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Il blockbuster di casa Netflix con Ryan Gosling, Chris Evans e Ana De Armas è un film d'azione che farà tanto discutere. The Gray Man è ricco di adrenalina ma al tempo stesso con un'anima estremamente vuota. Diretto dai fratelli Russo, il film uscirà in cinema selezionati il 13 luglio e sarà disponibile su Netflix a partire dal 22 luglio. Sei indeciso se vederlo al cinema o aspettare la release in streaming? Ecco la recensione che aspettavi!

LA TRAMA

The Gray Man è il thriller d'azione dei maestri Marvel, Anthony e Joe Russo

In un mondo in cui nessuno è al sicuro e tutti hanno un prezzo, niente è come sembra. Quando il mercenario più abile della CIA, noto come Court Gentry (Ryan Gosling), aka Sierra Six, scopre accidentalmente i segreti oscuri dell’agenzia, diventa lui stesso un obiettivo primario e viene braccato in tutto il mondo dall’ex collega psicopatico Lloyd Hansen (Chris Evans) e da diversi assassini internazionali. Non potendo più fidarsi di nessuno, dovrà fare squadra con un’ex amante (Ana de Armas), ora anch’essa agente della CIA, per fermare il sinistro capo dell’agenzia prima che la sua identità venga svelata.

Recensione di The Gray Man
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Info
Anno 2022
Durata 122 min
Regia Anthony e Joe Russo

 

Cast

Ryan Gosling: Court Gentry aka Sierra Six
Chris Evans: Lloyd Hansen
Ana de Armas: Dani Miranda
Regé-Jean Page: Denny Carmichael

LA RECENSIONE

Adrenalina e momenti d'azione super eccitante non bastano per un film che non decolla mai

The Gray Man è un film che avrebbe dovuto essere molto migliore di quello che è stato, soprattutto a fronte di un budget vicino ai 200 milioni di dollari, il più alto per una produzione Netflix. I film di valore si basano sui dettagli, ma qui pare che i fratelli Russo abbiano sottovalutato questo aspetto, dimostrando come al di fuori del MCU non siano mai riusciti ad essere convincenti. I loro personaggi non conquistano, non ti prendono, risultano piatti e poco interessanti. Inseguimenti, sparatorie, esplosioni e lotte continue: l’adrenalina è centrale! Ma la coppia di registi punta più su belle immagini che su una narrazione onesta. E difatti la trama non ha nulla di esaltante o di particolarmente innovativo: segue un canovaccio classico come ne abbiamo già visti in precedenza. Ciò che dovrebbe fare la differenza sono le motivazioni, la capacità di dare un certo coinvolgimento alle singole scene e, naturalmente, le interpretazioni.

Ryan Gosling è il classico uomo duro e di poche parole mentre il cattivo di Chris Evans scritto per essere carismatico in realtà non lo è mai, piuttosto costruisce la sua personalità attingendo da mille stereotipi. Entrambi sono l’emblema di personaggi generici, non sono anime con reali tratti di personalità uniche.

recensione the gray man

Quando montaggio ed effetti visivi fanno la differenza

Nonostante tutto The Gray Man è un film che lascia con il fiato sospeso. Non è la trama in sé a fare la differenza, ma piuttosto lo sono le sue scene d’azione e il suo montaggio. Il suo comparto tecnico è di primo livello: la regia non ti concede un momento di rilassatezza ma ti porta sempre nel cuore dell’azione. Bellissime anche le riprese delle varie location, tra cui Praga e Château de Chantilly in Francia. Aggiungerei poi una nota di merito al reparto effetti visivi: i 200 milioni di dollari di budget si vedono tutti in scene mozzafiato come l’esplosione dell’aereo da cui si lancia Ryan Gosling o l’inseguimento sul tram. Di alto livello sono anche le scene di lotta, in particolare il momento del fatidico scontro tra i personaggi di Gosling e Chris Evans: il modo in cui si muovono durante i combattimenti è davvero ben orchestrato e molto realistico. Infine anche la performance di Ana De Armas è stata perfetta come agente CIA, l’attrice si è preparata per il ruolo intervistando diversi agenti nella vita reale.

IN CONCLUSIONE

The Gray Man è un blockbuster d'azione dove esplosioni, inseguimenti e sparatorie sovrastano una trama davvero poco convincente. Appagante per gli appassionati del genere, scialbo per chi cerca un momento di intrattenimento più d'elite.

Il voto di Cinefily

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