David Yarovesky (Brightburn) dirige Locked – In trappola, un thriller psicologico claustrofobico che trasforma un SUV in una prigione infernale. Remake del film argentino 4×4, la pellicola segue Eddie Barrish (Bill Skarsgård), un ladruncolo di città che, nel tentativo di rubare un’auto apparentemente abbandonata, si ritrova intrappolato in un veicolo blindato e tecnologicamente avanzato. Dietro la trappola c’è William Larsen (Anthony Hopkins), un medico in pensione segnato da una tragedia personale, che ha trasformato la sua macchina in uno strumento di punizione e redenzione. Noi l’abbiamo visto per voi e vi diciamo subito cosa ne pensiamo.

LA TRAMA

Un SUV che diventa trappola

Il film segue la storia di Eddie, un ladro di auto che si ritrova intrappolato in un SUV di lusso che aveva cercato di scassinare. Il veicolo si rivela essere una trappola mortale, tesagli da un individuo che si fa chiamare William, un vigilante che pratica la sua personale e spietata forma di giustizia. Eddie deve lottare per la sopravvivenza, cercando di capire chi lo ha intrappolato e come fuggire, mentre il tempo stringe e la sua vita è appesa a un filo.

INFO & CAST
Anno 2025
Durata 96 min
Regia David Yarovesky

Cast
Bill Skarsgard: Eddie Barrish
Anthony Hopkins: William
Michael Eklund: Karl
Ashley Cartwright: Sarah

LA RECENSIONE

Un racconto stratificato e disturbante

Ok, abbiamo già detto che il film è un remake del lungometraggio argentino 4×4, di Mariano Cohn, ma ne espande le ambizioni tematiche e visive, cercando di trasformare una premessa semplice in un racconto stratificato e disturbante. La narrazione si sviluppa quasi interamente all’interno dell’abitacolo, con Eddie che cerca disperatamente di fuggire, mentre William lo sottopone a una serie di prove fisiche e morali. Il film alterna momenti di tensione pura a flashback che delineano il passato dei protagonisti, cercando di costruire una dialettica tra carnefice e vittima, tra giustizia e vendetta.

Il grandioso Bill Skarsgård non finisce mai di stupire e, anche stavolta, offre una performance intensa e sfaccettata. Il suo Eddie è un antieroe vulnerabile, goffo, ma anche capace di riscatto. La sua fisicità è centrale: il corpo ferito, sudato, intrappolato diventa il fulcro visivo ed emotivo del film. La leggenda vivente Anthony Hopkins, invece, è presente soprattutto attraverso la voce: il suo William è un’entità onnipresente, fredda, razionale, che pontifica sulla decadenza morale della società. Sebbene il personaggio rischi di scivolare nella caricatura, Hopkins riesce a conferirgli una certa ambiguità, rendendolo inquietante e disturbante.

Il punto debole: la sceneggiatura

Il regista Yarovesky (sempre più bravo) dimostra una buona padronanza del linguaggio visivo. La sua regia è dinamica, con un uso sapiente dei primi piani, delle inquadrature strette e dei giochi di luce che accentuano la claustrofobia. Tuttavia – dobbiamo dirlo – il film soffre di una certa ripetitività: le torture si susseguono senza una vera escalation, e i dialoghi tra Eddie e William diventano presto monotoni. La tensione iniziale tende a diluirsi, e il ritmo si appiattisce nella seconda metà della pellicola. Un vero peccato perché la sceneggiatura di Michael Arlen Ross è ben scritta ma s’impantana verso la fine diventando un tantino didascalica e prevedibile.

IN CONCLUSIONE

In generale, Locked ambisce a essere più di un semplice thriller. La pellicola ci invita a riflettere sulla giustizia, sulla disuguaglianza e sul potere della tecnologia. Non sempre riesce a mantenere l’equilibrio tra intrattenimento e riflessione, ma offre comunque uno sguardo interessante e disturbante sull’America contemporanea. Yarovesky non firma un capolavoro, ma un’opera curiosa, imperfetta, che merita attenzione per la sua voglia di osare. Diciamo che se avete amato film come Buried, 127 ore o Locke, potreste ritrovare le stesse caratteristiche di base e grazie alla fotografia di Michale Dallatorre e alle musiche di Tim Williams, il film garantisce anche una qualità veramente buona.

Il voto di Cinefily

Ti è piaciuto l'articolo? Lascia un commento!