Il 1° ottobre 2025, Julie Andrews festeggia 90 anni, coronando una carriera straordinaria che ha attraversato oltre sei decenni e ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del cinema e del teatro. La grande Andrews ha conquistato il pubblico con la sua voce cristallina, il suo carisma e la sua versatilità. Ha attraversato epoche, generi e stili, lasciando un segno indelebile in ogni ruolo. Dai musical classici ai thriller, dalle commedie sofisticate ai film per famiglie, la sua carriera è un esempio di talento, dedizione e grazia. A 90 anni, la sua voce e il suo volto continuano a risuonare nel cuore di milioni di spettatori e in occasione di questo importante traguardo, ripercorriamo cinque ruoli che hanno definito la sua leggenda.
I 90 anni di Julie Andrews nei suoi 5 ruoli essenziali
Mary Poppins (1964): la tata magica che ha incantato il mondo
Il debutto cinematografico di Julie Andrews fu un trionfo. Walt Disney, affascinato dal suo talento a Broadway, la scelse per interpretare Mary Poppins, la tata magica capace di volare con un ombrello e trasformare la vita della famiglia Banks. Nonostante fosse incinta al momento della proposta, Disney decise di aspettarla, un gesto che si rivelò vincente. Il film, un mix di live action e animazione, fu un successo globale e valse ad Andrews l’Oscar come Migliore attrice protagonista. La sua interpretazione, fatta di grazia, ironia e una voce indimenticabile, rese Mary Poppins un’icona culturale e aprì le porte di Hollywood alla giovane attrice britannica.
Tutti insieme appassionatamente (1965): la dolce Maria e il potere della musica
L’anno dopo, la Andrews interpretò Maria, la giovane novizia che diventa governante dei sette figli del capitano von Trapp in Tutti insieme appassionatamente (The Sound of Music). Ambientato in Austria alla vigilia dell’Anschluss nazista, il film racconta come Maria, con la sua dolcezza e passione per la musica, riesca a unire una famiglia divisa e a sfidare le ombre della guerra. La pellicola vinse cinque Oscar, tra cui quello per il miglior film, e consolidò la fama di Andrews come regina del musical. La sua performance, energica e commovente, è ancora oggi considerata una delle più amate nella storia del cinema.
Il sipario strappato (1966): la svolta drammatica con Sarah Sherman
Dopo due musical di enorme successo, Julie Andrews cambiò registro accettando il ruolo di Sarah Sherman nel film Il sipario strappato, diretto da Alfred Hitchcock. In questo thriller di spionaggio ambientato durante la Guerra Fredda, interpreta la fidanzata di un fisico americano (Paul Newman) che sembra voler disertare per passare ai sovietici. Il film, intriso di tensione e ambiguità, permise ad Andrews di dimostrare la sua versatilità, affrontando un ruolo più drammatico e complesso. Sebbene il film ricevette critiche miste, la sua interpretazione fu apprezzata per la profondità emotiva e la capacità di sostenere il ritmo hitchcockiano.
Victor Victoria (1982): l’ambiguità come arte
Nel 1982 Julie Andrews tornò a collaborare con il marito Blake Edwards per Victor Victoria, una commedia musicale sofisticata e audace. Interpreta Victoria Grant, una cantante disoccupata che trova successo fingendosi un uomo che si esibisce come drag queen. Il film esplora temi di identità, genere e performance con ironia e intelligenza, e Andrews offre una delle sue prove più mature e sfaccettate. La sua capacità di giocare con le ambiguità del personaggio, mantenendo sempre una forte presenza scenica, le valse una nomination all’Oscar e un Golden Globe. Victor Victoria è considerato uno dei suoi ruoli più coraggiosi e innovativi.
Pretty Princess (2001): il ritorno regale con Clarisse per una nuova generazione
Nel nuovo millennio, Julie Andrews ha saputo reinventarsi per il pubblico più giovane. In Pretty Princess, diretto da Garry Marshall, interpreta Clarisse Renaldi, regina di Genovia e nonna della protagonista Mia (Anne Hathaway). Con eleganza e umorismo, Andrews incarna una sovrana saggia e affettuosa, capace di guidare la nipote nel difficile percorso verso la maturità e la responsabilità. Il film fu un successo commerciale e introdusse Andrews a una nuova generazione di spettatori, confermando la sua capacità di adattarsi ai tempi senza perdere il suo fascino.



