno segnato il cinema italiano degli ultimi trent’anni. Nato a Bologna nel 1971, Accorsi ha saputo attraversare epoche e linguaggi diversi, diventando prima il simbolo dell’inquietudine giovanile degli anni ’90 e poi un volto maturo, capace di incarnare personaggi complessi, ambigui, fragili o tormentati. La sua carriera racconta l’evoluzione del cinema italiano contemporaneo: dal racconto generazionale al noir politico, dal dramma familiare alla commedia sentimentale, fino alle serie televisive di respiro internazionale.
Dopo gli esordi teatrali e televisivi, il successo arriva, appunto, a metà anni ’90 e da allora la sua filmografia è cresciuta in modo imponente. Accorsi ha preso parte a oltre cinquanta film per il cinema e a diverse produzioni televisive di primo piano. Tra i titoli più importanti figurano Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Radiofreccia, L’ultimo bacio, La stanza del figlio, Le fate ignoranti, Romanzo criminale, Saturno contro, Veloce come il vento, La ragazza nella nebbia e Marilyn ha gli occhi neri. In televisione ha conquistato un nuovo pubblico con la trilogia 1992, 1993 e 1994, oltre che con Fedeltà. Nel corso della sua carriera ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui David di Donatello, Nastri d’Argento e la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia, confermandosi attore di grande spessore artistico. Noi abbiamo scelto 5 ruoli di altrettanti film che l’hanno reso una star.
I 55 anni di Stefano Accorsi nei suoi 5 ruoli più belli
1. Ivan Benassi – Radiofreccia (1998), regia di Luciano Ligabue
In Radiofreccia, diretto da Luciano Ligabue, Accorsi interpreta Ivan Benassi, detto “Freccia”, giovane della provincia emiliana degli anni ’70. Il film racconta la nascita di una radio libera e il bisogno di esprimersi di un gruppo di amici che cercano un senso di libertà tra musica, sogni e disillusioni. Stefano è un ragazzo fragile e ribelle, segnato da un malessere esistenziale che lo rende simbolo di un’intera generazione. L’interpretazione intensa e malinconica di Accorsi gli valse il David di Donatello come Miglior attore protagonista, consacrandolo definitivamente come volto del nuovo cinema italiano.
2. Carlo – L’ultimo bacio (2001), regia di Gabriele Muccino
Ne L’ultimo bacio di Gabriele Muccino, Accorsi è Carlo, trentenne alle prese con la paura della maturità, una compagna incinta e il timore di rinunciare alla libertà giovanile. Il film esplora la crisi sentimentale e identitaria di un gruppo di amici alla soglia dei trent’anni, raccontando tradimenti, insicurezze e desiderio di evasione. Carlo incarna l’uomo incapace di scegliere, diviso tra responsabilità e fuga. L’enorme successo del film trasformò il personaggio in un’icona generazionale, rafforzando l’immagine di Accorsi come interprete delle inquietudini contemporanee.
3. Commissario Nicola Scialoja – Romanzo criminale (2005), regia di Michele Placido
Nel noir Romanzo criminale, diretto da Michele Placido, Accorsi veste i panni del commissario Nicola Scialoja. Il film, tratto dal romanzo di Giancarlo De Cataldo, racconta l’ascesa e la caduta della Banda della Magliana nella Roma tra anni Settanta e Ottanta. Scialoja è un poliziotto colto e ambizioso, diviso tra l’impegno nella lotta al crimine e un coinvolgimento sentimentale che ne compromette la lucidità. Il personaggio è complesso, lontano dall’eroe tradizionale, e Accorsi ne restituisce le ambiguità morali con grande misura, contribuendo al successo di uno dei più importanti crime italiani degli ultimi decenni.
4. Bruno Cortona – Veloce come il vento (2016), regia di Matteo Rovere
Con Veloce come il vento di Matteo Rovere, Accorsi firma una delle prove più intense della sua carriera. Bruno Cortona è un ex pilota automobilistico dal talento straordinario, ma distrutto dalle dipendenze, che torna nel mondo delle corse per aiutare la giovane sorella a competere nei campionati GT. Il film è un racconto di riscatto familiare e personale, ambientato in un contesto adrenalinico e realistico. Accorsi costruisce un personaggio fisico, tormentato, fragile e orgoglioso, vincendo per questa interpretazione il David di Donatello come miglior attore protagonista, riconoscimento che ha consacrato la sua maturità artistica.
5. Andrea – Marilyn ha gli occhi neri (2021), regia di Simone Godano
In Marilyn ha gli occhi neri, diretto da Simone Godano, Accorsi interpreta Andrea, uomo segnato da disturbi emotivi che partecipa a un percorso terapeutico di reinserimento lavorativo. Insieme a Clara, altra paziente fragile e imprevedibile, tenta di costruire un progetto comune che li aiuti a ritrovare equilibrio e dignità. Il film alterna leggerezza e profondità, raccontando con sensibilità il tema della salute mentale e delle seconde possibilità. L’interpretazione di Accorsi è misurata e intensa, capace di fondere ironia e malinconia, confermando la sua capacità di rinnovarsi anche a distanza di trent’anni dagli esordi.



